The Midnight Man

RECENSIONE: The Midnight Man (Travis Zariwny, 2016)

The Midnight ManThe Midnight Man è uscito nelle sale italiane l’11 Gennaio ed è il remake di una pellicola del 2013 dell’irlandese Rob Kennedy. La storia è ispirata a una celebre creepypasta, ovvero quel genere letterario diffusissimo su Internet, paragonabile alle leggende metropolitane del passato scritte da autori anonimi su forum o blog di genere.

La creepypasta trattata in questo film è quella del Gioco di Mezzanotte, un presunto rito pagano utilizzato per punire chi ha disobbedito alle leggi della religione pagana seguita. Seguendo una serie di istruzioni, tra le quali quella di iniziare esattamente a mezzanotte come da titolo, si fa entrare nella propria casa l’Uomo di Mezzanotte, dalla quale si deve sfuggire fino alle 3:33 per poter vincere. All’Uomo di Mezzanotte non piace perdere e attaccherà sfruttando le paure più profonde del giocatore.

The Midnight Man ha destato molta curiosità prima dell’uscita in Italia, nonostante l’orribile accoglienza avuta in America, dovuta soprattutto alla presenza di due icone del cinema horror, Robert Englund (il Freddy Krueger della serie Nightmare) e Lin Shaye (la protagonista della saga di Insidious, nonché presente anche in alcuni episodi di Nightmare).

Purtroppo, nonostante l’ottima interpretazione dei due attori, il resto del cast, ovviamente giovane, non è all’altezza, così come non è all’altezza la sceneggiatura, con personaggi che appaiono all’improvviso senza una spiegazione e regole del gioco che vengono raggirate senza nessuno che se ne accorga. Quando si racconta una storia, anche se di finzione, bisogna essere coerenti con le regole e il mondo alla quale si è pensato, non prendersi libertà incoerenti utili solo ad infastidire lo spettatore.

Da apprezzare l’idea di tornare ad un certo cinema horror del passato non solo con Englund e Shaye, ma anche con l’eliminazione del digitale. Infatti gli effetti speciali della pellicola sono tutti costruiti in maniera artigianale con un effetto visivo non proprio dei migliori per il pubblico giovane di oggi, ma apprezzabile per chi ha voglia di un po’ di nostalgia dei grandi artisti dell’effetto speciale fatto a mano.

Purtroppo, però, questo effetto nostalgia viene vanificato dall’eccessivo uso di jump scares, The Midnight Man ne è costellato per tutto l’arco dei 90 minuti, sentore che Zariwny non sa come spaventare il suo pubblico se non aumentando il volume improvvisamente per destare lo spettatore dormiente.

In conclusione possiamo dire, purtroppo, che The Midnight Man ha deluso su tutti i fronti e sono poche le cose che si salvano da questo pasticcio che Robert Englund e Lin Shaye non sono riusciti a risollevare o, almeno, non del tutto. E’ sempre un piacere ritrovarli sul grande schermo ma li aspettiamo in pellicole di maggiore caratura.

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Ho 29 anni, di Salerno, ma residente a Milano, sono un divoratore di film, specialmente horror, musical e animazione. Amante anche delle serie TV, dei buoni libri e di qualunque cosa rappresenti Arte.

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