La rovina/successo dei Green Day

Ultimi album dei Green Day: siamo sicuri che sia una perdita?

In questi ultimi anni abbiamo assistito a nascite di gruppi che han scalato le classifiche in poco tempo, o alla fine di altre band, chi con la carriera rovinata, chi con una terminata in grande stile. Ma un trio ha riscosso grandi successi e anche parecchie polemiche, ed è quello dei Green Day.

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Gli ultimi album, oltre alla raccolta di demo Demolicious uscita nel 2014, sono stati accolti con diverse opinioni. Certo tutti si son resi conto che pubblicare ben tre album a così poco tempo di distanza poteva essere una mossa azzardata. Ma i risultati? Beh, si son visti eccome. Gli album in questione sono ¡Uno!, ¡Dos! e ¡Tré! e sarebbero dovuti uscire rispettivamenteil 25 settembre 2012, il 13 novembre dello stesso anno ed il 15 gennaio 2013, praticamente a due mesi di distanza l’uno dall’altro (¡Tré! uscì invece l’11 dicembre per la cancellazione del tour dati i malori accusati dal cantante e chitarrista Billie Joe Armstrong). Forse perchè avevano molto materiale tra le mani, forse era troppo il materiale, ma si vociferava di un ritorno allo stile di Dookie, uno degli album inserito tra i migliori della band, e spesso citato quando si parla di loro. Ma non era l’unico rumor: si parlava di qualcosa di ancor più remoto, tornando ad uno stile anni cinquanta o sessanta. Ma tutto ciò era troppo poco da dire su ben tre album che andrebbero invece analizzati uno per uno. Il primo, come detto in precedenza e palese grazie al suo nome, è ¡Uno!. Anticipato da singoli come “Kill the DJ” e “Oh love”, l’album ha mostrato subito la sua anima molto pop.

Già questo per i vecchi fan poteva dar dubbi: c’era chi preannunciava un misero fallimento, chi li sosteneva e poi una nuova categoria: i nuovi fan della band. Molte persone infatti hanno apprezzato il sound di tali canzoni, e non solo fan di vecchia data ma anche nuovi fan, attirati dal totale (o quasi) cambio di genere della band. All’uscita l’album diventò uno dei più venduti, raggiungendo in poco tempo il primo posto nella classifica di vendite in Italia, Austria ed Ungheria, ma rimanendo spesso sul podio in molti altri stati. I brani sono molto radio-friendly (udibili da chiunque, senza preferenze per un genere preciso) ma forse è proprio questo ciò che i tre hanno tentato di fare, chi lo sa. Circa due mesi dopo uscì ¡Dos!, anticipato dal singolo “Stray heart” (In quel periodosi poteva sentire praticamente ogni giorno alla radio), e dimostrò la veridicità delle parole di Billie Joe; egli infatti aveva detto che ques’album avrebbe avuto uno stile più garage, quindi grezzo, sporco, ed una delle canzoni che fa più intendere ciò è “Stop when the red lights flash” (Inserita anche nella soundtrack di Need for speed Most Wanted del 2012).

Chiunque noterà una melodia veloce, quasi al livello dei vecchi album, ma ciò non bastò a placare la rabbia dei vecchi fan che speravano in qualcosa di innovativo, ma che non si discostasse molto dal loro stile. In ¡Dos!, piccola curiosità, c’è una canzone chiamata Amy ed è dedicata all’artista scomparsa poco tempo prima dell’uscita dell’album, oltre al fatto che la canzone ricorda parecchio un altro brano, stavolta dei Beatles, “All I’ve got to do” e questo sta a testimoniare un’influenza molto più datata di Dookie. L’ultimo album della trilogia uscì addirittura un mese dopo il secondo, dato il mancato tour, e sembra essere alquanto distaccato dagli altri due, tanto da essere definito, sempre dal frontman , “EPICO”. Le canzoni, in effetti, lasciano parecchio indietro le precedenti, forse per la cura con cui sono state fatte, forse per il fatto che i tre volevano terminare la trilogia con un bel botto, o forse solo perché sono state raggruppate tutte insieme casualmente. Questo album è un miscuglio di più generi, dimostrato già dalla prima canzone dell’album “Brutal love” che contiene sfumature glam rock, soul ed una punta del loro stile originale, mischiato a strumenti vari come il piano, usato già in precedenza dalla band in rare occasioni come per la canzone “Last night on earth”.

Tutto ciò però ha avuto esiti strani poiché, se ¡Uno! Ha avuto un enorme successo, il successo è andato sfumando in ogni album. Certo, non tutti han potuto apprezzare i nuovi album, ma è anche vero che molte persone li han posti ad un livello superiore dei più vecchi. Quindi qual è il motivo di tutto ciò? Un disastro per la band? Una provocazione per farli tornare allo stile originario? C’è chi dice che la musica si stia rovinando con il tempo, che ogni anno escano sempre più album commerciali ed è anche vero. Ma è anche vero che la musica si evolve, cresce e cambia in base ai gusti del pubblico (altrimenti il punk non sarebbe morto!) poiché è certamente una grande passione, ma per essere un lavoro bisogna calcolare anche chi la sente, e non solo i gusti di chi la fa. C’è però un fondo di verità nelle parole dei fan insoddisfatti, e cioè che se un gruppo cresce con i fan, e cresce seguendo uno stile, non può rigirarlo troppo, altrimenti rischierebbe il crollo non solo dei primi ascoltatori, ma anche delle idee in sviluppo.

Ma porterà tutto ciò il trio ad essere amati come una volta? O è l’inizio di un lento declino di una storica band pop punk? Si possono fare vari esempi di band che han cambiato stile col tempo, ma se il trio sarà capace di gestire tale situazione ce lo dirà solo il tempo.

Detto ciò, consiglio a tutti di ascoltare tale band, ringrazio per l’attenzione ed auguro buona weekend!

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Mitja Bichon

Nato a Pontedera il 24/08/95, attualmente vivo a Firenze. Sono il fondatore e direttore di verynerdpeople.it. Sono un grande appassionato di libri e film, tendendo ai generi horror, fantascienza e fantasy. Sono inoltre un appassionato di videogiochi openworld.