Un vicino di banco… mostruoso!

Nel vasto panorama degli shojo manga (i manga dedicati soprattutto alle ragazze e che trattano di temi amorosi) è difficile trovare storie originali e che non si ripetano sempre uguali le une alle altre. Non so se l’opera di cui vado a parlarvi possa essere considerata qualcosa di nuovo, ma sicuramente a me ha colpito per vari aspetti.

My Little Monster è un manga scritto e disegnato da Robico, serializzato dal 2008 al 2013 e raccolto in 13 volumi. Ne è stata tratta una breve serie anime della durata di 13 episodi.

La protagonista è Shizuku Mizutani, una studentessa liceale interessata solo allo studio e alle graduatorie, che ha intenzione di portare avanti una brillante carriera scolastica per poter un giorno ottenere un buon posto di lavoro e guadagnare bene. Tutto sembra filare liscio finchè, complici dei documenti da consegnare, non si imbatte in Haru Yoshida.

Haru è, o perlomeno, sarebbe, il suo compagno di banco, che dopo essere stato sospeso il primo giorno di scuola a causa di una rissa non si è più fatto vedere benchè la sospensione sia terminata e per questo rischia l’espulsione. Haru gode di una pessima reputazione a scuola, gli studenti lo considerano un mostro e girano strane voci inquietanti sul suo conto, proprio perché essendo molto insintivo ed irascibile, inizia a fare a botte alla minima provocazione. Ma Haru è anche molto sensibile e soprattutto spaventato all’idea di restare solo e senza amici, per questo dopo essersi fatto convincere dalla ragazza a tornare a scuola, le si appiccica come una cozza e non la molla un secondo, benchè lei tenti in tutti i modi di fargli capire che il suo unico interesse è lo studio.

Ed è in questo frangente che Shizuku scopre un altro lato inaspettato di Haru: il ragazzo è un vero genio! Non studia duramente come lei ma riesce a risolvere tranquillamente gli esercizi più difficili e, se frequentasse regolarmente e non fosse così distratto, avrebbe addirittura una media dei voti maggiore della sua. Tra i due nasce così uno strano rapporto: Haru si sente al sicuro al fianco della ragazza, mentre lei rimane confusa e si rende conto che forse davvero nella vita può esistere qualcosa di più dei test e dei voti. Non mancheranno incontri, amicizie, intrecci sentimentali, rivali d’amore e inaspettati ritorni dal passato. Il background dei protagonisti è infatti svelato via via che la storia procede, facendo capire al lettore da cosa derivano i loro comportamenti.

Non aspettatevi colpi di scena eclatanti o profonde morali filosofiche, l’ambientazione scolastica rimanda a toni leggeri, seguiamo le avventure di un gruppo di adolescenti alle prese con problemi quotidiani. Sicuramente segue i parametri classici di questo genere, ma come ho detto, a me ha colpita per alcune dinamiche (che non svelerò per lasciarvi la sorpresa della lettura) non scontate e piuttosto originali.

Il disegno poi è davvero notevole. Il tratto morbido dell’autrice è molto bello da ammirare, in particolare degni di nota sono i numerosi primi piani dei volti, chiari e morbidi. Uno stile pulito e limpido, benchè non manchino, quando l’occasione la richiede, disegni caricaturali e stilizzati.

      

In conclusione non posso che consigliare questo manga a chi è amante del genere, a chi è alla ricerca di qualcosa di leggero e non troppo impegnativo, capace comunque di far emozionare e appassionare pur nella sua semplicità, a chi ogni volta si chiede come andrà a finire ma in fondo sa che il lieto fine è scritto fin dall’inizio.

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