The Giver- il mondo di Jonas: ha reso giustizia al romanzo?

 

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Salve a tutti! Oggi parliamo di un’uscita recente nelle sale italiane: “The Giver- il mondo di Jonas” di Phillip Noyce uscito lo scorso 11 settembre (2014 eh). Il film vanta un cast abbastanza prezioso grazie ai due premi Oscar Jeff Bridges (che praticamente regge tutto il film), Meryl Streep e poi Katie Holmes. Il lungometraggio è tratto dal romanzo “The Giver- il donatore”/”Il mondo di Jonas”. Vediamo la trama:

In un tempo ed uno spazio non definiti sono state create comunità umane utopiche. Gli esseri umani, stanchi dei sentimenti negativi che portavano a conseguenze disastrose, hanno deciso di rifugiarsi nella perfezione. In cosa consiste? E che prezzo ha questa (apparente) perfezione? Hanno radicalmente estirpato tutti i sentimenti e le emozioni, lasciando giusto quelle per la sopravvivenza e il quieto vivere. Queste comunità guidate da anziani sono quindi l’apoteosi della società ideale. Ogni cittadino, “grazie” ad una iniezione mattutina viene quindi privato di sogni, emozioni, intenzioni e pulsioni. Le “unità familiari” vengono create dal sistema. Persino i bambini sono concepiti e partoriti da ragazze scelte per svolgere la funzione di “partorienti”, appunto. Non esiste l’amore. Quindi anche moglie e marito non si sono scelti ma sono stati assegnati. I figli, anche loro rigorosamente assegnati, rappresentano solo un altro traguardo di perfezione da raggiungere. Non esiste la paura, non esiste l’idea di morte. Chiunque non rientri nei canoni viene “congedato”, si parla quindi di pena di morte per cause fisiche o comportamentali inadeguate: coloro che eseguono il congedo però non si rendono conto. Perchè per sentire ciò che si fa, per avere una qualsiasi tipo di reazione, di deve provare e amare, nel bene e nel male. Alla cerimonia di assegnazione alle giovani donne e uomini che faranno parte dell’utopistica comunità, il protagonista Jonas (Brenton Thwaites) viene nominato “raccoglitore di memorie” ovvero colui che deve ricordare come fosse stato il genere umano sotto tutti i suoi aspetti quando ancora aveva in mano i suoi sentimenti. Deve ricordare le tradizioni, la felicità, le emozioni ma anche il negativo, ciò che ha spinto a creare la società ideale. Ma come fa Jonas a conquistare quel grande patrimonio che lo renderà una delle poche persone a conoscenza della storia dell’umanità? Grazie al “donatore” (Jeff Bridges), il precedente Raccoglitore. Ma ce la farà Jonas a sopportare il peso di tutta quella falsità e perbenismo?

La trama del film, che è ovviamente anche quella del romanzo, ha alla base un tema ricorrente nella fantascienza: proteggere il genere umano da se stesso. Ma chi è l’uomo? Cos’è che ci rende così perfetti? L’uomo è una fabbrica di emozioni, l’uomo è un insieme di imperfezioni; e sono queste imperfezioni che lo rendono unico. L’uomo ama e soffre per amore e per amore può far soffrire. L’uomo sogna e può sacrificare tutto e tutti per i suoi obiettivi. L’uomo è geloso e la gelosia porta rancore ed odio. Reprimere tutto questo è forse la soluzione a tutte le conseguenze? Questa storia è una grande riflessione su questo. Senza emozioni una persona è una macchina capace di “congedare” senza battere ciglio un neonato a causa di pochi grammi di peso di differenza rispetto ad un altro bimbo. Il pubblico penserà “Ma l’uomo ha fatto di peggio.” Sì, ma in tutti i casi ha avuto una scelta, la scelta tra il bene e il male, ed io credo che una scelta sia quasi sempre possibile.

E’ interessante come la popolazione sia arrivata ad un livello di autocensura persino di linguaggio a livello di metafore, (poiché esse sono scaturite dalla emozioni) e frasi o concetti (come il “voler bene”) perchè ormai non sono neanche più in grado di elaborare un sentimento così profondo. Una persona che cresce senza sentimenti e stimoli da parte dell’esterno non sviluppa a pieno le capacità celebrali. E’ quindi degna di essere annotata la regola della comunità “Precisione di linguaggio” che non è da poco. Tre parole che limitano e bloccano un diritto, che è quello di esprimersi.

I punti sono tantissimi, ci faremmo un trattato, ma come ultimo approfondimento sulla trama possiamo ricordare uno dei protagonisti della storia che è appunto il Donatore. Egli è ormai un uomo anziano che regge il peso della conoscenza dell’ingiustizia che si sta compiendo ed è tormentato dal passato che bussa costantemente alla porta dei ricordi. Egli è solo e in Jonas vede uno spiraglio d’ossigeno per sfogare tutto ciò che gli viene imposto di tenere represso dal Sommo Anziano (Meryl Streep), una donna che desidera mantenere un equilibrio iper-protettivo verso la sua gente. Ma sarà giusto?

Parliamo ora in termini più tecnici. La regia. Allora, a mio parere il film scorre abbastanza bene per quanto riguarda la prima parte, e comunque arrivi alla fine senza problemi tanta è la curiosità di sapere lo svolgimento degli eventi. Ma tutto il film è retto dalla trama. Ci sono casi di produzioni con una trama di una semplicità incredibile ma che diventano capolavori per via della loro organizzazione e svolgimento. In questo caso credo che Noyce non abbia dato il meglio di sè. Perchè? Be’ innanzitutto le inquadrature che passano da un capo lungo a un primo piano una dietro l’altra personalmente mi fanno venire il mal di mare e poi perchè dà per scontato che il pubblico sappia, emotivamente parlando, cosa Jonas dovrebbe provare nelle memorie in cui viene trasportato. Faccio un esempio. (potrebbe quindi essere spoiler) Ad un certo punto Jonas si ritrova in mezzo al terrore della guerra, vede compagni morti e persone che sparano, tutto questo in 15 secondi di scena, forse. Ora. In quindici secondi neanche un militare saprebbe dove si trova e cosa stia succedendo. Ma è un’elaborazione che il regista fa fare al pubblico: la guerra fa paura —> Quindi Jonas in quel momento è terrorizzato e prova questo sentimento. E poi, come ultima critica, poi per il resto sono abbastanza soddisfatta, con un tema così profondo e una storia così geniale, io ho percepito che il film fosse indirizzato solo ad un pubblico strettamente adolescenziale per come è strutturato e per la maggiore importanza che dà alla storia d’amore tra i due ragazzi rispetto alla missione per liberare tutte le memorie, ecco, però questa è solo una mia impressione.

Dette tutte queste cose rimane comunque un film basato una storia veramente profonda e a un livello di fantascienza molto alto. L’interpretazione di Jeff Bridges è strepitosa ed anche questa regge tutto il film.

Citazione: “Io ti voglio bene, Jonas. Ecco, l’ho detto. Conosci già il coraggio lascia che ti dia la forza!” (il Donatore)

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