Un mondo che non esiste più

1979-Viaggio-preliminare-in-Cina-©-Archivio-Terzani

Buona domenica a tutti, oggi sono qui per parlarvi di un libro alquanto particolare, poiché più che un libro è una raccolta di foto inedite e testi di Tiziano Terzani, giornalista di origine toscane che ha passato un gran parte della sua vita in Oriente, il testo è edito da Longanesi e s’intitola ” Un mondo che non esiste più”.

Tiziano Terzani nato a Firenze nel 1938, fu un famoso giornalista e scrittore che visse stabilmente per quasi tutta la sua vita facendo spola tra Cina, India, Vietnam, Thailandia e molti altri; fu il primo corrispondente di un magazine occidentale a stabilirsi a Pechino, anticipando le altre testate giornalistiche e realizzando il sogno di conoscere e vivere la cultura orientale. Seguì moltissimi degli eventi che sconvolsero quei tempi vivendoli direttamente sul campo, non tirandosi mai indietro pur di raccontare la Storia, con la S maiuscola come lui stesso la definisce in alcuni suoi testi, che avanzava nel modo più veritiero possibile; morì nel 2004 ad Orsigna dopo aver passato alcuni anni lontano da tutti, anche dai familiari, in India.

Non volevo dilungarmi troppo sulla vita di Terzani, poiché dovrei scrivere non uno, ma più articoli per poter anche solo riassumere i suoi numerosi viaggi e spostamenti;  volevo parlare invece di ciò che il testo ci mostra in questi dieci capitoli cioè  un viaggio nel magnifico Oriente non ancora inquinato dal resto del Mondo e rimasto così diverso, lontano e affascinante. Partiremo dal capitolo Vietnam in cui saranno raccolte le foto dell’entrata del Fronte di Liberazione Nazionale che entra a Saigon e che lui era riuscito a fare poiché non era fuggito insieme agli altri giornalisti, ma si era rinchiuso nella sua camera del Continental ricoprendo le finestre di materassi; passeremo a scene più malinconiche e distanti dall’ambiente di una guerra, un esempio è il capitolo sul Tibet, che contiene pochissime frasi, forse per lasciare totale spazio alle immagini raffiguranti quel mondo prima che venisse “cinesizzato” perdendo la sua cultura; si finisce quindi con l’Himalaya il luogo per ritrovarsi del tutto con l’immensità del Mondo e con se stessi, una terra pura e senza confini.

:”Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito nella testa.” Tiziano Terzani

Due delle foto sul Vietnam contenute nel libro.

 

La raccolta di queste foto e testi raccontano il mondo visto dagli occhi pieni di curiosità dell’autore stesso, passeremo da scene di vita quotidiana , che ci appaiono sempre misteriose e pregne di sacralità, a foto che raccontano le guerre e le tragedie stesse che il giornalista ha visto e vissuto. Questo vivere e vedere è stato il credo giornalistico di Terzani poiché il suo scrivere è sempre stato basato sul vivere il fatto, essere lì in quel dato luogo per vedere ciò che stava accadendo con i proprio occhi e  poterlo raccontare con la propria mente, riportando non solo il fatto in sé, ma anche ciò che ha comportato per le persone comuni, quelle reali, che vivono sulla loro pelle le ripercussioni delle grandi azioni della Storia.

Questo libro raccoglie in sé i sogni di una persona comune che come tante aveva il desiderio di viaggiare e vedere una cultura nuova anzi un qualcosa di più, un mondo nuovo e non corroso dai tempi moderni. Egli aveva l’ideale  di un giornalismo puro fatto di vicinanza con i fatti, non allo scopo di campare sulle tragedie del mondo come spesso accade di questi tempi, ma per raccontarli con gli occhi più vicini ai nostri, per renderci veramente partecipi e non semplici osservatori; l’obbiettivo del giornalista era di renderci realmente vicini a ciò che succedeva nel Mondo, non snocciolare dei dati che non solo non ci creano empatia, ma anzi allontano sempre di più dalla realtà, dalla nostra umanità. Voleva farci vedere e non farci discostare, spingendo noi stessi a renderci conto che ciò a cui stiamo andando incontro è l’apatia nei confronti delle grandi tragedie,  l’omologazione culturale perché abbiamo paura della diversità stessa; forse è questo che ci ha lasciato il pensiero di un mondo che non esiste più.

Terzani nella casa dell’Orsigna.

“Il mondo è cambiato. Dobbiamo cambiare noi. Innanzitutto non facendo più finta che tutto è come prima, che possiamo continuare a vivere vigliaccamente una vita normale. Con quel che sta succedendo nel mondo la nostra vita non può, non deve, essere normale. Di questa normalità dovremmo avere vergogna.”

 

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