Recensione: La Terra di Mezzo – L’Ombra di Mordor

Si sa, ormai più pubblicità si fa ad un videogioco più questo viene valutato bene, la maggior parte della stampa specializzata dà voti alti a prodotti che, visti con un occhio neutro, molto probabilmente non lo meritano. Ecco, ma cosa succede quando ad un gioco non viene fatta tutta questa pubblicità?

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Bhè, in tal caso si può star un po’ più tranquilli e ci si può fidare dell’opinione che i redattori hanno del gioco di turno. Bene, questa volta tocca a L’Ombra di Mordor, titolo sviluppato dai Monolith, ragazzi che anni fa diedero alla luce i discreti FEAR e FEAR 2, degli FPS horror che riuscirono a piacere senza però entusiasmare. Dopo aver lasciato il loro più famoso brand a dei meno fortunati Day 1 Studios, i Monolith sembrarono sparire nei meandri della Warner Bros…. fino all’annuncio, accompagnato da un video gameplay, di Shadow of Mordor (L’Ombra di Mordor).

Il titolo si è presentato fin da subito come un free roaming abbastanza tipico, forte del famoso Freeflow Combat System progettato e perfezionato dalla serie Arkham (anche questo marchio di possesso della Warner) e di un’ambientazione di sicuro impatto: la Terra di Mezzo.

L’universo ideato da Tolkien è infatti la prima grande novità a saltare all’occhio, erano anni che i fan del fantasy chiedevano un free roaming ambientato nella splendida Arda; l’altra arma che hanno usato i Monolith è il Nemesis System (o Sistema Nemesi) il quale crea casualmente gli avversari che dovremo affrontare, fa sì che si contendano fra di loro il ruolo di comandante e spinge loro a non perdere occasione per pugnalare alle spalle. Mischiate tutto questo alla presenza di un alter ego posseduto da uno spettro ed a qualche personaggio preso di peso dalla realtà LOTRiana e otterrete una formula…. esplosiva o vincente?

Mettiamo le mani avanti: L’Ombra di Mordor non è un’innovazione in nessun campo, e non ha intenzione di esserlo. L’Ombra di Mordor copia (il chè non è una cosa così terribile) delle meccaniche dalla serie di Assassin’s Creed. L’Ombra di Mordor usa lo stesso sistema di combattimento della serie Batman. Bene, ora che ho chiarito questo punto, direi che possiamo davvero iniziare.

Partiamo dalla Storia e dal Gameplay: se non si fosse già capito stiamo parlando di un free roaming ambientato a Mordor, fra la Seconda e la Terza Era della Terra di Mezzo, in pieno ritorno di Sauron, l’Oscuro Signore. In parole povere ci troveremo a scorrazzare per gli ancora verdeggianti domini dell’Occhio, intenti ad uccidere uno ad uno i comandanti del suo emissario: la Mano Nera di Sauron; quest’individuo si è infatti macchiato del sangue nostro e della nostra famiglia con l’intento di richiamare lo spettro di un antico Elfo (la cui identità viene svelata ed approfondita nell’avventura); apparentemente però, questo spettro ha preso noi invece che lui, riportandoci in vita ed armandoci dei suoi poteri.

Non ho intenzione di dirvi molto al riguardo, posso però dirvi che potremo affrontare il tutto in maniera silenziosa, saltando da una rovina all’altra per uccidere i balestrieri, come potremo affrontare faccia a faccia le orde di Uruk che sorvegliano l’accampamento di turno. I combattimenti, per quanto offrano un’ultima possibilità in caso di sconfitta, portano la difficoltà poco al di sopra della media e sconsigliano quindi approcci avventati. Non manca infine la possibilità di usare armi a distanza, cavalcare bestie selvagge ed immergersi nella vita di Mordor, origliando conversazioni e lasciando che il tempo scorra per osservare come i ranghi dell’esercito dell’Oscuro Sire si sfoltiscano e si riempiano senza che noi facciamo alcunchè.

Anche dal lato tecnico abbiamo un prodotto notevole, solido e piacevole, con ottime ambientazioni ed ottimi effetti di luce. Le Texture sono di alta qualità e buona parte degli effetti anche; un ottimo lavoro è stato fatto anche riguardo l’ottimizzazione, il gioco non richiede computer della NASA per essere giocato e goduto nonostante anche ad impostazioni basse vanti un aspetto molto piacevole (grazie anche alla scelta dei colori). Il doppiaggio è stato completamente rifatto in italiano e per quanto a volte sembri di ascoltare uomini invece che orchi (causa cattivi lavori di distorsione vocale) il lavoro fatto è comunque lodevole. Molte delle voci scelte sono palesemente inesperte, ma il solo fatto che sia presente la traduzione non può che fare piacere.

L’Ombra di Mordor è un ottimo gioco. Abbiamo già potuto collaudare le sue meccaniche in molti altri prodotti, ma questo è frutto di un miscelamento di elementi interessanti e miglioramenti; da sottolineare le particolarità portate dal Nemesis System e dall’ambientazione. In poche parole? Un prodotto riuscito; e probabilmente un prodotto che, se avesse osato di più, avrebbe meritato ancora di più.

 

Voto: 8,5/10

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