Ma… La trama?

Naruto-Luffy-Ichigo

Prima di cominciare con l’articolo vero e proprio, devo farvi alcune premesse:

  • questo articolo non è una critica, bensì uno sfogo verso i manga, i loro autori e il modo in cui hanno deciso di portare avanti le loro opere
  • anche se utilizzerò alle volte un linguaggio colorito, sono un fan di tutte e tre le serie
  • quello che scriverò sarà solo la mia opinione, che non è necessariamente condivisa dal resto dello staff

 

Queste premesse sono state necessarie perchè so che con questo articolo mi farò molti nemici. Bene ragazzi cominciamo.

Ciò che mi ha spinto a scrivere questo articolo sono state le opinioni che sento e leggo, in giro per il web su quanto oramai Naruto sia preso di mira e criticato. Prima di parlare di Naruto volevo scrivere qualcosa su One Piece, un manga decisamente troppo sopravvalutato per quanto mi riguarda. Andiamo per ordine: qualcuno mi sa dire la trama di OP? Un pirata che vuole diventare il più forte di tutti che arruola altra gente nella sua ciurma e tutti insieme vivono svariate avventure. Fine. Questo, secondo me, è il più grande difetto di OP, la mancanza di una trama lineare. Tutti gli archi narrativi sono autoconclusivi e indipendenti fra loro, facendo un esempio se saltassi l’intera saga di Drum o di Skypea, capirei comunque quello che succede dopo. Questo rende le varie saghe quasi inutili e ci si può chiedere “era davvero necessario tutto questo?”. Questo sistema di narrazione ci fa dimenticare il motivo che ha fatto salpare Rufy: diventare il Re dei pirati. Inoltre tutte le trame (o quasi) presentano le stesse caratteristiche: in un’isola c’è un problema, questo problema ha le sue fondamenta in un  personaggio(il cattivo della situazione), ci sono gli abitanti oppressi (o in pericolo), fra questi oppressi ci sono alcune figure di spicco che aiutano la nostra ciurma a risolvere il problema. Punto e a capo. Altro problema derivante dagli archi narrativi indipendenti è la caratterizzazione dei personaggi. Se un personaggio è presente in una sola saga come si può riuscire a creare una personalità credibile e d’impatto? Se ci facciamo caso, infatti i nativi delle isole che aiutano i pirati presentano le stesse caratteristiche: si trovano in una situazione di difficoltà, si vogliono ribellare, sono sempre dalla parte del giusto.

Parliamo ora un po’ di Naruto. L’idea di fondo non è molto originale, questo lo sappiamo, ninja che combattono fra di loro sfoderando svariate tecniche è già stata vista più volte. Ciò che piace(va) di Naruto è l’ottima caratterizzazione dei numerosi personaggi, Kishimoto riesce a farti affezionare o a provare astio per ogni personaggio presente nel manga, ognuno ha una propria storia (spesso drammatica) che lo ha trasformato nel personaggio che è oggi. In più tutti i personaggi sono dinamici, partendo da Naruto che all’inizio era solo interessato a fare scherzi per attirare l’attenzione degli altri per poi maturare attraverso le proprie esperienze, o come Choji, che originariamente svogliato e insicuro col tempo riesce ad acquisire sicurezza. Purtroppo tutto questo si perde con l’avvento della Grande Guerra Ninja. Negli ultimi volumi(mi riferisco dal 53-54 in poi) i vari problemi psicologici dei protagonisti vengono messi da parte per fare più spazio alle battaglie, che diciamolo, non finiscono più. E in queste battaglie che si perde inoltre ciò che erano i combattimenti tipici di Naruto, le battaglie non basate sulla potenza o il numero di tecniche, ma sulla capacità del ninja di utilizzarle. Tutte le esplosioni, montagne distrutte e crateri immensi ricordano troppo Dragon Ball, cioè chi ha l’aura più forte vince.

Infine Bleach. Personalmente il più decaduto fra i tre di oggi. Bleach è sempre stato fin dai primi volumi un manga senza una trama particolarmente complessa o intrigante, infatti la possiamo riassumere in tre parole: uohhhhhh, Kurosaki-kun!! e BANKAI!!!! L’abilità di Tite Kubo sta nel rendere belli ed emozionanti i combattimenti, io stesso ho letto(e guardato) un numero ormai indefinibile di volte lo scontro fra Kenpachi e Nnoitra. Il problema è arrivato con la fine di Aizen. Se Kubo avesse terminato il manga con la sconfitta di Aizen io avrei chiuso il volume e sarei rimasto soddisfatto di un ottimo shonen d’azione. Sfortunatamente Kubo aveva in mente altro. Vediamo infatti come la saga successiva sia utilizzata solo come scusa per far riottenere ad Ichigo i suoi poteri. Gentilissimo signor Kubo, mi sta per caso prendendo in giro? Nemmeno 5 volumi fa mi dici che se utilizza la Getsuga Tensho Finale perderà completamente e per sempre (ripeto per chi non avesse capito: per sempre) i suoi poteri e ora ce li ha di nuovo e più forti di prima? Ma un po’ di coerenza? Con l’avvento invece della saga dei Quincy io mi aspettavo che l’autore desse più spazio ai personaggi che non si erano mai(o raramente) visti, come i vari Vizard e anche Ukitake, Isshin e Urahara. Ma no! Perchè dare importanza ad altri personaggi quando posso sempre contare su Sado, Renji, Rukia, Byakuya, Kenpachi(per quanto lo ami) e Ichigo che salvano sempre la situazione.

[Spoiler] L’estenuante focalizzazione sul protagonista non risparmia nemmeno la morte di coloro che, teoricamente, sono personaggi importanti all’interno della storia come Hitsugaya, Matsumoto, Muguruma e Rose.

Finalmente sono riuscito a liberarmi dal peso che mi opprimeva ma questo non basta, voglio sapere anche cosa ne pensate voi lettori di Very Nerd People sugli argomenti che vi ho presentato.

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