Da soli siamo piccoli, ma insieme possiamo salvare un pianeta

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“Il clima sta cambiando… La fine del mondo  è vicina!!”. Troppo spesso sentiamo queste parole, questo non sarà uno di quegli articoli di significato escatologico, che diffondono solamente terrore, ma piuttosto sarà indirizzato ad aprirvi gli occhi e a guardare la Terra non come un malato terminale ma piuttosto come un enorme villaggio, in parte distrutto, che aspetta soltanto un nostro aiuto per rinascere dalle ceneri. Dall’era tecnologica non si tornerà mai all’era primitiva per volere umano, ma la Terra non chiede l’impossibile, avrebbe soltanto bisogno che ognuno nel suo piccolo pensasse a coloro che, anche nel paese più democratico del mondo, non possono esprimere il proprio disagio dovuto all’ inquinamento: le generazioni future.

I paesi sviluppati insistentemente pressano i paesi  in via di sviluppo di diminuire le emissioni di gas serra, ma molti si stanno ancora riprendendo dal colonialismo e hanno problemi quotidiani che annebbiano qualsiasi progetto ambientalista lungimirante. Immaginate di essere dei nonni, avete passato gran parte della vostra vita a lavorare come muratori, vi siete arricchiti utilizzando infinite quantità di mattoni e cemento. Adesso pretendete che i vostri nipoti, a cui avete insegnato lo stesso mestiere, si accontentino di poco materiale da costruzione; penso che anche voi alla loro età non sareste stati d’accordo.

Abbiamo paura che il petrolio finisca e temiamo che si trascini con sé tutte le comodità del nostro mondo. Per questo ci concentriamo nel campo delle ricerca delle energie rinnovabili, per garantire un degno successore al caro vecchio carbon fossile. Un successore certamente  meno inquinante nei confronti dell’ambiente ma talvolta dannoso. Le fonti di energia rinnovabile sono un passo positivo verso l’ambiente ma devono rimanere in misura ridotta perché altrimenti nessun paesaggio del pianeta sarà al sicuro… continuando senza freni potremmo arrivare in un futuro indeterminato a tagliare intere foreste oppure a mettere in pericolo molte specie  acquatiche a causa di impianti eolici e dighe.  È necessario accompagnare a queste ricerche per le energie alternative altrettanti studi per salvaguardare la biodiversità nei vari habitat naturali.

È meglio, per chiarire, illustrare l’ esempio di Amazon Conservation, un’organizzazione no profit che dal 1999 è uno dei principali pionieri nella conservazione della foresta Amazzonica: con passione un gruppo di ecologisti si occupa di salvaguardare la biodiversità dei diversi habitat aiutando anche le comunità indigene del Brasile e del Perù. Spesso però iprogetti di Amazon Conservation, sembrano quasi sparire accanto alle ricerche per l’etanolo cellulosico o agli impianti eolici.

 La globalizzazione che governa il nostro mondo plasma le nostre menti: siamo abituati a pensare tutto in grande, siamo cinici nei confronti dei progetti di Amazon Conservation perché li consideriamo troppo limitati e circoscritti a piccole comunità. Amazon Conservation non consegue progetti di scala mondiale, non investe in dighe o pannelli fotovoltaici, ma su tettoie in legno per difendere le preziose noci del Brasile dalle piogge, su modeste vasche dove allevare pesci (fonte di proteine per le comunità indigene) favorisce così fattorie biologiche e il commercio locale. È tanto importante portare avanti anche questi aiuti umanitari perché i principali deforestatori sono famiglie povere allontanate da regioni più fertili che oggi forniscono il legno di eucalipto per i pannolini americani e la soia per il tofu cinese. Forse penserete che sia inutile dedicarsi a una piccola comunità quando c’è un intero pianeta da salvare ma ricordate le parole di Maria Teresa di Calcutta: “Quello che facciamo è una goccia nell’ Oceano ma se non lo facessimo l’Oceano avrebbe una goccia in meno“. Solamente comportandosi sulle onde di questa intelligente armonia inizieremo a spengere la luce quando non serve, a non sprecare acqua, a fare la raccolta differenziata, a utilizzare la bici piuttosto che l’auto… E così tutti insieme salveremo il nostro mondo.

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Carolina

Il mio nome è carolina Bussotti, sono una ragazza che adora vivere nella società e essere sempre aggiornata circa il mondo circostante. Scrivere articoli di scienza mi dà la possibilità di condividere due mie grandi passioni la scienza e il giornalismo.

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