“Sciamani. I maestri dell’umanità”

SciamaniQuest’oggi sottoporrò alla vostra attenzione un libro che potrebbe essere annoverato nel genere del “mistero”, dell’esoterismo in senso molto lato, della psicologia e anche, perché no?, dell’antropologia più blanda. L’unica certezza è che si tratta di un saggio edito nel 2009. E l’altra certezza (anch’essa unica…) è il nome dell’autore, il ben noto, se non celeberrimo, Graham Hancock.

Graham Hancock

Graham Hancock è infatti divenuto famigerato per via, soprattutto, di una sua fortunatissima pubblicazione a metà degli anni ’90 (“Impronte degli Dei“). Un bestseller che ha però attirato su di lui anche l’antipatia di molti accademici, oltre ad aver riversato nelle sue tasche un mare di denaro. In ogni caso “Sciamani. I maestri dell’umanità” ha anch’esso come tematica centrale qualcosa di controverso: la natura delle esperienze extracorporee e soprannaturali tipiche delle pratiche sciamaniche. Un argomento che può interessare molti, soprattutto se si pensa che l’autore ne trae spunto per una riflessione più massiccia sull’origine della religione e del sentimento religioso. A suo modo di vedere tale sentimento ebbe origine circa 40.000 anni fa, periodo al quale possono essere fatte risalire le primissime manifestazioni artistiche della storia umana.

Copertina del libro

I graffiti rinvenuti all’interno delle grotte in Europa, ma anche in altre parti del mondo e diffusamente, sarebbero la raffigurazione dei viaggi ultradimensionali effettuati dagli sciamani sotto l’effetto di sostanze stimolanti allucinogene, segnatamente la dimetiltriptamina. Dunque non si tratterebbe di disegni apotropaici o esaugurali, come spesso si era ipotizzato. Hancock cerca di sostanziare la sua tesi con dati abbastanza oggettivi ma innanzitutto con riflessioni e ragionamenti che potranno anche apparire vani o vuoti ma esercitano un fascino estremo sul lettore.

I fenomeni dello sciamanesimo vengono collegati alle testimonianze successive relative alle fate e al “mondo piccolo” (gnomi, folletti, nani) ma anche a fenomeni molto posteriori come i rapimenti alieni. Questi fatti avrebbero una matrice comune, una spiegazione univoca, omogenea e congrua. Una decifrazione che va cercata sia nelle capacità biologiche dell’essere umano (queste potenzialità sono inscritte nel nostro DNA) sia in una realtà parallela che ha la sua consistenza e che è abitata da entità non meglio identificate, quelli che sarebbero i “maestri” dell’umanità, dai quali gli uomini hanno appreso una serie di conoscenze fondamentali per lo sviluppo della civiltà.

Maschera sciamanica

Il saggio ha un’impostazione piuttosto “commerciale“, spesso mescola aspetti della conoscenza che andrebbero, probabilmente, tenuti distaccati e crea dunque una commistione un po’ confusionaria di elementi eterogenei. Ma l’obiettivo dell’autore è proprio questo: cercare una sintesi fra fatti apparentemente distanti e dissonanti.

E’ un buon contributo, per quanto non abbia la velleità di imporsi come indagine autorevole. Apprezzabili il coraggio e la capacità narrativa dello scrittore, abile nel rendere la lettura leggera e quasi sempre scorrevole, come si trattasse di un romanzo. Ciò che realmente affascina è la mancanza di una reale conclusione, il libro, che si legge con voracità, è in fondo una grande e meravigliosa suggestione.

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