Total War: Trionfo per Roma od Esilio ad Elba?

Total War…. che storia ragazzi! Progressi e regressi; Rome II è stato un brutto colpo oppure un’ennesima rampa?

Un’analisi a tutti i passaggi della storia di questa saga per vedere dove ci hanno portato e dove pare ci porteranno….

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Non esiste PC-ista che non conosca la saga “Total War”, la famosa serie che creò una nuova visione degli strategici, molto distaccata dagli RTS dell’epoca, esordendo con Shogun Total War.   Questa interessante avventura ambientata nel Giappone feudale ci metteva nei panni di un Daimyo (una figura paragonabile ai sovrani dei feudi medioevali), intenti a gestire le proprie terre ed espandere i confini. La novità principale era la suddivisione del gameplay in 2 fasi ben differenti: una gestionale, basata su una mappa costruita molto similmente a quelle del noto gioco da tavolo “RISIKO!” dove dovevamo occuparci di costruire, reclutare e muovere gli eserciti; l’altra invece entrava in gioco quando davamo battaglia (o venivamo attaccati, naturalmente) e ciò avrebbe comportato al trasporto diretto nello scenario dove si svolgeva lo scontro, con ogni singolo soldato di ogni singola truppa pronto per essere comandato dal giocatore. Qui ovviamente la strategia e la spettacolarità erano protagoniste assolute, vedere sbucare i soldati da qualche foresta o assistere ad una carica di cavalleria impattare contro degli ignari samurai era sempre fonte di entusiasmo. Questa meccanica, per quanto perfezionata nel tempo, è sempre stata tramandata da un capitolo all’altro della saga e ben pochi sono i concorrenti che osano alzare la testa a seguito di un paragone con questi capolavori (l’unico gioco degno da citare credo sia King Arthur, della Neocore Games).

Insomma, al primo indimenticabile Shogun Total War ha seguito Medieval Total War, tutt’ora il capitolo con il più alto numero di fazioni (nel gioco base, quindi senza contare eventuali espansioni o DLC). Non ho intenzione di soffermarmi su questo validissimo titolo in quanto preferisco focalizzarmi sul suo diretto successore: Rome Total War.   Forse è tutt’ora il più importante Total War ed è il primo a cui si riesce a giocare senza notare troppo l’età a causa della grafica. Rome introduceva un nuovo motore grafico, questo garantiva un livello di dettaglio sorprendente, il tutto era osservabile con la lente di ingrandimento grazie alla possibilità di zoomare fino a vedere ogni soldato a schermo intero. La diplomazia venne migliorata con l’aggiunta di nuove possibili offerte o richieste, la politica interna venne approfondita e ogni fazione era unica e simile solo a sé stessa. Tutti questi elementi sommati insieme darono vita ad un’ambientazione spettacolare, l’epoca romana creata dagli allora ragazzi di Creative Assembly (per quanto non particolarmente fedele, anzi) era assolutamente inedita. Il gioco era talmente bello che la CA rilasciò addirittura 2 espansioni: la prima –Barbarian Invasion– ambientata durante la caduta dell’Impero Romano d’ Occidente, quando le invasioni barbariche iniziano ad essere un serio problema; la seconda invece –Alexander– parlava delle gesta di Alessandro Magno, il Re Macedone che in una sola vita conquistò quanto l’Impero Romano in cinquecento anni. I fan impazzirono di gioia e chiesero fin da subito un gioco alla sua altezza; fu il primo seguito creato per i Total War e si chiamava Medieval II Total War.

Come ricordare Medieval II? Un titolo sicuramente all’altezza del precedente, ma forse non in grado di superarlo. Anche questa volta il comparto tecnico era stupefacente e il gameplay era divertentissimo. Ciò che davvero rimase scolpito nella mente di ogni giocatore fu l’espansione. A detta di molti è la migliore espansione mai rilasciata per un Total War ed io stesso concordo, Medieval II: Kingdoms dovrebbe essere presa d’esempio per qualsiasi DLC o Espansione che si voglia rilasciare per uno strategico. Ad un prezzo contenuto infatti essa aggiungeva ben 4 nuove Campagne (Teutonica, Americana, Britannica e Crociata), un sacco di fazioni e le rispettive unità. Questo era ciò che aggiungeva, ciò che non ho ancora detto è che con Kingdoms si aprì la possibilità di moddare (ossia installare MOD -componenti aggiuntive o modifiche- create dai fan) pesantemente il gioco, nacquero infatti moltissimi progetti, molti ambientati anche in ambientazioni del tutto diverse con unità provenienti da universi immaginari (famosa la mod Third Age Total War che ci portava il signore degli anelli direttamente in un Total War!). Forse mi guadagnerò l’odio di molti dicendo che con Empire Total War parliamo, secondo la mia modestissima opinione, di uno dei capitoli meno riusciti. Già, il primo ad uscire con le(/il/gli/lo/la/i, insomma, è un acronimo inglese) DRM (Steam) fu anche il primo ad uscire in uno stato pietoso, dove l’intelligenza artificiale rischiava di perdere anche senza avversario. E’ vero che lo stesso Rome uscì in Italia con un bug il quale faceva matematicamente crashare il gioco nel 261 a.C. (ossia una decina di turni dall’inizio campagna) (all’epoca ci misi 2 settimane per capire che crashavo sempre lo stesso anno, e quindi intuire si trattasse di un bug) ma in quel caso si parla di un errore meno grave in quanto non di programmazione. Empire quindi portava il gameplay in America, Europa ed India, con superpotenze europee intente ad accaparrarsi più possedimenti possibili nelle terre appena scoperte. Le novità introdotte, in verità, furono parecchie. Prima di tutte un nuovo modo di gestire le strutture (a detta loro più comodo ed intuitivo), un nuovo sistema di utilizzo e reclutamento degli agenti (unità speciali come diplomatici ed assassini), un nuovo motore grafico destinato a fare del motion capture il proprio cuore, battaglie ora basate su scontri a distanza a causa dell’ampio uso dei moschetti ma soprattutto….. vennero aggiunte finalmente le battaglie navali. Molto ben fatte e abbastanza divertenti, a detta di molti, noiose e ripetitive a detta mia (non ci posso far niente, non ho mai amato gli scontri su acqua). Ah già, un’altra grande innovazione fu l’aggiunta massiva ed invadente di DLC (contenuti scaricabili a pagamento… una sorta di mini espansioni in digitale) i quali aggiunsero una piccola campagna ed un sacco di unità nuove… un modo per sbilanciare il già fragile multiplayer, insomma (magari non in Empire ma sicuramente lo farà in uno dei capitoli che stiamo per vedere).

Napoleon Total War doveva inizialmente essere un’espansione di Empire, quando però alla Creative Assembly si accorsero dell’effettiva mole di contenuti del progetto non decisero di fare un’espansione bella massiccia (come, per esempio, Kingdoms) ma ebbero la brillante idea di venderlo a prezzo pieno come capitolo a sé stante (date le vendite “eccezionali” non ci volle molto prima che scendesse di prezzo fino ad entrare in un misero bundle con empire). Questo nuovo originale episodio limitava la mappa di campagna a Europa e Russia (con altre piccole mappe in Africa e Italia), passando dagli sgargianti colori di Empire a dei ben più freddi e grigi, anche l’interfaccia rispecchiava questo cambiamento e si dipingeva di un tema blu (una scelta artistica molto gradita dal sottoscritto, ma qui si parla puramente di gusti personali). Le campagne disponibili erano due: una suddivisa in capitoli e missioni dove usavamo la Francia, ed una ben più classica in cui potevamo scegliere fra una delle potenze della coalizione (Russia, Austria, Prussia ed Inghilterra, più Impero Ottomano). L’unica altra aggiunta era un sistema di rifornimento e logoramento legato ai possedimenti e alla morfologia del territorio, più le classiche e sempre gradite migliorie a battaglie terrestri e navali. Total War: Shogun 2 (sì, non è Shogun 2 Total War ma Total War: Shogun 2) fu un ritorno alle origini. Nonostante si fosse certi che a seguire Napoleon sarebbe stato il tanto desiderato Rome II, così non fu. Questo inatteso seguito uscì con un comparto tecnico assolutamente splendido, il motion capture dava il meglio di sé negli avvincenti ed eleganti duelli fra samurai ed ashigaru. Anche qui però ci volle del tempo prima che il gioco raggiungesse la bellezza che ora tutti conosciamo, all’uscita infatti anche questo capitolo era piagato da bug e problemi tecnici (non al livello di Empire, sia chiaro). La diplomazia fece parecchi passi indietro e tolse possibilità concesse in Napoleon per motivi sconosciuti. Anche l’intelligenza artificiale non era delle migliori, soprattutto quando si trattava di mantenere fede a patti ed alleanze. Ad essere un vero progresso invece fu il lato gestionale, costruire e reclutare divenne improvvisamente più intuitivo e comodo. Le battaglie su mare invece… bhè, dico solo che non avendo né fucili né cannoni il livello di spettacolarità e di divertimento era ben diverso da quello dato dalle versioni precedenti (intese queste come più divertenti). Un problema di Shogun 2 erano le fazioni, tutte molto simili fra loro. Non bastarono la religioni o le poche particolarità di ogni schieramento a creare diversità. L’unica vera variante che veniva condizionata dalla scelta di parte era la posizione iniziale e i rapporti diplomatici con le fazioni ai primi incontri. Anche qui uscirono molti DLC, la maggior parte aggiungevano fazioni, ma ve ne fu uno anche per una interessante campagna addizionale, ambientata secoli prima. Ovviamente vi era anche l’accoppiata di DLC dedita unicamente all’aggiunta di unità. Va ricordato anche il Blood Pack DLC, questo aggiungeva degli effetti visivi del sangue più un paio di animazioni addizionali le quali portavano a mutilazioni o decapitazioni. Per la prima volta parlerò anche del multiplayer in quanto in questo capitolo non vi erano solo le classiche campagne in cooperativa o battaglie in competitiva, aggiunsero infatti la possibilità di creare un generale, personalizzarlo ed usarlo a fianco del proprio esercito per fargli guadagnare punti esperienza, abilità e sbloccare man mano più soldati reclutabili (inizialmente si poteva disporre solo di Ashigaru, col tempo si ottenevano samurai eccetera). Una magnifica aggiunta che onorava a dovere il ritorno dei combattimenti all’arma bianca.

Ecco, a contestare quest’ultima affermazione fu l’espansione stand alone (quindi che non richiedeva obbligatoriamente il gioco base) Fall of the Samurai. Questa aggiungeva una campagna ambientata nel Giappone qualche secolo dopo (il contrario della campagna DLC Rise of the Samurai, insomma) con eserciti non più basati su archi e katane, bensì su moschetti ed artiglieria. Ovviamente queste nuove unità potevano essere usate anche nel multiplayer, aggiungendo varietà e novità…. anche un po’ di sbilanciamento (non in quantità eccessiva). A rovinare definitivamente il bilanciamento della modalità multigiocatore furono i DLC, già. In particolare la cavalleria armata di Spingarda (un fucile balestra che OMMIODDIO CHE DANNI) e altre simpatiche aggiunte…. la differenza di livello fra generali recenti e veterani faceva il resto.   Ci tengo a dire, prima di passare a Rome II, che per quanto sbilanciata la modalità multiplayer funzionava, funzionava perchè divertente innovativa e soprattutto perchè dava un senso di continuità alle battaglie, come se si stesse parlando di un MMO. Lo dico perchè, ovviamente, questa interessante feature è stata esclusa dal capitolo seguente. Bhè, in realtà non credevo che mi sarei soffermato così tanto sulla storia dei Total War, non è decisamente un articolo di riflessione su Rome II, non più almeno. Il primo annuncio ufficiale avvenne nel luglio 2013; la Creative Assembly aveva però già detto, mesi prima, che stava lavorando ad un altro prodotto già dai tempi di Shogun 2, usando un budget ben più alto ed edificando appositamente il più grande centro per Motion Capture mai creato in Europa. Col tempo, sempre più fazioni vennero rivelate (gli Arverni presero il posto dei ben più generici Galli, gli Iceni sostituirono i Britanni e così via), venne promessa una maggiore accuratezza storica (non sono infatti più presenti gli antichi egiziani ma ci sono invece i Tolomei, fra i discendenti di Alessandro Magno; anche gli stati Greci sono stati sostituiti da 3 fazioni ben distinte -Epiro, Sparta ed Atene-, disponibili però in DLC) e soprattutto venne confermata la presenza di 500 unità (cinque volte il numero del primo Rome), 117 fazioni e 183 regioni (quasi il doppio rispetto Shogun 2). Insomma, notizie assurde che raggiunsero l’apice con il rilascio del video gameplay dell’assedio di Cartagine. Non si sa se additare la colpa agli sviluppatori o ai distributori (SEGA) ma ciò che è certo è che di quel video, in Rome II, non è rimasto niente (ammesso che ci sia mai stato qualcosa). Potete darci un occhio voi stessi, il filmato è tutt’ora reperibile sul web. Uscito Total War: Rome II (tra l’altro con il più alto numero di preordini mai registrati da un Total War) tutto il castello di favole e illusioni crollò. Installato il gioco e scaricata la Patch (questa aggiungeva una fazione, il Ponto) non ci voleva molto per capire quanti problemi gravassero sul prodotto. Prima fra tutti una pessima ottimizzazione: Rome II dava problemi di framerate anche ai computer più performanti, perfino con dettagli minimi; secondariamente il gioco crashava, accusava texture mancanti o affette da bug (popolare il bug che permetteva alle navi di andare in giro sulla terra); il cambio turno richiedeva minuti interi perchè il computer facesse tutte le sue mosse (ringraziamo le tanto acclamate 117 fazioni). Vogliamo parlare dell’intelligenza artificiale? La cosa sconvolgente è che la Creative Assembly rilasciò addirittura un video dedicato a questa, dicendo quanto fosse intenzionata a vincere, innovativa e molto elaborata…. No. Non mi voglio dilungare su tutti i suoi problemi, dico solo che quando stava a lei assediare una città….. bhè, si disattivava completamente. Rimaneva ferma davanti alle mura. Non sto scherzando, a noi giocatori per vincere bastava attendere lo scadere del tempo, tanto lei non era in grado di fare qualsiasi cosa. Il multiplayer era instabile, i salvataggi delle campagne facilmente corruttibili e, come ho già detto, la modalità Avatar (il generale personalizzato, gli eserciti personali con esperienza eccetera) fu tolta a favore di singole battaglie, slegate completamente l’una dall’altra. Diamo a Cesare quel che è di Cesare, non posso parlare di Rome II senza citare infatti il gradito ritorno dei mercenari, l’introduzione delle navi nelle battaglie terrestri (si possono far sbarcare i soldati proprio durante lo scontro, una cosa epica all’ennesima potenza) ma soprattutto il sistema di gestione a provincie. Data l’enorme mole di regioni è stata sacrificata parte della microgestione in favore di una più comoda macrogestione, proprio nel sistema di costruzione città e di addestramento reclute. La diplomazia è stata nuovamente migliorata e, per quanto ben al di sotto di quella del primo Rome, è presente una politica interna per ogni fazione. Le mappe, infine, sono magnifiche, epiche e splendide. Magari un po’ ripetitive qualora si vada avanti ad assedi ma comunque fatte molto bene, l’impegno profuso nella loro realizzazione è innegabile. Roma, Atene, Alessandria e Babilonia sono dei capolavori e sono la prova inconfutabile del talento e dell’esperienza accresciuta col tempo negli sviluppatori.   Rome II è un’ennesima revisione, quasi un’innovazione, di un genere già di per sè innovativo: quello dei Total War. E come tutte le innovazioni, Rome II è anche una sorta di esperimento… riuscito o meno aiuterà di certo a fare meglio in futuro. Bene, affrontiamo ora argomenti ben più contorti. Non solo Rome II uscì con un DLC a ben 7,50€ (regalato però a chi effettuava il preorder), non solo il gioco non era “completamente in italiano”, a differenza di quanto la pagina Steam diceva (modificata a dovere a seguito delle lamentele di italiani e spagnoli), ma pare che l’aggiunta del sangue, già testata e collaudata in Shogun 2, non sia stata inserita per evitare di aumentare il PEGI del gioco da 16 a 18. Quindi? Quindi ovviamente hanno solo successivamente deciso di venderlo sottoforma di ennesimo DLC al costo di 2,50 €. E’ vero che hanno aggiunto un paio di battaglie storiche e quattro fazioni gratuitamente, tramite patch, ma è anche vero che in un anno di vita (compiuto fra un mese esatto da oggi) sono usciti ben 7 DLC di cui: due a 2,50€ (blood pack e unit pack), tre a 7,50€ (culture pack di greci, nomadi e pirati) e due a 15€ (campagne di Annibale e Giulio Cesare); sommate questi dati al costo del gioco e otterrete una cifra considerevole.   Non so come concludere, pare che la moda sia rilasciare videogiochi a prezzi esosi e ricolmi di bug, purtroppo sembra che anche la Creative Assembly appoggi questa tendenza; i DLC vengono spammati più degli hastati nonostante siano meno graditi dell’artiglieria in battaglie multiplayer, di patch ne sono uscite ben 14 e solo con la quattordicesima è stata brain-dotata l’IA negli assedi, quando in attacco. Non nego di essere il primo a gradire l’introduzione di popoli, nella maggior parte dei casi sono sempre riusciti a dare unicità e novità nei contenuti aggiuntivi ma questo non basta, non basta a convincermi a comprare il prossimo Total War al lancio, conscio poi che sarà in uno stato pessimo e consapevole che, piuttosto che dare la priorità a sistemare queste cose, la Creative Assembly preferirà sviluppare altri prodotti da vendere. No, non lo accetto.

P.S. Rome II mi è piaciuto e mi sta piacendo un sacco, per me è comunque “worth it.

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