Solomon Gursky- Very Nerd People

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“Solomon Gursky è stato qui” è un romanzo edito da Adelphi in Italia, scritto da Mordecai Richler nel 1989.
Già avevo parlato di Mordecai in un precedente articolo sulla “Versione di Barney” e oggi sono qui per parlarvi di un altro ottimo libro di questo prolifico scrittore. Richler scaraventa il lettore in una storia senza alcun preambolo o preparazione reale, in poche pagine ci ritroviamo al centro di un vortice d’eventi frammentari.
Serve infatti qualche tempo per ritrovarsi nelle pagine di questo romanzo, la giusta quantità per capire i cambiamenti tra un protagonista e l’altro, tra un tempo e l’altro. La storia parla dei Gursky, non solo di Solomon, quest’ultimo è solo un pretesto per scoprire la verità che si cela dietro la famiglia. Passeremo dallo spregiudicato Ephraim, che si costrinse al esilio in Canada, al ben più banale Aaron fino a giungere a coloro che cambieranno il nome e le sorti dei Gursky: Bernard, Solomon e Morrie.

Grazie al coraggio di Solomon, infatti, la famiglia riesce ad ottenere le sue prime proprietà, un hotel e alcuni negozi, ma grazie all’astuzia di Bernard questa ricchezza iniziale viene duplicata. La trama però è assai più complessa di quello che può sembrare dalle mie poche parole. Bisogna infatti capire che Mordecai costruisce un’intera famiglia caratterizzando le storie di ogni personaggio il più possibile e, giusto per rendere più difficile la cosa, fondendo fatti realmente accaduti con le storie dei personaggi, non solo di uno di loro, ma di tutti. Uno degli esempi lampanti di questo fatto è stata la storia di Ephraim, che Mordecai fa capitare nella sfortunata spedizione di Franklin, M’Clure, Back e Richardson per circumnavigare il globo.
Il pretesto utilizzato da Mordecai per raccontare questa storia avviene attraverso uno scrittore, cioè Moses Berger, che ebbe la “malaugurata” coincidenza di capitare tra le fila dei Gursky, per via di suo padre L.B. Berger. Quest’ultimo era stato assoldato da Bernard per rifornire la biblioteca di famiglia e scrivergli i discorsi da leggere in pubblico. Moses si ritrova legato a questa famiglia in modo indissolubile, andando a pregiudicare buona parte della sua esistenza, sempre alla ricerca della verità su Solomon e sulla sua famiglia.
In definitiva è un libro che consiglio a chiunque apprezzi le epopee, perché di questo si tratta, non perché sia una lettura difficile nel insieme, l’unica cosa complessa sono i termini ebraici messi nel testo, ma che risulta tale perché mostra una sorta di quadro eterogeneo, di cui riceviamo solo frammenti in un ordine prestabilito da qualcun altro.

Detto questo non mi resta che salutarvi e augurarvi una buona domenica, vi ricordo di lasciare un mi piace alla pagina Very Nerd People per per rimanere sempre aggiornati.

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