RECENSIONE – Victoria e Abdul

Ci sono sovrani che hanno lasciato un segno nella storia, un’eredità, qualcosa da ricordare. Una di questi è la la Regina Vittoria, il cui regno (1837-1901), in quanto a longevità, è secondo solo a quello di Elisabetta II, sua pronipote. Ognuno può avere la sua opinione riguardo la qualità del suo modo di regnare, la correttezza delle decisioni prese, ma non credo sia in discussione l’enorme impatto che Vittoria ebbe nella storia inglese e internazionale. Una storia a riguardo che era fino a pochi anni fa sconosciuta è quella che riguarda l’amicizia della sovrana con un servitore indiano che giunse alla sua corte negli ultimi anni della sua vita: Abdul Karim. Ed è proprio questa storia che il film Vittoria e Abdul (2017) di Stephen Frears ci vuole raccontare e che potete rivedere in DVD dal 7 marzo, distribuito dalla Universal Pictures Home Entertainment. Quindi tirate fuori il vostro lato british e torniamo indietro nel tempo, al 1887.

1887, India. Abdul Karim (Ali Fazal) è un giovane impiegato presso le prigioni di Agra, nelle quali censisce i nomi di tutti i detenuti. In occasione del Giubileo D’Oro (50 anni di regno) della Regina Vittoria (Judi Dench) viene scelto per portare alla sovrana un dono da parte dell’India, all’epoca sotto il dominio inglese. Abdul è onorato di aver l’opportunità di svolgere tale compito e appena arrivato a corte non riesce a contenere l’emozione di essere di fronte all’Imperatrice. Questa ingenuità e dedizione affascinano la sovrana al punto che in primis prolunga la visita dei due servitori indiani e poi nominerà Abdul suo “Munshi” ovvero suo maestro per quello che riguardava tutto ciò che Vittoria vuole imparare sulla cultura indiana. Questa amicizia che nasce fra i due però non è ben vista a corte…

Stephen Frears riporta sullo schermo un’altra volta una sovrana inglese, da quando nel 2006 aveva diretto Helen Mirren in The Queen, straordinario film su Elisabetta II durante l’elezione di Tony Blair in un’Inghilterra sconvolta per la morte di Lady Diana. Frears sembra avere un debole per le storie biografiche sulle amicizie tra le sovrane inglesi e gli uomini che incontrano sul loro cammino. Se nel 2006 ava appunto sottolineato la relazione professionale tra Elisabetta II e Tony Blair, che arriva ad ammirare e difendere la sovrana, stavolta è il turno di Vittoria e Abdul, che quasi venera l’Imperatrice e con la quale instaura un legame intellettuale e di amicizia veramente profondo. Il film è quindi un inno a questo sentimento speciale che lega due persone anche così diverse, come possono essere la donna più potente del globo e un impiegato di una prigione in India. Ma Vittoria e Abdul non è solo questo. Il film tesse insieme alla trama un profondo invito alla tolleranza, alla curiosità nei confronti del diverso, piuttosto che alla diffidenza, alla tolleranza piuttosto che alla violenza, in ogni sua forma. Vittoria ci viene presentata come una donna dalla mente aperta, entusiasta di conoscere ogni cosa possa incuriosirla senza far caso alla provenienza di colui che è disposto ad insegnarle o al colore della pelle. La sovrana sembra dare molto peso alla fedeltà, alla lealtà nei suoi confronti, alla passione e alla dedizione e ricambia con la stessa moneta. Insomma il film richiama in ogni suo frame, in ogni sua scena alla tolleranza, che serviva nel 1887, come serve oggi e come sempre servirà, conoscendo l’animo umano, anche se si spera il contrario.

Anche Judi Dench sembra averci preso gusto nell’interpretare le sovrane inglesi. Un altro suo ruolo famoso nei vesti di una regina è stato in Shakespeare in Love (1998) in cui interpretò Elisabetta I. Magistrale come sempre, la Dench ci regala un’interpretazione di una Vittoria ancora sofferente per la morte del marito, vulnerabile per la sua età, ma determinata e tosta come è sempre stata nella sua vita. Ottima interpretazione anche di Ali Fazal, espressivo e dolce al punto da dare davvero di nuovo vita al Munshi. Nei contenuti speciali del DVD potrete seguire le interviste al cast, potrete ammirare i set e le location e vedere come sono stati realizzati gli incredibili costumi che si sono aggiudicati una nomination agli Oscar quest’anno. Detto questo, buona visione!

Se siete interessati anche ad altri film sulla vita di Vittoria potete vedere anche The Young Victoria (2009) con Emily Blunt, un piacevole film che racconta l’ascesa al trono di Vittoria e il suo matrimonio con Alberto.

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Juliet

Salve a tutti. Sono Annalisa Ballerini, una cinefila entusiasta di condividere con un pubblico la propria passione per la settima arte!