Tolkien e la religiosità

TOLKIENHo pensato stavolta che fosse cosa utile introdurre un tema di importanza non trascurabile nello studio della concezione tolkieniana del cosmo: la religiosità.

A tutti sarà apparso immediatamente quanto sia rumorosa l’assenza, nelle opere di Tolkien, di riferimenti diretti ad una qualche forma di culto, ad una sia pur banale forma di religione. Voglio dire, nessuno dei popoli descritti ne “Il Signore degli Anelli” sembra dotato di una sovrastruttura che possa essere ricondotta o assimilata a ciò che comunemente, nelle società storiche, definiamo religione. E questo fatto è alquanto anomalo, ci induce ad una profonda riflessione sulle ragioni di questa mancanza apparente.

In questo caso viene in nostro aiuto una lettera che Tolkien indirizzò ad un sacerdote cattolico, suo amico di vecchia data, nel mese di dicembre del 1953. Il nome del religioso è Robert Murray e la missiva è contenuta nell’epistolario di Tolkien pubblicato in Italia da Rusconi con il titolo “La realtà in trasparenza” nel 1990, e riedito da Bompiani nel 2001. Ad oggi il volume non è più acquistabile in Italia, pertanto mi sono servito della versione inglese per usufruire di questo importante documento.

Ebbene Tolkien non lascia adito a dubbi e professa apertamente la sua fede cattolica rimarcando quanto questa sua sensibilità religiosa abbia modellato anche la struttura profonda delle sue opere. Egli scrive infatti:

“Il Signore degli Anelli è per certo un’opera fondamentalmente religiosa e Cattolica; all’inizio in modo inconscio ma consciamente al momento della revisione.”

Questa affermazione potrebbe sorprendere, oppure anche destabilizzare, un lettore incauto e ingenuamente impreparato. Ho potuto io stesso constatare che molti fruitori dell’opera di Tolkien, suoi grandi estimatori e atei fieri, tengono un atteggiamento sprezzante nei confronti del sentimento religioso. Io credo che vi sia una contraddizione nel loro comportamento: non si può esaltare Tolkien e allo stesso momento denigrare o deridere la dimensione della fede. Perché Il Signore degli Anelli è un’opera religiosa per ammissione del suo stesso autore. E ciò comporta una serie di effetti sconvolgenti e forse anche imprevedibili, effetti che ciascuno di noi può valutare. Ma l’invito è quello ad assumere, quando si legge il romanzo, una condotta proficua che non sia partigiana, che non sia ideologica, che escluda ristrettezze mentali. Tolkien prosegue:

“Questo è il motivo per il quale non ho inserito, o ho eliminato, qualsiasi riferimento a qualcosa di simile alla religione, a culti o pratiche religiose nel mio mondo immaginario. Perché l’elemento religioso è radicato nella storia e nel simbolismo. Io consciamente ho programmato molto poco; e dovrei essere sommamente grato per essere stato allevato (da quando avevo otto anni) in una fede che mi ha nutrito e mi ha insegnato tutto quel poco che so.”

Ovviamente questo denso scritto di Tolkien meriterebbe una analisi e un approfondimento che io non posso eseguire per mancanza di preparazione. Ma certamente alcune deduzioni sorgono spontanee anche nell’animo del più stolto; le opere di Tolkien sono opere, in definitiva, cattoliche, pervase da un alone di religiosità che alle volte è esteriormente impalpabile proprio perché questa religiosità è a tal punto connaturata alla storia che non serve renderla manifesta. L’elemento religioso è infiltrato nelle ossa della narrazione, anche quando non lo percepiamo. La sua educazione cristiana ha agito su Tolkien a livello inconscio e allo stesso modo agisce su noi lettori.

Qualsiasi “interprete” di Tolkien che non tenga in debito conto questo aspetto della personalità dello scrittore, e quindi le ripercussioni che ciò ebbe nelle sue opere, commette un errore grossolano. E poi gli atei, gli anticlericali, gli antireligiosi, gli agnostici, se ne facciano una ragione: non si può prendere da Tolkien solamente ciò che vi aggrada amputando le parti che non corrispondono alle vostre aspettative, alla vostra concezione della realtà. Non fate finta che Tolkien non sia cattolico.

 

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