Venerdì 12 di Leo Ortolani

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Una storia d’amore commovente e ricca di colpi di scena, ecco cosa non è “Venerdì 12” di Leo Ortolani, prima serie a fumetti dal 1996 al 1997 sulla rivista “L’isola che non c’è”, successivamente venne completata con alcune storie inedite e pubblicata nel 2008 con il titolo “Venerdì 12 Omnibus” edito da Panini Comics.

La storia è tra le più classiche, parla di Aldo, un uomo ingenuo e molto buono, che viene lasciato dalla terribile e bellissima Bedelia nel giorno del compleanno di quest’ultima. Per il compleanno della donna, Aldo aveva cercato un carillon con la ninna nanna di Brahms, la melodia preferita da Bedelia, e per ottenerne uno non badò alle parole d’avvertimento del venditore, che lo informava della maledizione che gravava sul oggetto.

Proprio da questa maledizione ha inizio la storia di Aldo, che per via dell’amore non corrisposto di Bedelia, viene trasformato in un orribile mostro che ha solo due modi per liberarsi della maledizione: trovare una donna che lo ami per quello che è o bagnarsi del “sangue” di una vergine.

Per tutta la durata della storia Aldo però non sarà solo, ma avrà con sé il fedelissimo Giuda, un servitore che il povero uomo ha trovato poco dopo il tragico fatto. Giuda è un simpatico ometto che cercherà di tirare su il morale al padrune, ma sempre con metodi poco ortodossi o forse con una cattiveria sottile e delicata, finendo per coinvolgerlo in situazioni imbarazzanti come balli per i giovani della terza età, appuntamenti al buio o anche la posta dei cuori solitari con risposte ricevute da robusti marinai di colore del cargo Paloma.

La storia che Ortolani racconta è quella di un cuore infranto, che proprio per questo motivo si sente maledetto e terribilmente lasciato in disparte dal mondo, cosa che sarà capitata a tutti almeno una volta nella vita, per cui è facile sentirsi coinvolti. Aldo, infatti, si rifugia in sé rinchiudendosi in un isolamento forzato e voluto per non pensare alle pene di questo amore non corrisposto.

Un fumetto che considero fondamentale, per la capacità di sdrammatizzare ogni situazione, Ortolani riesce ha creare un fumetto che può farti affrontare una rottura con il sorriso, o che può farti ripensare al passato in modo divertente, poiché prende ed esagera le fasi della fine di un rapporto. Giuda, ad esempio, incarna vari stereotipi d’amici, quello eccessivamente preoccupato che cerca di farti uscire dalla solitudine in modi imbarazzanti  o  quello che tenta, in modo un po’ brutale, di sbatterti la verità in faccia, facendoti stare persino peggio.

La verità è che parlare del fumetto non rende la qualità della storia stessa, che può essere apprezzata solo leggendola. Ormai sono troppo affezionato a “Venerdì 12” per parlarne in modo oggettivo, non riesco nemmeno a trovarne dei difetti possibili, quindi mi aspetto anche dei pareri contrari o delle critiche a quest’opera nei commenti che arriveranno sul post sulla pagina Very Nerd People, a cui vi ricordo di mettere mi piace, detto questo non mi resta che augurarvi una buona domenica, io torno a suonare un organo con gli spartiti per il banjo.

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Studente universitario del piemonte a tempo perso,ho sempre divorato libri,fumetti e film da che ho memoria!

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