La vedova WInchester

RECENSIONE: La vedova Winchester (Michael Spierig – Peter Spierig, 2018)

La vedova WInchesterI fratelli Michael e Peter Spierig sono due affermati registi nel panorama horror e fantascientifico e hanno dato vita a bellissime pellicole come Undead (2003) e lo straordinario Predestination (2014) con Ethan Hawke, frenando bruscamente con lo scadente Saw Legacy (2017). In La vedova Winchester i due gemelli si cimentano nella classica storia della casa stregata, tratta dalla storia vera della Winchester Mystery House che si dice sia la casa più infestata di spiriti del mondo ed è per questo una delle attrazioni turistiche più famose della California. Il film è ambientato nel 1906 e a recitare il ruolo di Sarah Pardee Winchester c’è la bravissima Helen Mirren. Sarah è una vedova che eredita l’azienda dei fucili Winchester alla morte del marito e costruisce, grazie a essa, una labirintica magione nella quale, convinta di essere perseguitata dagli spiriti dei caduti tramite i fucili dell’azienda, ricrea in ogni stanza le circostanze della morte di ognuna di queste permettendo ai morti di ritornare sotto forma di spirito e risolvere i conti in sospeso. Al fianco di Helen Mirren troviamo un buon Jason Clarke nel ruolo dello psichiatra Eric Price, mandato dai soci minoritari della Winchester a fare una perizia sullo stato mentale di Sarah in modo da estrometterla dal consiglio d’amministrazione.

Tutto il film è ambientato in Australia e la casa Winchester è stata ricostruita sotto ogni minimo dettaglio dagli scenografi rendendo indistinguibile il frutto del loro lavoro dalla parte reale. Ciò che pecca nel film degli Spierig è la sceneggiatura, imbevuta di cliché tipici del genere come i numerosi jump scare, i cigolii, le folate di vento che spengono le candele, il giocattolo che sfreccia improvvisamente sotto il letto, l’immancabile canto inquietante di un bambino e numerosi altri. Nel tentativo di dare molto spazio all’azione, la caratterizzazione dei personaggi è molto superficiale e, nonostante la buona prova degli attori, manca completamente l’empatia con essi. Eppure Marion Marriott (Sarah Snook), nuora di Sarah e mamma disposta a tutto pur di salvare il piccolo figlio Henry, sarebbe stato un personaggio molto interessante se fosse stato approfondito invece che ridotto semplicemente a cavia per fare andare avanti la storia di fantasmi.

Il tema de La Vedova Winchester è chiaro: la denuncia alla violenza armata e a una società fondata sulle armi, argomento molto attuale. Purtroppo questo argomento è solo accennato e usato come semplice pretesto per fare andare avanti la narrazione, anche se tutte le dinamiche filmiche diventano prevedibili pochi minuti dopo l’inizio del film. Purtroppo i fratelli Spierig, causa una sceneggiatura (scritta dai due con Tom Vaughan) rivedibile, non riescono a replicare i fasti di Predestination confermandosi sui livelli del mediocre Saw Legacy. Il talento ai due non manca, quindi sono attesi al varco del prossimo progetto.

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Ho 29 anni, di Salerno, ma residente a Milano, sono un divoratore di film, specialmente horror, musical e animazione. Amante anche delle serie TV, dei buoni libri e di qualunque cosa rappresenti Arte.