“The horror! The horror!”

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Il titolo di questo romanzo è già pazzesco, Heart of Darkness. Cuore di Tenebra

E’ uno di quei titoli, belli, che dicono tutto e niente, in due parole capisci quale sarà l’atmosfera del romanzo, il mood di ogni pagina, e allo stesso tempo non sai cosa aspettarti. Ovviamente in questo caso il libro è un classico, ne è stato tratto il film Apocalypse Now Francis Ford Coppola, quindi per forza di cose qualcosa ti aspetti, ma è comunque difficile anticipare il modo in cui sono rese l’oscurità e la cattiveria in questo breve romanzo.

 

L’autore è Joseph Conrad, che ha scritto  quest’opera in inglese nonostante fosse solo la sua terza lingua (dopo il polacco e il francese), entrando addirittura a far parte della classifica dei cento migliori romanzi scritti in inglese della casa editrice “Modern Library”.

 

La storia è raccontata in prima persona dal vecchio marinaio Marlow all’equipaggio di un battello inglese; l’uomo racconta la sua esperienza di giovane giusto e razionale che, in cerca di un’esperienza straordinaria si mette al servizio di una compagnia esportatrice di avorio nell’Africa nera. Nel corso del suo viaggio gli viene affidato il compito di cercare il misterioso e carismatico agente Kurtz, che nonostante sia il fiore all’occhiello della compagnia, è al centro di voci che lo ritengono ormai corrotto dal mondo selvaggio e dagli indigeni che lo venerano come un dio.

 

Il Cuore di Tenebra cui si riferisce il titolo è forse il cuore della foresta dove Kurtz è rifugiato, e dove si svolgono riti inimmaginabili; o forse è il cuore dell’agente stesso che non potrà mai essere limpido e trasparente come quello del suo specchio, Marlow. Ma la verità è questa oscurità non è solo presente nel titolo e nell’ambientazione che l’autore ha saputo creare magistralmente, bensì si diffonde anche al lettore (o per lo meno a me) che non avrà mai completa chiarezza su ciò che veramente è accaduto.

 

La tenebra è la cattiveria, è il male puro, trasmesso nel romanzo attraverso lo sfruttamento, l’indifferenza e infine l’arresa, l’abbandono a un mondo che non può realmente essere regolato, dove anche Kurtz, il più intelligente e dotato membro dell’agenzia, finisce col perdere la sua coscienza e la capacità di descrivere la sua esperienza in altro modo che con la frase The horror! The horror

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