Will Hunting- Genio ribelle: per ricordare il nostro capitano

will hunting

Robin Williams è una leggenda nel mondo della cinematografia e nella vita di qualsiasi bambino dagli anni ’80 in poi. I suoi sorrisi e le sue caricature che delineavano la sua carriera da perfetto tasformista rimarranno sempre nella memoria del pubblico internazionale. Chi è cresciuto guardando e riguardando “Jumanji”? Chi con “Mrs Doubtfire”? Quanti non-bambini hanno risognato con “Hook- CapitanUncino”? Chi ha sorriso con “Patch Adams”? E chi ha creduto che il vero amore potesse sopravvivere anche alla morte grazie alle emozioni di “Al di là dei sogni”?

Be’, io, personalmente, ho vissuto molte di queste emozioni e posso soltanto dire: “Grazie, Capitano!”.

Ci tengo a sottolineare che dobbiamo ripensare a lui rispettando ogni sua scelta.

Per ricordarlo ho pensato di parlare di “Will Hunting- Genio ribelle” (1997, il titolo originale è “Good Will Hunting”) di Gus Van Sant e scritto da Ben Affleck e Matt Damon. Perchè ho scelto questo? Perchè Robin Williams ha coronato la sua carriera con questo lungometraggio, non solo per l’Oscar vinto ma perchè interpreta un personaggio saggio, una guida di vita con le sue imperfezioni e i suoi fantasmi che, nonostante tutto, fa il possibile per aiutare un genio matematico disastrato, Will Hunting.

Vediamo brevemente la trama: Will Hunting (Matt Damon) è una ragazzo difficile cresciuto nei quartieri malfamati di Boston insieme al suo inseparabile amico Chuckie (Ben Affleck). Ha un talento: è un genio della matematica ed ha una memoria straordinariamente unica. Nonostante ciò studia da auto-didatta e per mantenersi, dato che è orfano, pulisce i pavimenti al MIT (Massachussets Institute of Technology) in mezzo a lavagne che con quesiti di matematica da risolvere. Il Professor Lambeau  (Stellan Skarsgard) viene a sapere che è stato Will a risolvere un problema scritto su una lavagna dei corridoi del MIT che lui aveva proposto come sfida ai suoi studenti. Scoperta l’identità del ragazzo, il Professore fa un patto col tribunale che intanto voleva condannare Will per aver scatenato una rissa. L’accordo consiste nel tenerlo sotto la sua protezione e responsabilità per garantirgli il futuro brillante che lo aspetta nel campo della matematica. In più, Will deve vedere una volta a settimana uno psicologo. E qui, dopo vari, entra in gioco Williams che, munito del dizionario dei bassifondi da cui viene il piccolo genio, riesce a smontare lentamente il muro che si è costruito davanti. Nel tempo Will si apre, capirà ciò che vuole veramente dalla vita e il valore delle persone.

Come si suol dire: la genetica propone, l’ambiente dispone. Non sempre si sa quello che si vuole e non sempre si riesce ad accettare da soli un passato doloroso. Questi sono i conflitti che assillano Will. L’amicizia è un legame fondamentale nella storia, tra Chuckie e Will e tra quest’ultimo e Sean McGuire (Robin Williams). E allo stesso modo lo è anche l’amore, tra Skylar e Will.

Robin Williams interpreta un uomo sicuro dei suoi valori, fiero della sua vita e dei successi modesti che ha ottenuto. Apprezzo molto questo personaggio per la sua lealtà verso gli altri, se stesso e i suoi cari e il suo desiderio di aiutare sempre chi ne ha bisogno, soprattutto Will, con cui ha instaurato un legame sincero. E’ l’unica persona che si sia presa la briga di conoscerlo e capirlo.

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Grazie ad un’interpretazione magistrale di Williams, Damon, Affleck e Skarsgard, “Will Hunting- Genio ribelle” è un capolavoro unico che fa emergere ancora maggiormente il talento di Williams nei ruoli drammatici, dando comunque un carattere ironico al suo personaggio tormentato (è sempre Robin Williams). Il film ha fatto conquistare a Matt Damon e Ben Affleck il premio Oscar alla miglior sceneggiatura originale e al nostro Robin quello al Miglior Attore non protagonista. Vi conisiglio anche di ascoltarlo, poichè la colonna sonora e la musica scelte/composte da Danny Elfman e Elliott Smith sono incredibili.

Citazioni: “Avrai dei momenti difficili, ma ti faranno apprezzare le cose belle alle quali non prestavi attenzione.” (Sean) 

Che altro dire….

Arrivederci, Capitano.

 

 

 

 

 

 

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