“Terra del fuoco” di Francisco Coloane

Francisco ColoaneEra il 1956 quando venne pubblicato per la prima volta ed ancora ora, a distanza di sessant’anni, questa raccolta di racconti “Terra del fuoco” di Francisco Coloane riesce a stregare le menti del lettore, trasportandolo, volente o nolente, in un altro mondo.

Coloane è stato per molti una scoperta nel panorama della letteratura Sud americana poiché ha portato alla scoperta, o meglio ha messo sotto gli occhi di tutti, le bellezze di questa parte del mondo, esponendole non per giudicarle o criticarle, ma per farle conoscere.

L’autore racconta e rielabora ciò che ha visto in anni ed anni passati in queste terre inospitali, raccontando fatti che nessuno aveva mai pensato di raccontare, cose che lui stesso ha prima di tutto vissuto e poi raccontato. La sua storia è semplice da giovanissimo abbandona gli studi, a seguito della morte dei genitori, prima lavorando come pastore e caposquadra nella Terra del Fuoco, poi a cercare petrolio nello stretto di Magellano, passando sempre la sua vita tra le navi dei cacciatori di foche o di balene, fino agli inizi della carriera di scrittore nel 1940 con il suo esordio “L’ultimo mozzo del Baquedano”.

La raccolta di oggi prende il titolo proprio dal primo racconto che ci troviamo davanti, per l’appunto “Terra del fuoco”. Questo si apre con tre uomini che fuggono nelle distese della Patagonia, spinti da una sconfitta bruciante e braccati da un potente nemico.

Essi avevano cercato di ribellarsi al padrone delle miniere d’oro Julio Popper  non erano riusciti nel loro intento; qui la loro precipitosa fuga in queste terre inospitali e selvagge. Proprio durante questa fuga tra le ossa di una balena notano un luccichio di una polvere dorata, in loro si riapre la febbre dell’oro e la possibilità di cambiare un destino che sembrava già scritto.

Ciò che ritornerà sempre in questi racconti sarà la natura, questa sarà padrona e compagna in ogni avventura, sarà causa di mille peripezie e verrà esposta agli occhi del lettore sotto ogni sua forma. La selvaggia protagonista di queste storie che accompagna ogni azione, essa è impervia e mette a dura prova le persone che si confrontano con lei. Uomini duri e temprati da mille esperienze, cattivi e buoni senza alcuna distinzione, come animali lotteranno per sopravvivere

Durante i racconti di ” Terra del fuoco” ci verranno presentate storie, terribili e crudeli, quindi bellissime.  Proprio per questo loro lato selvaggio e senza freni, il puro realismo di certe zone del mondo che ai tempi non veniva raccontato, ma nascosto. Coloane si astiene dal giudicare le azioni che sottopone agli occhi del lettore, semplicemente perché lui è un osservatore esterno che si pone sopra tutto per poter raccontare nella sua totalità questo mondo,

Vi lascio con una frase di Sepùlveda che descrive così l’ingresso di Coloane nella Letteratura:

C’era una volta… un gigante, alto quasi due metri, nato nel 1910. Sfoggiava una lunga capigliatura che cominciava a imbiancare e una folta barba da lupo di mare; camminava con quell’andatura barcollante tipica dei marinai che hanno appena messo piede a terra, e i suoi passi lo condussero fino alla casa della letteratura. Prima di entrare era solito bussare e presentarsi cortesemente; ma quella volta, l’uomo dall’andatura da marinaio spinse la porta con una vigorosa spallata, si piantò in mezzo al salone e disse : “ Mi chiamo Francisco Coloane e vengo dalla fine del mondo”.

Un autore a cui mi sento in qualche modo legato per via della sua capacità di descrivere questa natura così selvaggia e pura, facendola risultare affascinante nonostante la sua incredibile crudeltà verso chi la vive. Detto questo non mi resta che augurarvi una buona domenica e ricordarvi di lasciare un mi piace alla pagina Very Nerd People.

 

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