Logan, il film dall’amaro in bocca

Già dai primi trailers, dalle prime immagini, finanche dalla prima volta in cui abbiamo sentito parlare di questo film sapevamo più o meno cosa aspettarci. Un Logan vecchio, non più all’apice del suo potere, senza più uno scopo. D’altronde il fumetto di riferimento è Old man Logan, un vero capolavoro che va ben oltre l’idea del “vecchio supereroe” iniziata da Miller, e nel quale il setting iniziale è appunto quello di cui si è scritto. Però le differenze dal fumetto sono tante. Non si parla solo di un fatto di trama, ma proprio di ambientazione, di forza, di morte e di vita. La cosa non sarebbe in sé una pecca, però appunto non può che lasciare con l’amaro in bocca. E non solo quello.

La trama del film è una delle più semplici. Logan, visibilmente invecchiato, è l’ombra dell’eroe che è stato. Debole, incapace di guarire come un tempo, si guadagna da vivere facendo l’autista per aiutare un altrettanto vecchio e più macilento Xavier. Il mondo non sembra aver bisogno degli X-Men, i mutanti non nascono più e tutto ciò che rimane di quel mondo sono solo fumetti commerciali e romanzati sulle loro avventure. Sembra chiaro fin da subito che gli “uomini” abbiano vinto, e non ci sia più posto per i “diversi”. O almeno così si pensa. Una ragazzina si presenta a Logan. Ha poteri straordinariamente simili a lui, e ha bisogno di un passaggio verso nord, verso dei suoi amici, per passare il confine americano e guadagnare la libertà da uomini che la inseguono.

Di per sé la trama è estremamente semplice. Si dà ad un uomo speciale spezzato un motivo per tornare a vivere, attraverso una queste che sarà di vitale importanza per il futuro della sua gente. I riferimenti a The Last of Us si sprecano, è chiaro che gli autori abbiano preso a piene mani da quest’opera videoludica più di quanto abbiano preso dal fumetto su cui è basata la storia. Logan sembra spesso un Joel con i poteri, anche se X-23 non ha il charme di una Ellie, ma possiede il suo fascino e la sua grandissima forza.

 

Tornando al discorso di prima, il prendere così tanto da un videogioco e così poco da un fumetto è stata la mossa centrale del film. Nei trailers, per chi avesse giocato al gioco, i riferimenti erano chiari (ad esempio le scene in macchina, con l’inquadratura perfettamente centrata a ricreare, quasi fosse una sorta di cosplay, la strana coppia). Che piaccia o no, a mio avviso è sicuramente una scelta commerciale che funziona. Le storie di redenzione vanno sempre di moda. Però la cosa risulta di essere un’arma a doppio taglio, perché nel caso non sia sviluppata con estrema perizia, si rischia di banalizzare i passaggi che portano il protagonista a “tornare ad amare”. Non è il caso di questo film fortunatamente. Il rapporto fra i due mutanti è sincero, si sviluppa attraverso situazioni di vita o di morte, che da sempre nella fantasia cuciono legami quasi indissolubili. Non brilla però di originalità, alcuni cliché sono evitabili, altri sono d’obbligo, nel complesso però i primi superano i secondi. Geniale però è la scelta di inserire il mondo dei fumetti all’interno del film. Quasi ad un livello di metanarrazione, il continuo affermare che “quelle sono storie di fantasia, non è realtà, nella realtà le cose vanno molto diversamente”, sembra quasi una generale affermazione di qualsiasi autore di cinecomic quando dice di non poter riportare fedelmente i fumetti. Geniale. In sostanza Logan è un film che si lascia vedere, e che è un ottimo film sui supereroi, e ne consiglio la visione a tutti, ma vi avverto anche di fare attenzione, perché il film è MOLTO violento. La violenza è una delle sue forze, cruda, senza pietà, che non risparmia nessuno per la sopravvivenza (in questo i personaggi sono davvero due “wolverine”). Avverto anche di non leggersi il fumetto se non dopo, che potreste rischiare di avere troppe aspettative prima della visione.

Ma perché l’amaro in bocca? Il motivo è che non è stato bello aspettare così tanto tempo per un film decente su Wolverine, e doveva essere anche l’ultimo? Logan è costruito chiaramente per essere la personificazione del brand, morente e senza possibilità di redenzione o rinascita. Tralasciando che il finale lascia veramente TANTE domande in sospeso (chi sta aiutando i ragazzi? perché al nord? che succede nel mondo?), il modo in cui finisce lascia presagire che tanto dovrà accadere, che siamo solo all’inizio. Ma no. Nessun trailer dopo i titoli di coda. Nessun “sorpresa! ecco cosa abbiamo in serbo per voi!”. Il film fa capire che (a meno di stupidi remake) il nostro eroe è definitivamente finito. Logan mette la parola “Fine” su un marchio che ha dato inizio a tutto. Non so se essere amareggiato o no, e neanche per cosa essere amareggiato. Perché non sono riusciti a rendere bene un eroe così complesso? o perché non ci hanno rinunciato? Hanno lasciato intravedere idee positive per un domani, per poi lasciarle morire. Forse è in parte un messaggio, per noi fan e per altri futuri produttori o scrittori. “Fate le cose per bene, la vita non ammette troppi errori”. Forse sarò troppo filosofico. A voi la scelta. Un saluto dal vostro amichevole Gerald di quartiere.