Recensione Porcupine Tree – Fear of a Blank Planet (2007)

Per darvi un’ idea di ciò che vi aspetta leggendo questa recensione, posso solo dirvi una cosa: Non è un album che si ascolta solo per apprezzarne la musica, è un’ opera di critica e introspezione collocabile nella realtà sociale di giovani ed adolescenti del ventunesimo secolo.

fear of a blank planet

La copertina stessa dell’ album è tanto semplice quanto sconcertante. Il volto di un bimbo con sguardo plumbeo e spento, come privato della classica spensieratezza che da sempre ha caratterizzato i bambini.

Questo perchè con una serie di tracce (poche in realtà, solo 6) i Porcupine Tree descrivono la realtà odierna, con parole semplici e dirette.

La semplicità è uno dei punti forti di quest’ album, il cui ascolto risulta immediato, capace di catturare l’ attenzione dell’ ascoltatore grazie alla non eccessiva sofisticatezza delle melodie. Esse infatti sono capaci di rimanere impresse già dal primo ascolto, cosa che di rado accade, specialmente quando si ascolta un album Progressive.

La scelta di utilizzare solo sei tracce è data dal desiderio di Wilson di rendere appunto l’ ascolto diretto e di non creare un atmosfera in cui i pezzi si susseguono senza mai capire quanto mancherà alla fine del disco.

Per comporre quest’ album, è stata presa come fonte d’ ispirazione la storia Lunar Park, un’ opera letteraria il cui protagonista narra le difficoltà e la vita di un padre. Fear of a Blank Planet prende invece il punto di vista del figlio, che spiega il disagio che molti giovani provano al giorno d’ oggi nel confrontarsi con una società fatta di sesso, videogiochi ed inesistenti relazioni personali.

E’ proprio questo che rende il disco un lavoro incredibilmente personale, che ogni lettore può rendere proprio leggendo le Lyrics di ogni singolo pezzo.

Da menzionare particolarmente il pezzo Anesthetize, una suite di ben 17 minuti, considerabile come “un album nell’ album”, dal momento che è divisa in più sottotracce, ben distinte fra loro. Nonostante la durata, essa scorre senza esser ripetitiva ne noiosa all’ ascolto, divenendo presto un tormento per la mente dei più accaniti ascoltatori.

Per terminare questa recensione (che ribadisco come nell’ articolo precedente, è frutto dell’ opinione personale del sottoscritto, e può essere condivisa o meno) consiglio a chiunque l’ ascolto di quest’ album, tanto che lo inserirei nella mia personale lista di tutto ciò che va ascoltato almeno una volta nella vita.

Voto finale dell’ album:
92/100

 

Ti è piaciuto l’articolo? E’ di tuo gradimento?

Condividilo, e ti ricordiamo che puoi seguirci anche su Facebook per rimanere sempre aggiornato.

 

 

Condividi su