Rusty Dogs: intervista all’autore!

Oggi ho deciso di parlarvi di un romanzo di fantascienza tutto italiano scritto da Alessio Adami e pubblicato nel 2017 da Leone Editore. Alessio Adami, classe 1977, ha all’attivo ben quattordici romanzi pubblicati negli ultimi venti anni e Rusty Dogs, il cui seguito verrà pubblicato tramite una campagna di crowdfunding che trovate qui, è l’ultimo. Scritto in uno stile frizzante, con una comicità irriverente paragonabile a quella di Deadpool, intervallata da momenti di suspense molto intensi, Rusty Dogs rappresenta una lettura molto interessante e coinvolgente che, con approccio fantascientifico, denuncia, paradossalmente, problematiche estremamente attuali. Ma accenniamo in breve la trama:

Il romanzo si apre affrontando due problemi molto sentiti nel nostro paese: il licenziamento e il precariato. Il nostro protagonista, Navarro, viene licenziato dal centro logistico in cui lavora. Nonostante la sua resistenza alla notizia e dopo essersi difeso con battute di un cinismo estremamente tagliente, Navarro si vede costretto a lasciare il lavoro per cui ha faticato tanti anni. Ma prima vuole togliersi una soddisfazione: oltre alle sue cose, vuole portarsi via un solo oggetto che non gli appartiene, come riscatto per tutto ciò che ha dato all’azienda e che non ha ricevuto in cambio. Decide così di portarsi via uno scatolone abbandonato da tanto tempo dimenticato in un angolo. Lo mette in macchina e va a riversare tutta la sua frustrazione in un bar. Qui viene coinvolto in una rissa e successivamente ricoverato in ospedale. Confinato poi in casa per la convalescenza si trova a tu per tu con il misterioso scatolone e decide di aprirlo.

Abbiamo avuto il piacere di conoscere e intervistare l’autore, Alessio Adami, e questo è quello che ci ha detto!

  • Alessio, vuoi presentarti ai nostri e ai tuoi lettori? 

Alessio Adami, nato nel 1977, amante della arti marziali. Rusty Dogs è il mio quattordicesimo romanzo e a volte uso lo pseudonimo Kylen Logan. Amante di ufologia, filosofia e genetica, uso il noir come mezzo per alleggerire argomenti pesanti e non essere noioso. Sono cresciuto negli anni ’80 con Tekkaman, Muteking, Kyashan, Goldrake, Daitarn 3, Daltanius, Kenshiro, il commodore 64, l’Atari, il Vic20, lo spaccamattoncini, Ghost Goblin, Golden Axe. Il walkman, le audiocassette, il videoregistratore. I Like Chopin, i Duran Duran, Il tempo delle mele, Pierino di Alvaro Vitali, gli immortali Bud Spencer e Terence Hill. La Vespa e il Fifty. Il bomber e i paninari. Bruce Lee e i Doors e i Queen… La discoteca la domenica pomeriggio. Le minigonne VERE. Le sale giochi. Le partite a calcetto. Il casco facoltativo. Sulla RAI Al cinema in famiglia il lunedì sera. Con il DRIVE IN con Enrico Berusci, Gianfranco D’angelo Ezio Geggio, Lory del Santo…. cresciuto con Colpo Grosso la sera alle 22.00 con Umberto Smila… con il muro 1989 e i PinkFloyd. Con Chernobyl dell’ ’86, con i mondiali del ’90, con l’aids, con Gheddafi e le bombe nucleari, con la peugeot 205 Rally Jeans, con il preservativo, con il VideoTEL, con il FAX, con i gettoni per telefonare.

  • Navarro, il protagonista di questo tuo ultimo romanzo, è un personaggio molto ben caratterizzato. Cinico, diffidente, nevrotico e un tantino paranoico. Quanto di te hai messo in lui? 

Quanto c’è di me in Navarro? Diciamo che ogni personaggio è una parte di me, anche le piccole comparse. Prendo una mia sfaccettatura caratteriale anche se minima e la amplifico per crearne un personaggio. Navarro rappresenta in parte il mio lato provocatore e forse cinico, ma non in grado di allontanarsi da quei sentimenti che mi rendono romantico. Diciamo che si fa odioso per evitare di soffrire, teme di dare troppo affetto perché non in grado di gestirlo e dopo tutte le delusioni avute, preferisce nascondersi dietro auto ironia e provocazione. Dal punto di vista “passioni”, si ritrova la mia passione per le arti marziali e per la letteratura.

  • In generale come nasce un tuo romanzo? 

L’idea nasce da un evento, da un qualcosa di casuale. Parlando con una persona, da una notizia, poi inizio a studiare l’evento e lo abbino al sentimento. Di solito scrivo per canalizzare un disagio, credo un po’ come tutti gli artisti, anche il comico nasconde la tristezza dietro la faccia di un clown. La battuta di un comico nasce per come catarsi nei confronti di un disagio. Quindi trovo l’idea, un fulcro e intorno nasce un qualcosa di indefinito. Poco dopo arrivano i personaggi che malgrado si cerchino di controllare, dopo un po’ prendono vita e superano la volontà dello scrittore. Da lì la prima fase, di getto, senza controlo grammaticale, niente di niente. Giù a rotta di collo affinché l’idea e l’istinto non muoiano. Dopodiché finita questa prima stesura che dura un mese e poco più, guardo se il lavoro ha senso e se si può costruirci qualcosa e inizia la fase razionale. E quella può voler dire metterci un anno, due anni o buttare tutto. Per la stesura non c’è un momento preciso, arriva e basta, se ho fortuna e riesco a trascrivere bene, altrimenti, spesso, molte idee muoiono e si perdono come un sogno che non riesci più a ricordare. Tipo quei santoni che hanno le visioni. Con Rusty Dogs, fra pseudonimi vari, è il quattordicesimo pubblicato in venti anni circa, scritti qualcuno in più, ma non tutti meritano la pubblicazione.

  • E nel caso particolare di Rusty Dogs?

Non ha avuto un inizio preciso, considera che spesso faccio appunti o brevi racconti che poi restano lì a fermentare. Diciamo che il seme è stato piantato quando si iniziò a parlare di social e dipendenza da social. Il secondo passo quando la genetica e l’ibridazione umana ha preso campo, per esempio con Google Genomics ecc… tutto questo ha gettato le basi per la parte d’azione, di noir, di battute ad effetto. Doveva poi nascere un gruppo per combattere il sistema, ma dovevano essere anziani, stagionati, veggenti e combattenti ecco i Rusty Dogs. Tutta quest’amalgama di superficialità mi è servita per entrare nel profondo di un tema: la memoria è spesso la cosa più vicina al sentimento. Quante volte non si lascia la persona amata perché abbiamo dei bei ricordi con lei? E anche se l’amore è finito quei bei ricordi mantengono in piedi, anche in maniera fasulla, una relazione. Oppure visitare una città con l’influenza o col brutto tempo, magari piove, quindi il tutto alimenta un brutto ricordo e si odierà quella città. Sto cercando di spiegare questa frase in maniera leggera, ma si potrebbe approfondire parecchio, spiegando anche che oltre ad essere un sostentamento positivo in molti in casi, in altri casi è un limite per il proprio futuro.

  • C’è un particolare personaggio di questo romanzo che ti è rimasto nel cuore?

Sono tutti personaggi che vivono dentro di me in maniera indipendente. Io sono affezionato in particolar modo a Mario Carmiani perché è con me dal 1996 anche se recita parti diverse o altri personaggi, è come se fosse un attore al quale affido ruoli diversi. Diciamo che è quello che mette apposto le cose nella mia testa quando tutti i personaggi diventano troppo indipendenti.

  • C’è qualcosa che cambieresti adesso di Rusty Dogs? 

Onestamente non so cosa avrei riscritto, però posso dirti che nell’attimo in cui metto la parola fine e vedo pubblicato il romanzo, vorrei buttar via tutto. Credo sia panico o forse la paura di veder una cosa astratta farsi tangibile. Per quanto riguarda Rusty Dogs come ogni mio romanzo, con la parole fine è giusto che prenda vita, che viva il suo destino, come un figlio che cresce, ma come ogni genitore vorrei non accadesse. Una cosa del genere. credo che alla fine sia insicurezza.

  • Navarro è un uomo molto spaventato da tutti gli eventi della sua particolare quotidianità, ma affronta tutto con passione. Quali sono invece le tue paure e le tue passioni? 

Le mie passioni. Sono cresciuto con mio nonno eroe di guerra insignito come Cavaliere della Repubblica quando raggiunse i suoi 80 anni. Per i suoi tempi, anni ’50, era un modernissimo elettricista; amante della letteratura e del pugliato. Io sono diventato un elettronico, amante della letteratura e delle arti marziali. Con mio padre e mia madre invece ho subito l’influenza dei viaggi e del cercare di aggiustare le casa col nastro adesivo. Per quanto riguarda ufologia e genetica, sono sempre stato appassionato di questo mondo e di questo pianeta Terra, dove l’essere umano è palesemente fuori luogo: non appartiene a nessuna catena alimentare, non si è adattato ad alcun clima, si è evoluto in pochissimi anni più di qualsiasi creatura nativa della terra, quindi con questo dubbio ho fatto un percorso prima spirituale, poi filosofico, poi genetico e scientifico. Il controllo mediatico è una conseguenza naturale dell’essere schiavo, l’essere umano è una creatura che deve vivere in cattività e il controllo fa parte della nostra natura, poi ci sono persone che percepiscono questo controllo e lo vivono come una minaccia e sono quelli che in maniera maldestra e forse sfortunata sono nati liberi. Il controllo è oggi, non c’è un complotto per il controllo globale, è già avvenuto ci siamo dentro, il punto di Singularity è già stato superato, ossia quando l’uomo è al servizio delle macchine e non il viceversa. Come paure ho quelle di ogni essere umano: spero di essere un buon padre, non fare troppi danni, la paura della morte intesa come perdere tutto ciò che ho imparato, mi fa una rabbia micidiale. Infine, la sfida che cerco di portare avanti con me stesso ogni giorno: cercare di imparare qualcosa di nuovo. Mia madre dice sempre: la vita è una lunga attesa fatta di piccole attese, diciamo che più o meno si fa tutti così.
Credo che oggi i Rusty Dogs siano dentro ogni persona che sta cercando di capire quanto valga l’opinione degli altri e quanto questa ti vincoli a un personaggio e non a quello che realmente sei. Un saggio una volta disse: la gente pensa a te molto meno di quanto tu creda. Oggi il tentativo di chi ci controlla è esattemente quello di convincerti che tu devi essere sempre visibile, tu devi essere sempre al massimo, tu devi essere in competizione. E la frustrazione che nasce dal Nessuno che in realtà ti osserva è tremendo. Il nostro Avatar è schiavo di un giudice inesistente a sua volta avatar. Ecco, se ognuno di noi ha un piccolo Rusty Dogs dentro di sé quello che ti dice è: fregatene amico, chiudi sto maledetto PC e fatti una birra.

  • Vuoi dire qualcosa ai tuoi lettori?

Ai miei lettori: portate pazienza, sto preparando il seguito e credo che tenterò la sfida del crowfunding su Bookroad quindi datemi tutti un mano per portare avanti l’avventura dei Rusty Dogs. Detto questo, se comunque avete di meglio da fare, fatelo. Io vi aspetto non c’è fretta.

  • Puoi dirci qualcosa su questo nuovo progetto? 

Sarà sulle “vittime della pace”. Chi sono? I soldati che una volta finita la guerra non riescono più adormire ecc… ma anche i terremotati che una volta spente le telecamere vengono abbandonati… ma anche una coppia che dopo aver litigato magari per un tradimento decidono di andare avanti, torna la pace, ma il sapore delle cose, il darsi la mano, quando arriva un messaggino, niente sarà più come prima… il prossimo romanzo dei Rusty Dogs, sarà incentrato su questo… e ti dirò di più arriverà un super cattivone.chiamato il Clown Velenoso che è il fratellastro di…? E’ il seguito di Rusty Dogs, ci sono tutti: Navarro, Rachele, Pocheparole, Aldo l’alieno ecc… ed è la fine della guerra che hanno avviato i Rustydogs, avranno vinto o perso?

 

Auguro ad Alessio il meglio per la sua carriera di scrittore e la sua campagna di crowdfunding e lo ringrazio infinitamente per aver scritto a Very Nerd People e per aver collaborato con me alla stesura di questo articolo. Buona fortuna, Alessio! E continua a scrivere con la stessa passione di quattordici romanzi fa 😀

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Juliet

Salve a tutti. Sono Annalisa Ballerini, una cinefila entusiasta di condividere con un pubblico la propria passione per la settima arte!