Recensione – Zero Escape: Virtue’s Last Reward

Eccoci tornati sulla nostra PsVita (ma anche 3ds) con un curioso Puzzle Game basato su enigmi, segreti, fiducia… e tradimenti

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Prodotto da Rising Star Games in collaborazione con Spike Chunsoft, Virtue’s Last Reward è un normalissimo Puzzle Game combinato ad una trama efficiente, numerosi colpi di scena e l’aggiunta di bivi e decisioni fondamentali, basate sulla fiducia reciproca.

Non appena ci svegliamo in quello che sembra un ascensore, i nostri ricordi sono ben poco chiari e tutto ci fa sembrare vittima di un rapimento; superati i primissimi e semplici indovinelli, scopriamo di non essere i soli a trovarci in questa fastidiosa situazione. Nove sono infatti i concorrenti scelti per partecipare al “Nonary Game: Ambidex Edition”, una trappola mortale ideata ed attuata da quello che sembra un coniglio malvagio (già, un coniglio malvagio).

Fin da subito sono evidenti certe somiglianze con Danganronpa, un altro titolo di Spike Chunsoft, noto a tutti per le meccaniche e per il magnifico antagonista.

In questa enorme struttura (di cui non abbiamo la minima idea di dove si trovi) siamo costretti a cooperare ogni volta con altre due persone per affrontare numerosi enigmi posti in stanze apposite (queste fasi funzionano con il classico punta e clicca, combina oggetti e così via…); successivamente, una volta evasi dal locale, siamo chiamati a scegliere se allearci o tradire il/i nostro/i compagno/i con il quale abbiamo lavorato. La scelta ovviamente è posta anche a lui/loro. Spesso richiederà parecchi secondi di ragionamento e tentare di prevedere l’altro/i è fondamentale per guadagnare punti ed evitare di perderne; perchè di punti si tratta infatti, dovesse rivelarsi la nostra scelta corretta veniamo ricompensati con 2 o 3 punti, necessari per evadere (9 minimo). E cosa accade se la nostra scelta è sbagliata? Semplice, perdiamo 2 o 0 punti, avvicinandoci lentamente allo zero, numero che comporta una considerevole penalizzazione… la morte.
Già, perchè il comodo orologio che ci è stato regalato non solo funge da contapunti, ma ci fornisce anche una spiacevole morte qualora non dovessimo rispettare le regole o, ovviamente, perdere al gioco.

Queste due distinte fasi (quelle di fuga dalle stanze e quelle più “social” in cui si svilupperà la trama ed in cui sceglieremo se allearci o tradire) creano delle sessioni di tipologia nettamente diversa; non tutti infatti riusciranno ad apprezzarle entrambe nonostante siano ambe di ottima qualità.

I puzzle presentano una difficoltà crescente, con una piccola impennata sulle fasi avanzate, ma non saranno mai troppo difficili o complicati.

Ecco, una cosa di cui non ho ancora parlato è la longevità del titolo: i vari bivi ed i 24 finali (giàh, ventiquattro) richiedono minimo 30 ore effettive per essere completati tutti (senza dover rifare ovviamente tutta la storia da capo dato che è possibile “saltare” a punti che abbiamo già giocato). Insomma, ce n’è da fare.

Il sonoro presenta suoni mediocri per quanto riguarda le interazioni od i suoni ambientali, il doppiaggio invece è riuscito e la colonna sonora è sensazionale, capace di trasmettere emozioni e coinvolgere anche più del dovuto.

Graficamente invece il titolo è al di sotto della media, ma essendo questo un puzzle game le carenze nell’ambito si sentono davvero poco.

Non molti hanno giocato al primo capitolo di “Zero Escape”, “999”, ma chi lo ha fatto troverà in questo episodio un ottimo successore, il secondo capitolo di una trilogia gravida di un ultimo capitolo…

 

Voto: 8,5/10

 

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P.S.

Come ultimissima cosa lascio il collegamento all’OAV fatto per sponsorizzare il prodotto. ATTENZIONE però: contiene spoiler sulla prima mezz’ora di gioco.

 

 

Mitja Bichon

Nato a Pontedera il 24/08/95, attualmente vivo a Firenze. Sono il fondatore e direttore di verynerdpeople.it. Sono un grande appassionato di libri e film, tendendo ai generi horror, fantascienza e fantasy. Sono inoltre un appassionato di videogiochi openworld.

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