RECENSIONE-The Expanse S1

Recentemente Universal Pictures ha rilasciato in DVD la prima stagione di The Expanse, serie tratta dai romanzi di successo di Daniel Abraham e Ty Franck. Trasmessa su Netflix fino a settembre scorso, adesso la serie, rinnovata per una quarta stagione, fa parte delle produzioni Amazon. Riassumiamo in breve il primo episodio: 

Il genere umano è riuscito a colonizzare il sistema solare. Ma nonostante questa incredibile conquista gli equilibri fra colonie e pianeta madre, la Terra, sono molto precari. Specialmente Marte, che ormai si è staccato dal controllo terrestre, minaccia seriamente la sopravvivenza del pianeta azzurro. Il conflitto che è sempre sull’orlo di nascere di basa sul controllo di Cerere, una colonia terrestre di schiavi addetti al rifornimento di acqua e aria, che iniziano ad intravedere i primi effetti di tante generazioni sottoposte ad una diversa gravità. Proprio su Cerere il detective Josephus Miller (Thomas Jane) indaga sulla scomparsa di una ricca e importante cittadina terrestre. Al contempo la nave Canterbury, seguendo la richiesta di soccorso di una donna su una misteriosa navicella, viene attaccata da una nave marziana, facendo forse così scattare la scintilla della guerra. 

Iniziamo specificando che si tratta di una serie di fantascienza assolutamente plausibile, più di quanto possano esserlo Star Wars o Star Trek in cui compaiono alieni di ogni forma o colore e pianeti o sistemi solari di cui, ancora, non conosciamo l’esistenza. The Expanse inizia nel nostro sistema solare con la Terra, la Luna, Marte e la cintura di asteroidi. Ambientata 200 anni nel futuro, sottolinea fin dal primo episodio come gli equilibri fra esseri umani non siano evoluti quanto le tecnologie che hanno permesso la colonizzazione spaziale. Ma anzi, viene mantenuto lo schiavismo, lo sfruttamento e, in questo caso, viene introdotto una specie di ricatto della gravità che strazia il corpo e rende la Terra il pianeta dell’élite umana. Credo quindi che già i primi episodi diano ottimi spunti di riflessione. 

Per quanto riguarda la storia, i cui espedienti narrativi descritti sopra fanno da cornice, devo dire che le parti più coinvolgenti sono senz’altro quelle di Canterbury e i tentati attacchi alla Terra. La parte del detective Miller a questo punto della storia non dà il suo massimo. Complice anche il fatto che il personaggio è caratterialmente già visto e rivisto e il doppiaggio non eccezionale e una sceneggiatura talvolta lenta non aiutano. Nonostante questo, stiamo parlando solo della prima stagione e ancora la storia ha tanto da dare. Una nota di merito va senz’altro alle scenografie, ben realizzate e realistiche e alla colonna sonora veramente coinvolgente che ricorda vagamente un misto fra quella di Battlestar Galactica, The Walking Dead e il Gladiatore. 

Se dunque state cercando una nuova serie da guardare questa è consigliata! 

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