RECENSIONE – la trilogia di Kung Fu Panda!

RECENSIONE – la trilogia di Kung Fu Panda! 

La Dreamworks non è la mia casa di produzione di film d’animazione preferita. Prima, senza alcun dubbio, viene la Pixar (scelta un po’ scontata forse). Eppure è impossibile non riconoscerle come sia in grado, nella maggior parte dei casi, di produrre dei veri e propri capolavori adorati dal pubblico. Uno fra questi è la serie dei film di Kung Fu Panda con protagonista l’impacciato e insicuro panda Po. Iniziata nel 2008, la serie ha ottenuto incassi strabilianti, specialmente nel nostro paese scalando le classifiche e le aspettative dell’azienda stessa. E non è quindi un caso che la casa di distribuzione di questi successi, la Universal Pictures Home Entertainment, quest’anno, con il Natale alle porte, abbia deciso di rilasciare un’edizione in DVD completa di tutti e tre i film. Vediamo brevemente di cosa tratta ogni film: 

Kung Fu Panda (Capitolo 1- 2008): Po è un panda che vive in un piccolo villaggio della Cina e aiuta il padre adottivo, un’oca, a gestire il chiosco di spaghetti di famiglia. Po però ha altre ambizioni: vuole imparare il kung fu, nonostante il suo fisico poco prestante e la sua goffaggine. Una minaccia incombe, un vecchio allievo di Shifu, maestro dei Cinque Cicloni, protettori della valle, di nome Tai Lung, per conquistare il titolo di Guerriero Dragone con la forza e ottenere così la leggendaria e potente Pergamena del Drago. A seguito di varie circostanze e peripezie Po viene nominato dal maestro Oogway, Guerriero Dragone e ora ha il compito di difendere la valle e deve così iniziare l’addestramento col maestro Shifu. 

Kung Fu Panda 2 (2011): Una nuova minaccia incombe sulla valle. Il pavone Shen vuole costruire un’arma con cui sottomettere tutta la Cina. In passato al pavone era stato predetto che sarebbe stato sconfitto da un guerriero bianco e nero e per ingannare il destino aveva sterminato tutti i panda della Cina. Po, scontratosi con uno dei suoi scagnozzi, decide di fermare il pavone. Quest’ultimo, turbato dal vedere che esiste ancora un panda in vita, inizia a temere che la profezia possa ancora avverarsi ed è più determinato che mai a portare avanti il suo piano. 

Kung Fu Panda 3 (2016): Oogway si trova nel Regno degli Spiriti dove si scontra col suo acerrimo nemico Kai. Quest’ultimo, dopo aver rubato il Chi del maestro riesce a tornare nel mondo del mortali determinato a sconfiggere il Guerriero Dragone e distruggere l’eredità di Oogway. Nel frattempo Po conosce suo padre, che era giunto nella valle per ritrovarlo, ma l’allegria viene immediatamente interrotta dai guerrieri di giada di Kai e i due panda si rifugiano nel villaggio segreto dei panda dove Po può imparare a padroneggiare il potere del Chi per sconfiggere il suo nuovo nemico. 

La serie dei Kung Fu Panda ha conquistato il pubblico per varie ragione. In primis si tratta di una storia per tutta la famiglia (non solo bambini, come lo stereotipo dell’animazione prevede) in cui l’eroe che salva i deboli e gli innocenti, che protegge la valle, non è un figlio di un re, non è un valoroso cavaliere, bensì è un bravo ragazzo/panda come tanti che ha un sogno, che ha passione e fa di tutto affinché le sue aspirazioni si realizzino con umiltà e forza di volontà. Il tutto, ed arriviamo al secondo punto, narrato con l’ausilio di una comicità alla portata di tutti, anche dei bambini, leggera e vincente senza cadere troppo nel volgare o nel banale. Terzo, i colori e le animazioni sono spettacolari e l’ambientazione e la cultura orientali attraggono sempre molto noi occidentali. Per ultimo poi, le storie sono veramente carine, semplici ma d’effetto che non possono non coinvolgere ad ogni capitolo.

Una nota di merito però va al terzo, dove si affronta un tema fondamentale per il nostro tempo: le coppie arcobaleno e l’adozione. Pur essendo figlio di due panda (ovviamente di sessi opposti), Po, già all’inizio del terzo capitolo, si ritrova con due padri: l’oca, che l’ha cresciuto quando l’ha trovato, e il padre biologico, il panda. Lungo tutto il film, attraversando gelosie, specialmente da parte dell’oca, e problemi di accettazione reciproca dei sue padri, si arriva alla conclusione che finché c’è l’amore una famiglia è sempre una famiglia indipendentemente dal sesso dei genitori o la parentela biologica. E affermare questo, in un film cui assistono anche i bambini, è un passo da giganti nell’accettazione da parte di noi adulti di questo scoglio che sembra insormontabile, ma che non lo è, che affligge il nostro vivere comune. Per questo faccio i miei complimenti agli sceneggiatori e a chiunque abbia contribuito a far cadere questi tabù. 

Che dire, se state decidendo qualche DVD regalare per questo Natale, la serie dei Kung Fu Panda è sempre una valida alternativa sia per gli adulti che per i bambini. Buone Feste a tutti e buona visione! 

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