Vinland Saga: il Giappone incontra i Vichinghi!

 

Salve Gente! È da parecchio che non mi facevo sentire eh? Spero che il vostro amato Gerald di quartiere non vi sia mancato troppo, e per farmi perdonare il silenzio prolungato, ho deciso di portarvi una cosa diversa, un manga. E che manga! Il titolo è “Vinland Saga”, di Makoto Yukimura, e giuro che fa venire la pelle d’oca, tanto è bello!

Per chi di voi non lo sapesse, Vinland è il nome che i primi esploratori vichinghi diedero ad alcuni territori del Nord America quando riuscirono a sbarcarvisi. La storia quindi è ambientata nell’undicesimo secolo. Siamo oramai nel mezzo dell’invasione di questo “popolo del nord” verso il nord dell’Europa. In Inghilterra è in atto una guerra fra sassoni e vichinghi per il controllo dell’isola, e nel frattempo molti scandinavi si sono trasferiti in colonie come l’Islanda o fanno i mercenari nei regni europei. Il protagonista è Thorfinn, figlio di Thors, un giovane ragazzo molto abile nell’uso dei pugnali (il pugnale è un’arma importante, è infatti un ricordo del defunto padre). Thorfinn combatte per il pirata Askeladd, che ha ucciso suo padre e lo ha preso con sé. Complicata situazione familiare, eh? Diciamo che Thorfinn decide di seguirlo solo per avare la possibilità di ucciderlo in duello. È infatti questa la ricompensa che chiede per le sue missioni: la possibilità di uccidere Askeladd e vendicare Thors.

Il punto arriva qui: Thors non avrebbe mai voluto essere vendicato. Aveva passato tutta la sua vita nel sangue e nella morte. Ad un certo punto era però arrivato alla conclusione che tutto il male che aveva fatto in vita non sarebbe servito a nulla. Il suo valore non lo avrebbe dimostrato a quel modo. Aveva capito che un vero guerriero non ha bisogno di una spada, di una lancia o di un’ascia. Ma cos’è un vero guerriero? La scoperta della risposta sarà ciò che guiderà il nostro eroe verso ostacoli che dovrà superare in molti modi, ostacoli che poi, forse, lo porteranno finalmente nella leggendaria terra del Vinland.

Makoto Yukimura si dimostra nuovamente, dopo “Planetes”, un fine tessitore della psicologia umana. L’espressività che hanno gli occhi disegnati da lui, poi, sono una cosa che ancora resta ineguagliata ai miei occhi (oh oh oh). La storia è semplice e complicata allo stesso tempo, e si intreccia benissimo con gli eventi storici del periodo. Poche sono le inesattezze, il che dimostra un grande studio da parte dell’autore, oltre a una forte volontà di rimanere fedeli al vero il più possibile. Meglio di me, però, di questo fumetto ne parla lo youtuber Cavernadiplatone in questo video, che vi invito caldamente a guardare. Anche per questa volta è tutto, dal vostro amato Gerald di quartiere.

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