Strange Magic – cerca la bellezza in luoghi strani

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Sono cresciuta a pane e Cenerentola, Biancaneve, Mulan e libro della giungla. Quando vidi Nemo ero già un po’ cresciutella. Ho avuto quindi sempre problemi con i film di nuova generazione, fatti al computer, sono stata sempre diffidente. Così non ero entusiasta all’idea di vedere Strange Magic, anche perché non lo avevo mai sentito nominare, anche perchè non è mai arrivato al cinema in Italia. E’ stato una bella sorpresa! Prodotto dalla Lucas film, soggetto di George Lucas stesso, ti avvolge dal primo secondo in un vortice di colori, davvero in una “Strana magia” che ti incanta. La storia è liberamente tratta da Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, di cui ritroviamo il mondo fantastico di fate, le quali però conoscono la musica uscita dagli anni 70 a oggi e vivono in un mondo psichedelico.

La protagonista è la principessa del Paese delle Fate, la fatina Marianne, che nel giorno delle nozze scopre il suo promesso sposo, Roland, con un’altra. Non si innamorerà più, se lo promette, piange ma poi si rialza sulle note di “What doesn’t kill you makes you stronger”, diventa una guerriera dal cuore di ghiaccio, e da quel giorno si dedica a tutelare Alba, la sorella frivola, che invece sembra innamorarsi troppo facilmente di tutti tranne che dell’unico che pende dalle sue labbra, l’elfo Sunny. Roland però non vuole cedere con Marianne, vuole essere principe per avere un esercito, così convince Sunny a procurarsi un filtro d’amore, con cui far innamorare le due sorelle.

Per fare un filtro d’amore occorrono le primule e la ricetta, conosciuta solo dalla fata Dolceprugna, tenuta prigioniera da Re Palude, il bruttissimo, il mostruoso re della foresta oscura che odia l’amore per un motivo misterioso. Sunny riesce ad ottenere il filtro, lo porta alla festa dove ci sono le due sorelle, ma al momento di aprire la bottiglia, succede un incidente.. Re Palude ha inseguito Sunny per prendere il filtro, di modo che l’amore non si diffonda, ma nel marasma il filtro che colpisce Alba la fa innamorare proprio di lui, che la prende in ostaggio finché non gli sarà reso il filtro, finito in mano a uno spiritello dispettoso. Marianne si lancia così in un’avventura per recuperare la sorella, diventata una cantante instancabile di canzoncine smielate, tra cui Without you di Henry Nilson (tanto per farvi capire il livello), insopportabili per le orecchie di Re Palude, con cui Marianne, la nostra eroina si ritrova a duellare, scoprendosi alla pari. I due, mentre cercano di trovare una soluzione per far tornare Alba normale e non spaccatimpani con canzoni smielate, si scopriranno alla pari anche nell’odiare l’amore, affini, e da questa affinità indovinate dove si arriverà? Tadaaan, all’amore!! Non ve l’aspettavate eh?? Ma mentre loro, nauseati da qualsiasi romanticheria fino a quel momento, stanno contemplando il chiaro di luna, arriva Roland, con in mano il filtro d’amore, con l’armata del Paese delle Fate, per riprendersi le due sorelle e porre al termine il suo piano che lo porterà al potere. Re Palude pensa così di essere stato tradito, si stava innamorando ed invece Marianne era solo un’impostora, lo stava trattenendo in attesa dei rinforzi?? Mi fermo qui con la narrazione, lascio che vediate la fine senza sapere niente, lascio che scopriate come si risolve l’incantesimo di Alba, il piano di Roland, il segreto di Re Palude, la vicenda tra lui e Marianne. Avrà un lieto fine??

George Lucas ha dichiarato che questo film è stato fatto per le sue tre figlie, che avrebbe dovuto essere uno Star Wars per ragazze, che voleva che questa storia ci lasciasse il messaggio che la bellezza sta sotto l’apparenza, sta dentro, che affinché ci sia un lieto fine la Bestia non deve per forza trasformarsi in un principe. La bestia può rimanere tale, perché la bellezza sta dentro, in luoghi strani, dove meno te l’aspetti. Nonostante abbia scoperto che la pellicola è stata un vero e proprio fiasco negli Stati Uniti, penso che questo messaggio sia arrivato alla perfezione, può sembrare banale ma non è scontato in una società che sempre di più si basa solo sull’immagine. Ed a proposito di immagini, ho apprezzato moltissimo la grafica!! Molto diversa da quella della pixar, (con i suoi personaggi paffutelli e colori pastello), ha invece puntato tutto sul colore forte, cangiante, sull’immagine particolareggiata che ci trascina in un mondo surreale, fiabesco, eccessivo, romantico e divertente al tempo stesso, che ci stacca completamente dalla realtà per 99 minuti favolosi, sulle note di Bob Marley, di molti altri cantanti. Un film perfetto per farci rilassare e farci tornare piccoli per un po’, ve lo assicuro! Buona visione!!

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Leda
Caos, caos dappertutto! Anche adesso, nello scrivere la presentazione. Vorrei dire mille cose, ma non c’entrano. Mi dispiace, vi toccherà leggere i miei articoli se vorrete conoscermi! Lì, ve lo prometto, cercherò di metterci sempre me stessa
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