Recensione – Suits: il completo della legge

Suits

Dal 19 maggio scorso, giorno del Royal Wedding tra Meghan Markle e il principe Henry, c’è una serie che è sulla bocca di tutti: Suits. Nel legal drama la nuova Duchessa di Sussex interpretava infatti uno dei personaggi principali della serie, Rachel, ora abbandonata perché non in linea con il suo nuovo ruolo diplomatico. E’ da sottolineare il fatto che la serie non deve la sua fama solo alla nuova vita coniugale della Markle, anzi, ha un grande seguito, specialmente da quando è approdata su Netflix, tanto che quest’anno è stata rinnovata per una ottava stagione che vede la Duchessa sostituita da Katherine Heigl. Di recente la Universal Pictures Home Entertainment ha rilasciato l’edizione in DVD della quinta stagione e a breve uscirà anche la sesta. Vediamo in breve la trama:

Harvey Specter (Gabriel Macht) è un giovane e ambizioso avvocato appena nominato socio senior del prestigioso studio Pearson-Hardman di New York e deve scegliere un proprio associato junior da formare e con cui lavorare, fatto che non lo entusiasma. Il requisito fondamentale che devono avere i candidati per il posto è l’essersi laureati ad Harvard, dato che lo studio assume solo avvocati formatosi nella prestigiosa università di Boston. E’ ai colloqui che Harvey incontra Mike (Patrick J. Adams), un giovane spacciatore e truffatore dalla memoria eccezionale, una memoria eidetica, che non è riuscito a finire il college perché scoperto ad imbrogliare ai test. Colpito dalle straordinarie capacità del ragazzo, Harvey decide di assumerlo consapevole che potrebbe costargli la carriera e l’intera reputazione dello studio.

Ideata da Aaron Korsh e trasmessa in America dal 2011 dalla Usa Network, Suits è una serie totalmente incentrata sulle vicende dello studio di Jessica Pearson (Gina Torres), continuamente messo alla prova da collaboratori disonesti, avidi associati e dal segreto di Mike, segreto che Harvey e gli altri avvocati cercano di proteggere il più possibile. Questi ultimi ci mostrano un mondo, il lato nascosto ed elitario della legge, fatto di imbrogli, cinismo, narcisismo, lusso sfrenato e codici morali assolutamente e non raramente interpretabili. Nonostante queste, la serie tiene costantemente incollati allo schermo fino all’ultimo episodio anche chi non è avvezzo al genere (ad esempio alcuni di noi di VNP) coinvolgendo lo spettatore continuamente con nuovi colpi di scena.
Una nota di merito va dedicata agli sceneggiatori che impreziosiscono lo script con freddure e battute davvero geniali che scolpiscono ancora meglio le personalità dei cinici e stakanovisti avvocati in abito elegante. Ottima l’interpretazione degli attori, molto curate le scenografie e dinamica la colonna sonora.

Insomma, una serie da consigliare? Assolutamente sì. Se vi piace il genere, gli intrighi e le lotte di potere la amerete e se non l’avete mai provato questa può essere un primo esperimento.

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Juliet

Salve a tutti. Sono Annalisa Ballerini, una cinefila entusiasta di condividere con un pubblico la propria passione per la settima arte!