Shojo, un mondo tra sogno e romanticismo!

In occasione di San Valentino, inizierò tutti voi al mondo degli shojo, il romanticismo visto dai nostri amici del Sol Levante.

Colgo dunque l’occasione per parlarvi di un macro-universo che costituisce una parte fondamentale dei manga: il genere Shojo. “Shojo” tradotto significa letteralmente “ragazza”, il nome indica, per l’appunto, il target a cui questi manga sono indirizzati. Questo genere nasce, come tutti gli altri generi dei manga, da un desiderio che viene concretizzato su carta, in questo caso il desiderio di amore e affetto. Non è un segreto infatti che questo genere sia preferito da ragazze che non hanno ancora sperimentato una propria esperienza d’amore. Quindi ogni Shojo rispecchia i desideri dell’autore, e in seguito a ciò può subire molteplice modifiche e variazioni di opera in opera. Eppure questo genere segue comunque dei canoni che sono comuni in ogni manga (salvo alcune eccezioni che comunque vanno solitamente a formare sottogeneri). In ogni Shojo che si vanti di tale nome non possono mancare personaggi che trasmettino sicurezza e che quindi non indossino una maschera (un personaggio malinconico apparirà fin da subito malinconico, una ragazza timida e piccina, non si dimostrerà un mostro mutaforma, o almeno spero) perché personaggi simili, soprattutto se avranno ruoli cruciali nella trama, finiranno per allontanare lettori e lettrici.

I protagonisti della storia, che nella stra-grande maggioranza dei casi saranno ragazze, dovranno in ogni caso adeguarsi di storia in storia rispecchiando i vari stereotipi di ragazza, avremo le protagoniste timide, quelle esuberanti, depresse e chi più ne ha, più ne metta, tutto ciò ovviamente serve a immergere totalmente le lettrici che si rivedrà in quel personaggio. Inoltre ogni personaggio, soprattutto maschili, si mostrerà avvenente e desiderabile (cosa molto comune in ogni manga di ogni genere) questo, ovviamente, serve ad aiutare le lettrici a impersonarsi nel sentimento della protagonista, così che ogni fan si affezioni saldamente all’opera dell’autore. A questa combinazione di avvenenza e franchezza dei personaggi è necessario anche un realismo (cosa affatto non necessaria in uno shonen) , che supporti questa realtà parallela che l’autore vuole costruire intorno al lettore, per carità una storia d’amore ambientata nello spazio può funzionare, ma non riscontrerà grande successo nel target al quale si punta. Solo i personaggi caraterrizzano uno shojo? Certo che no!

A dei personaggi adatti, come già detto, serve un’ambientazione realistica e soprattutto un disegno leggero e accurato. Che dire, le ragazze sono più precise di noi e prestano più attenzione ai dettagli, è quindi fondamentale che ogni disegno sia ben curato e non troppo spigoloso. Altro elemento fondamentale è il ritmo narrativo, che sarà sicuramente più lento e calmo, con molte pagine “vuote” quasi a voler allungare il brodo. In realtà tutto ciò è dovuta alla comune consapevolezza che “l’attesa del piacere è essa stessa piacere” ciò non significa che si può tirare avanti la stessa tiritera per anni, bisogna sempre avere la giusta misura. Altro dettaglio fondamentale e quasi basilare, sono le musiche che, seguendo e accompagnando il ritmo narrativo, devono essere calmi e dolci, così da aumentare quel clima di amore che i fan di questo genere cercano. Ora, queste sono le basi sui cui ogni manga shojo si poggia, ma cosa differenzia un buon manga shojo, da uno mediocre? O in senso più ampio: cosa differenzia un buon manga da uno mediocre? La risposta a entrambe le domande è la medesima: l’originalità. Tutti voi che brandite tra le mani un manga o che esponete un’intera collezione con fierezza, cercate tutti la stessa cosa: una trama originale e coinvolgente. Se ci appioppassero la stessa solfa ogni volta, nessuno riuscirebbe a leggerne anche più di uno, ogni opera, per poter essere eccelsa, deve essere originale e ciò vale anche per gli Shojo.

Toradora, Welcome to The NHK, Lovely Complex, Nana (anche se questo differisce leggermente dai canoni sopra citati), Vampire Knight, Host Club hanno in comune una sola cosa: l’originalità, tutti questi manga e anime hanno interpretato o anche stravolto e ignorato i canoni basilari di questo genere, riuscendo a creare opere memorabili, personaggi indimemticabili o situazioni inimitabili. In conclusione gli Shojo non devono limitarsi a esprimere un semplice desiderio di amore o affetto, e anzi devono riuscire a imprimersi non solo nei cuori del target a cui sono indirizzati, ma di ogni fan di anime e manga come me o voi. Perciò che voi abbiate già da fare o meno durante questa giornata dell’amore vi invito a dare un occhiata a questo genere, se l’avete sempre ignorato, e se invece siete pratici di questo genere e non conoscete le opere da me citate vi invito a gustarvele e godervele proprio per le loro particolarità.

*coff coff* iniziate da Welcome to the NHK *coff coff*

E voi? Che ne pensate di questo genere? E come state trascorrendo questa giornata? Ditecelo con un commento sul nostro sito o sulla nostra pagina e continuate a seguirci e a condividerci!

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