Terminator: la fantascienza che non può essere “terminata”

 

terminator

Fantascienza e ancora fantascienza. Sì, mi piace leggermente il genere. Ma stavolta vi recensisco un vero e proprio cult: “Terminator” (1984- titolo originale “The Terminator”) firmato dal regista che batte tutti i record al botteghino (persino i suoi), James Cameron. L’incredibile cast ha raggiunto la fama proprio grazie a questo film, possiamo così citare signore e signori Linda Hamilton (Sarah Connor), Michael Biehn (Kyle Reese) e ovviamente l’erculeo Arnold Schwarzenegger nei panni del Terminator. Vediamo la trama:

La prima scena si apre nel 2029 su uno sfondo di guerra, accompgnato dalla voce di un narratore esterno, ma non una guerra tra umani, bensì tra uomini e macchine. Infatti, dopo una guerra nucleare avvenuta nel 1997  un computer, lo Skynet (siamo ora nell’anno 2029), guida un esercito di macchine per combattere la Resistenza degli uomini sopravvissuti. Il capo dei ribelli  è John Connor (che si vedrà nel secondo capitolo della serie interpretato da Edward Furlong), figlio di Sarah Connor, la leggenda. Il computer ha il problema degli uomini che resistono e sopravvivono, come può fare quindi per risolvere la seccatura? Eliminare il problema alla radice: uccidere il capo dei ribelli. Ma quando i computer fanno una cosa la fanno per bene. Lo Skynet non pensa di uccidere John nel presente (2029) bensì nel passato quando ancora non era stato concepito, deve quindi uccidere Sarah.

Anno 1984. Lo Skynet ha mandato indietro nel tempo un Terminator col solo scopo di uccidere. Non prova paura, non prova rimorso, deve solo trovare Sarah Connor, la madre di John, e “terminarla”. Ma anche gli uomini sanno fare le cose per bene e per questo lo stesso capo dei rivoltosi manda un suo soldato, Kyle, a proteggere sua madre e farle conoscere il suo futuro o, possibile futuro.

Ok, ragazzi, siamo di fronte ad un cult incredibile, un pilastro della filmografia di fantascienza. E’ ritenuto così importante per il cinema del genere che nel 2008 è stato inserito nella lista del National Film Registry degli Stati Uniti e la battuta “I’ll be back” si trova al 37° posto nella classifica delle 100 migliori citazioni cinematografiche della storia.

Il film ha un ritmo narrativo incredibilmente coinvolgente, una trama geniale e visionaria; lo spettatore è terribilmente coinvolto tanto da interagire con lo schermo stesso (come abbiamo fatto tutti dai, gridare contro la tv nelle scene con più tensione). Nella storia gli uomini sono vittima delle loro creazioni meccaniche, tema più volte rivisitato, tanto da rischiare l’estinzione e essere destinati ad un futuro di sofferenza e stenti. Non è facile però rendere al meglio un tema così visto e rivisto (basta pensare a tutti i racconti di Asimov) ma devo dire che Cameron ha saputo, come sempre, renderlo unico ed emozionante. Come? A mio parere le scene che ritraggono la vita nel 2029 giocano una carta importate per raggiungere il fine. Le macchine sono però frutto dell’uomo, come già detto, e l’uomo naturalmente non si perfeziona come invece riescono a fare i cyborg. Ma la storia ha come vero protagonista una capacità fondamentale della vita di un essere umano: la possibilità di concepire ed avere figli naturalmente, di provare sentimenti, di essere madre e trasmettere questi sentimenti. Linda Hamilton è la “madre del futuro” da mite e docile com’era, il suo percorso di crescita rappresenta un vero e proprio bildungsroman che la porta a diventare una giovane guerriera spinta dal desiderio di vendetta e dalla determinazione nel perseguire gli obiettivi che Kyle le ha raccontato.

linda hamilton terminator

Tutto è cult in questo film. La colonna sonora in primis, di Brad Fiedel, cattura anche solamente quando si inserisce il disco e si visualizza il menù, tanto è piena e travolgente. Il trucco di Stan Winston è perfetto nei minimi dettagli e gli effetti speciali, nonostante si sia nel 1984, sono veramente ben curati, a partire dalla grafica dei titoli di testa.

Citazione: “Le macchine emersero dalle ceneri dell’incendio nucleare. La loro guerra per sterminare il genere umano aveva infuriato per anni e anni. Ma la battaglia finale non si sarebbe combattuta nel futuro: sarebbe stata combattuta qui, nel nostro presente. Oggi.”

 

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