Sventura di Chuck Palahniuk

coverSalve a tutti, oggi sono qui per parlare di “Sventura” libro del 2014, edito da Mondadori nella collana Strade blu, scritto da Chuck Palahniuk e continuazione del precedente romanzo intitolato “Dannazione”.

Avevo già precedentemente parlato del primo libro ed avevamo lasciato la nostra protagonista Madison Spencer nell’Inferno e, per l’esattezza, a capo di esso. Ora però la nostra protagonista sta affrontando una “crisi di mezza morte”, come la definisce lei stessa nel libro, che per tradurla per noi vivi sarebbe la fase del Purgatorio. Quindi la storia parte con questo dramma esistenziale, aggravato da una situazione che si presenta subito nelle prime pagine del libro, Madison rimane intrappolata sulla Terra perché non riesce a ritornare in tempo all’Inferno durante la notte di Halloween, momento in cui i morti possono camminare sulla Terra. Bloccata decide di recarsi in una delle case dei suoi genitori, per essere precisi all’attico dell’hotel Rhinelander, dove la nostra protagonista scoprirà alcune cose su di sé, su ciò che è successo prima e anche dopo la sua morte.

Come ricorderete, verso la fine del precedente libro, decide di chiamare i genitori per dargli alcuni consigli su come comportarsi per finire sicuramente in Paradiso, o almeno così gli fa credere, il suo obbiettivo è quello di condannarli alla dannazione eterna insieme a lei. I consigli sono quelli di peccare il più possibile, per riassumere in poche parole il succo del discorso, però sottovaluta il potere e la capacità dei suoi genitori d’influenzare le persone. Perché i due ex-hippy, ex-tossici,ex-genitori, ora famosi e miliardari in lutto, decidono di fondare una religione fondata sugli insegnamenti dettati dalla loro defunta ed amata figlioletta e, visto che sono personaggi con una certa influenza, riescono nel giro di pochissimo tempo a convertire gran parte della popolazione mondiale allo “Zoticonismo”.

Ci ritroviamo quindi in una situazione paradossale in cui la gente che s’incontra per strada s’insulta senza alcun problema, togliendo i filtri d’educazione che prima dominavano i rapporti sociali e riducendo tutto alla semplice verità; si ha una visione di un Mondo le cui principali regole di base sulla moralità vengono stravolte del tutto, quindi chiunque è libero, anzi è obbligato a comportarsi nel modo più scorretto possibile. Questo però porta anche una buona parte della popolazione mondiale ad essere condannata a bruciare all’Inferno, generando l’ira di Dio in tutti i sensi. Per riassumere la situazione è questa: una buona parte della popolazione mondiale è condannata all’Inferno per colpa di Madison, Dio vuole scatenare la sua furia sulla Terra per ripulire il mondo, Satana vuole fare della ragazzina la sua concubina e lei vuole fermare tutto questo.

Palahniuk mantiene il suo stile senza filtri per la realtà esagerandola all’inverosimile, adotta però in questo libro la tecnica di comunicare come se stesse usando Twitter,  ovviamente utilizzando una forma diversa del nome,penso per questioni di copyright, iniziando ogni capitolo con una frase che anticipa il tema del capitolo stesso. Che dire lo scrittore ci ha abituato a questo stile così spregiudicato, riuscendo come al solito ad impressione il lettore che è nuovo al suo metodo, ma dal punto di vista di chi è avvezzo alla sua scrittura l’opera non risulta così memorabile, anzi, tra tutti i suoi libri, trovo che questo sia quello che mi abbia colpito di meno e per una semplice ragione: la storia mi pare eccessivamente tirata.Sono consapevole del fatto che c’è in programma un terzo libro, che probabilmente coprirà il Paradiso, quindi rimetterò in discussione la mia idea quando avrò in mano anche l’ultima opera, ma quello che ho notato è una sorta di ripetitività in questo eccesso che ha reso, almeno a me, la lettura alquanto noiosa e il personaggio di Madison facilmente prevedibile  nei modi di pensare e d’agire. Ovviamente rimangono alcuni spunti molto interessanti, ma devo dire che, con “Dannazione” e “Sventura” alla mano, avrei preferito che la storia della dolce piccola Madison si fosse conclusa nel primo romanzo, lasciando nel mio immaginario una piccola e pervertita tredicenne vergine a capo dell’Inferno.

Ovviamente però consiglio il libro, non solo per sapere la vostra opinione in merito, che può benissimo essere diversa dalla mia, ma perché il testo rimane un ottima opera, solo priva degli spunti d’originalità della prima. Detto questo non mi resta che salutarvi e augurarvi buona Domenica ricordandovi di lasciare un mi piace alla pagina Very Nerd People e all’articolo!

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