Scienza, liberati dalla corruzione e salvaci!

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Dicono che la scienza solleverà le sorti del mondo, dicono che la scienza risveglierà la gente con la  glorificante e meravigliosa luce della Sapienza, Ragione, intelligenza. Dicono che la scienza rende liberi pensatori del mondo. Dicono che la scienza ci salverà dalla nebbia delle superstizioni, dei pregiudizi e delle manipolazioni.

E allora io vi aggiungo che prima di tutto la vera scienza deve salvarsi dalla scienza corrotta. Il motore che rende entusiasti i ricercatori, la fonte di ogni ispirazione e creazione scientifica deve essere l’amore per l’umanità come ci insegna il caro Ippocrate, nient’altro. Né l’economia, né il mito della ricchezza illimitata, né il progresso senza freno, né la guerra, né il potere devono sostituire tale meraviglioso scopo di ogni scienziato.

“Non possiamo accettare che vengano messi chiavistelli al cervello” sostiene Rita levi Montalcini, premio Nobel per la medicina, grande scienziata, neurologa ma anche senatrice. Nelle stanze di palazzo Madama dove talvolta qualche voce turlupinatrice ha deviato la politica dai corretti binari, Rita parlava di una scienza libera, non soggetta a nessuna questione politica.

Come possiamo abbracciare moralmente una scienza che ha prodotto l’orrore della bomba atomica? “Eppure è un così bell’esperimento” diceva Enrico fermi, Einstein e Oppenheimer. Lo scienziato, non deve essere nemico della natura deve trovare il modo migliore per conviverci. Egli la comprende, si sforza di cambiarla, ma, quasi sempre, quando è troppo tardi, si accorge degli effetti collaterali inattesi spesso negativi.

Ma chi non vorrebbe vedere il risultato dei suoi sforzi, chi non sarebbe disposto a cedere qualsiasi cosa anche la stessa coerenza, i propri ideali, pur di vedere realizzare il prodotto di anni di studio e fatica? Spero pochi, o almeno spero che siano pochi gli scienziati che non vogliono essere lungimiranti. Sicuramente la politicizzazione della scienza culmina proprio negli anni della prima guerra mondiale, i fisici davanti al risultato ottenuto cercano di opporsi alla costruzione della bomba a idrogeno, ma ormai è troppo tardi. Dovevano pensarci prima, in fondo non si piange sul latte versato, ma si impara dagli errori. Certamente ci sono ricercatori e ricercatrici che, per esempio, studiano e producono vaccini per debellare malattie presenti nella società, salvano vite e dedicano la loro vita, il loro entusiasmo a diminuire lacrime di madri che piangono per la morte dei figli malati, o di fratelli che piangono per la malattia di genitori, oppure di  innamorati che condividono le ultime ore sulla Terra concesse dalla malattia.

Non possiamo quindi pensare che la scienza sia solo indirizzata al progresso, sostenuta solo da multinazionali, aziende o stati interi desiderosi di accumulare esclusivamente soldi su soldi, ignari volutamente delle conseguenze sull’umanità.

La vera scienza è speranza e impegno dovuto all’amore per i nostri 7,2 miliardi di fratelli umani, e ai nostri compagni animali e le nostre sorelle piante, affinché nessuno degli esseri viventi soffra. Dagli scienziati che salvaguardano l’ambiente ai medici, dai biologi ai chimici, dai geologi agli astronomi se si mantengono persone animate da passione  incorrotta, saranno tutti dei valorosi combattenti nella storia della scienza.

Galileo ha lottato fino a quando la debole natura umana gli ha permesso di lottare, è stato uno scienziato prima di essere uno pseudoscienziato privato di ogni libertà. La matrigna in quel caso era la Chiesa dai lussuosi abiti e dagli imponenti edifici, lontana dall’essenza della cristianità di San Francesco, una Chiesa che annebbiava le menti, una chiesa che predicava l’ipse dixit, fondando le sue teorie pseudoscientifiche sul vecchio Aristotele. Galileo si proponeva di diffondere la scienza nella lingua volgare, perché non solo il prete ma anche il contadino aveva il diritto di conoscere la realtà per difendersi dagli inganni ma soprattutto per poter riflettere, ragionare e pensare, attività non gradite alla chiesa seicentesca come a nessun altro tipo di autorità approfittatrice dell’ignoranza. Bertolt Brecht nella sua opera La vita di Galileo fa uscire delle significative parole dalla bocca del grande e debole scienziato Galileo Galilei: “Uomini egoisti e prepotenti, avidi predatori a proprio vantaggio dei frutti della scienza, si avvidero che il freddo occhio scientifico si era posato su una miseria millenaria quanto artificiale, una miseria che chiaramente poteva essere eliminata con l’eliminare loro stessi. Allora sommersero noi sotto un profluvio di minacce e corruzioni, tali da travolgere gli spiriti deboli.”

La scienza è capace, anche solo studiando le stelle, di far paura ai potenti, perché la realtà può essere talvolta pericolosa può evocare scintille, dubbi negli animi di tutti noi poveri ignoranti manipolati e immersi inconsapevolmente in un grande sistema talvolta assurdo e paradossale. Quindi studiate e appassionatevi alla scienza fate della scienza la vostra missione per svelare la realtà ma anche per salvarla!

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