“Ritratto dell’artista da giovane”- e il disagio di una lettrice media

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Per le vacanze di natale ho dovuto leggere questo romanzetto. Al mio ritorno all’università il mio vicino di banco (che aveva ignorato il compito assegnato) mi ha chiesto 1- se l’avevo letto 2- cosa ne pensassi.

Le mie risposte sono state 1- sì (e qui espressione stupita di lui) e 2- abbastanza noioso, sai di quei libri che leggi una pagina e quando arrivi in fondo ti accorgi di non aver capito niente perché la tua testa era totalmente da un’altra parte? mi ha risposto di sì e poi mi ha chiesto se era perché il libro è effettivamente noioso o se era perché io ho una vita particolarmente interessante. Ho risposto che era il libro.

Spero che nessun esperto di letteratura stia leggendo.

Nonostante l’abbia trovato noioso però, dopo una più accurata analisi di alcune parti l’ho anche trovato geniale.

Non starò qui a raccontare la trama perché il titolo la spiega già abbastanza (infanzia, crescita e formazione di un “artista” irlandese —> Joyce col nome Stephen Dedalus).

Il problema di questo libro secondo me, è che è talmente intriso di massime, di riferimenti, di frasi importanti, di filosofia, di riflessioni e rivelazioni, che non hai tempo per realizzarle tutte.

Per assimilare una frase di quel libro ci devi pensare almeno 10 minuti, quindi o decidi di prenderti un annetto per capirlo veramente (e allora probabilmente lo amerai) o è un casino ( e ti tocca fare come me e apprezzare veramente solo un paio di paragrafi).

Forse è solo troppo per me. Devo arrendermi, alzare bandiera bianca e sperare che il defunto Joyce non si offenda per la mia limitatezza.

Non odiarmi, riconosco il genio è che mi fa fatica capirlo.

anna
Sono Anna, nata a Grosseto nel 1995 ma fiorentina. Le mie passioni sono il tè , il cioccolato e soprattutto i libri. Per questo scrivo di libri bevendo tè e mangiando cioccolato.
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