Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio – un giallo multietnico

scontro di civiltà per un ascensore a piazza vittorioIn un momento in cui si parla tanto di immigrazione, ma senza mai rivolgersi ai diretti interessati, occorre forse andare a ripescare  “Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio” dello scrittore algerino Amara Lakhous, uscito 11 anni fa per Eo, ma sempre, anzi sempre più, attuale. Non è un trattato sulla situazione, né un racconto dei viaggi o dei motivi che portino ad emigrare dall’Africa, ma un semplice ed esilerante giallo, un giallo che però ha sullo sfondo niente di meno che uno dei capolavori della letteratura italiana : Quer pasticciaccio brutto de via Merulana.

In un grande palazzo che potrebbe rispecchiare qualsiasi palazzo d’Italia, o l’intera Italia in piccolo, c’è stato un omicidio, un cadavere è stato trovato in ascensore. Ogni inquilino, a cui viene chiesto chi sia Amedeo – l’abitante nel condominio sospettato dell’omicidio in quanto scomparso dopo il fatto – racconta la sua opinione in proposito, la sua “verità”. Questa opportunità però diventa per ognuno la possibilità di esprimere la verità sulla propria vita, su quella del condominio, d’Italia e globale. Ma la verità della portiera napoletana non è quella del professore di storia milanese, che è ancora diversa da quella del cuoco iraniano, del barista romano, del appassionato di cinema neorealista olandese o della badante peruviana.

Terreno di scontro è soprattutto l’ascensore del palazzo, luogo comune che diventa terra di conquista: “c’è chi vuole mettere l’aria condizionata d’estate e il riscaldamento d’inverno, c’è chi propone di mettere il crocefisso e la foto del papa e di Padre Pio e chi rivendica un ascensore laico e senza nessun simbolo religioso.” c’è poi chi, come Benedetta, la portiera, lo considera proprio e vuole decidere chi ne abbia diritto all’accesso, e c’è chi invece, come Amedeo, sceglie piuttosto le scale: l’ascensore lo opprime come una tomba.

Amedeo preferisce un altro spazio, il suo bagno, il “nido” da cui a fine di ogni capitolo ci parla, commentando di volta in volta i fatti narrati dai personaggi visti dal suo punto di vista. E’ lui ad accorgersi  che lo scontro tra civiltà ha sullo sfondo uno scontro tra verità. Uno scontro che gli pare talmente irrisolvibile da fagliela odiare, da fargli sostenere che sia inutile conoscerla, che essa “e amara come una medicina. Bisogna perla a piccole dosi, perchè può causare la morte”. Anche la soluzione del giallo, la verità su Amedeo, sulla sua colpevolezza o innocenza, sulla sua stessa persona sarà portata alla luce poco a poco e…  Nulla dovete leggerlo!

Se un omicidio è una disgrazia, il libro  è una divertentissima commedia all’italiana, che mette – usando le parole di Amedeo-  “in evidenza i  paradossi” della nostra società, unendo “tragedia e commedia, ironia e critica seria”. Ne emergono infatti un condominio e un paese sfaccettati,  pieno di diversità che, se fanno la nostra ricchezza, rendono ancora difficile il riconoscersi come comunità. Proprio attraverso lo scontro con lo straniero sembra si cerchi di creare tale unità, ed emerge anche nel libro, qua e là, il ruolo dei media nella configurazione di tale conflitto che sempre più spesso sfocia in episodi e ideologie di razzismo.

Ma l’idea di lasciar parlare ogni inquilino è l’antidoto al problema, permettendo al lettore di sperimentare come la realtà possa essere letta da tantissimi punti di vista, facendo cadere pregiudizi e preconcetti ,indicando la relatività di ogni cosa e la necessità di ascoltarsi. Per un italiano invertire nome e cognome su un documento può essere una cosa di poco conto, al bengalese Iqbal provoca un dolore tale da fargli venire l’ulcera…

Divertitevi e pensate attraverso la lettura di questo breve giallo (127 pp). Si può leggere tutto di un fiato in una giornata facendosi prendere dall’intrigante e assurda storia, e si può leggere tre, quattro, cinque volte scoprendo ogni volta qualcosa di nuovo, nuovi importanti temi trattati che all’inizio ci erano sfuggiti. Si può leggere come si vuole insomma, l’importante è farlo:merita davvero! In BOCCA ALLA LUPA! (leggendo capirete perchè)

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Leda
Caos, caos dappertutto! Anche adesso, nello scrivere la presentazione. Vorrei dire mille cose, ma non c’entrano. Mi dispiace, vi toccherà leggere i miei articoli se vorrete conoscermi! Lì, ve lo prometto, cercherò di metterci sempre me stessa
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