Recensione: Watch Dogs

“Dopo numerosissimi rimandi della data di uscita di questo prodotto, posticipato addirittura di anni, il gioco è finalmente uscito e, come molti si aspettavano, ha deluso le gigantesche aspettative. Ma noi cosa ne pensiamo? Ecco a voi la nostra recensione di Watch Dogs.”

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Che dire? Uno dei giochi più attesi di tutto il 2014, reso noto dall’E3 2012 con un video gameplay assolutamente mozzafiato, nel quale si mostrava un comparto tecnico fotorealistico e delle meccaniche in game all’apparenza molto profonde ed interessanti. Dopo numerosissimi rimandi della data di uscita di questo prodotto, posticipato addirittura di anni, il gioco è finalmente uscito e, come molti si aspettavano, ha deluso le gigantesche aspettative. Ma noi cosa ne pensiamo? Ecco a voi la nostra recensione di Watch Dogs.

Watch Dogs è un comune free roaming ambientato in una Chicago futuristica, dove la sicurezza è affidata ad una intelligenza artificiale denominata CTos collegata a qualsiasi apparecchio elettrico (o quasi) in città; questo ovviamente comporta semafori, telecamere, computer e treni. Bene, ora immaginatevi uno strumento in grado di bypassare il sistema di sicurezza e di mettere al nostro servizio tutti questi apparecchi: in WD rivestiremo i panni di un hacker, Aiden Pearce, in grado quindi di attivare qualsiasi cosa sia collegata al CTos. In pratica tutto questo si traduce in un free roaming che di innovativo ha ben poco: la città è piacevole, le ambientazioni anche ma tutto questo si presenta in modo molto meno “vivo” di ciò che ci avevano detto. Frugare fra i segreti dei cittadini è interessante ed a volte divertente, ma ciò non basta a toglierci la costante sensazione di essere soli all’interno di un mondo vuoto. Commettere crimini o dimostrarsi pericolosi causa ovviamente il classico intervento delle forze dell’ordine e nemmeno qui il gioco riesce ad eccellere: sfuggire è facile ed anche i combattimenti non si dimostrano sufficientemente impegnativi; per disabilitare gli elicotteri basta usare il nostro cellulare e i loro riflettori rimangono disattivati per parecchi secondi.

Procedere nella storia fornisce punti con cui sbloccare abilità di guida, combattimento, hackeraggio o assemblaggio (ossia la capacità di fabbricarsi degli ordigni con l’utilizzo di componenti comprati o trovati in giro per il mondo); il sistema di guida è pessimo (certi veicoli risulteranno estremamente scomodi da guidare) e perfino il comparto tecnico delude. La resa generale è ottima, ma impallidisce se paragonata a quella presentata anni fa, al famoso E3 2012; i bug estetici sono numerosissimi (da segnalare l’assenza di ragdoll sui cadaveri ed il fatto che i colpi sparati in acqua non provochino nessun effetto), senza parlare poi della pessima ottimizzazione fatta: il gioco gratta anche sui pc più performanti anche a settaggi minimi. Sconvolgente poi il fatto che degli utenti abbiano trovato il modo per migliorare la grafica sbloccando delle opzioni nascoste dalla stessa Ubisoft; si suppone che queste impostazioni siano state nascoste per evitare di far fare “brutta figura” alle versioni console.

Senza dilungarci ulteriormente su questo penoso aspetto, parliamo un po’ della campagna principale. La storia gira sostanzialmente intorno alla vendetta, nuda e cruda. Il nostro alterego è infatti tormentato dalla perdita della nipote, perdita causata dalle nostre attività illegali da hacker e ladro informatico, ovviamente questo non fa altro che farci arrabbiare ancora di più e ci lanceremo quindi alla ricerca di chiunque si sia macchiato di tale omicidio. I personaggi non sono molto caratterizzati ed il tutto prosegue in maniera abbastanza piatta; insomma, si poteva decisamente fare di meglio, su questo e molti altri aspetti. Infine, parliamo del multiplayer, forse la cosa più interessante del titolo Ubisoft. Brevemente: il multigiocatore è una sfida fra due giocatori, uno dei quali dovrà tentare di hackerare l’altro senza farsi scoprire e quindi uccidere. La fase di hacking richiede del tempo e in questa durata dovremo mimetizzarci fra la folla, nasconderci e soprattutto non essere ispezionati dal cellulare del rivale; qualora dovessimo fallire allora il furto di informazioni si interromperà e noi dovremo fuggire il prima possibile o affrontare la morte.

In conclusione: Watch Dogs è un buon free roaming. Nulla di più. Questo titolo rappresenta perfettamente il potere del marketing sulla clientela e dimostra quanto i compratori possano essere ingannati. Due anni sono dovuti passare prima dell’uscita finale, e pare che in questi 2 anni il gioco non abbia fatto altro che peggiorare.

Voto: 7/10

 

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Mitja Bichon

Nato a Pontedera il 24/08/95, attualmente vivo a Firenze. Sono il fondatore e direttore di verynerdpeople.it. Sono un grande appassionato di libri e film, tendendo ai generi horror, fantascienza e fantasy. Sono inoltre un appassionato di videogiochi openworld.