Slumber - Il demone del sonno

RECENSIONE: Slumber – Il demone del sonno (Jonathan Hopkins, 2017)

Slumber - Il demone del sonno

La storia di Slumber – Il demone del sonno nasce da un disturbo del sonno che porta alla paralisi degli arti prima di addormentarsi e al risveglio con susseguente senso di soffocamento, tematica che mi sta molto a cuore essendomi capitato un paio di volte. Uscito nei cinema italiani il primo febbraio di quest’anno, il film decreta l’esordio alla regia di Jonathan Hopkins.

La storia è incentrata su Alice (Maggie Q), una specialista dei disturbi del sonno che riesce sempre a trovare una spiegazione razionale a tutto nonostante l’evento traumatico di aver visto in passato la morte del fratello minore che si è buttato dalla finestra durante un attacco di sonnambulismo. Un giorno Alice riceve una famiglia intera che è afflitta da disturbi del sonno che avvengono in contemporanea alla paralisi del sonno del piccolo Daniel (Lucas Bond). L’analisi di questo caso farà crollare tutte le convinzioni razionali di Alice.

Nonostante la tematica mi toccasse, purtroppo Slumber – Il demone del sonno non è riuscito per nulla. Il ritmo lento delle scene che danno la spiegazione scientifica della paralisi del sonno (tutte le scene ospedaliere, praticamente) minano la fluidità anche delle fasi soprannaturali che dovrebbero dare il mordente al film senza riuscirci.

Slumber – Il demone del sonno, inoltre, è incentrato sulla mitologia, in particolare sul demone Nocnitsa, ma sembra che lo studio di questa leggenda sia stato molto superficiale e, in aggiunta a questo, sono fastidiosi i continui flashback relativi alla morte del fratello minore di Alice, utili soltanto a far perdere la pazienza in quanto la scena è sempre la stessa.

Malissimo anche l’utilizzo continuo di jump scare, mezzuccio per spaventare lo spettatore in mancanza di altre idee e se aggiungiamo questo alle scene che vedono come protagonista Sylvester McCoy che interpreta Amado, nonno dell’inserviente dell’ospedale, ridicole all’inverosimile, otteniamo un film noiosissimo che si trascina fino alla fine con estrema fatica.

Tutte queste falle di sceneggiatura sono un vero peccato, in quanto il film partiva da una tematica di notevole interesse ridotto a una lotta di una famiglia contro un demone che di certo non inquieterà i sonni di nessuno anche a causa di un’interpretazione degli attori veramente indegna e di una colonna sonora praticamente inutile anche solo per l’accompagnamento.

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Ho 29 anni, di Salerno, ma residente a Milano, sono un divoratore di film, specialmente horror, musical e animazione. Amante anche delle serie TV, dei buoni libri e di qualunque cosa rappresenti Arte.