Jukai

RECENSIONE: Jukai – La foresta dei suicidi (Jason Zada, 2016)

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Poche settimane fa è salito alla ribalta, tra lo scandalo generale, un video dello Youtuber Logan Paul che, andando in Giappone, ha visitato la foresta di Aokigahara, famosa per essere la foresta dei suicidi, e ha girato un video imbattendosi in un corpo impiccato.

La pellicola della quale parliamo oggi è proprio ambientata in questa foresta. Uscito nel 2016 fuori dai confini italiani, Jukai – La foresta dei suicidi è uscito nelle sale italiane il 24 settembre 2017, con la regia di Jason Zada, al suo esordio. La storia narra di Sara (Natalie Dormer) che parte per il Giappone per ritrovare la sorella gemella Jess (sempre la Dormer), scomparsa in circostanze misteriose nella foresta di Aokigahara, famosa per essere la foresta dei suicidi. Tutti gli indigeni la credono morta, ma Sara è convinta che si sia solo persa e, con l’aiuto di Aiden (Taylor Kinney) e di un vigilante addetto al recupero dei corpi (Jozef Aoki), si inoltra nella foresta dove si dice che gli Jurei, spiriti del bosco, giochino con la tristezza della gente per portarla a togliersi la vita.

Molto interessante e bella è la scena iniziale del film dove Sara ha la sensazione che sia successo qualcosa a Jess per percezione gemellare, una scena che ti catapulta subito nel vivo della pellicola e mette in moto immediatamente la trama. Peccato che il ritmo frena bruscamente una volta che Sara arriva in Giappone. Zada non riesce a fare ciò che è riuscito a fare Verbinski con il remake di The Ring, ovvero rendere viva la ricerca di Jess anche attraverso i dialoghi e le interviste alla gente del posto.

Purtroppo le cose non cambiano quando Jukai dovrebbe entrare nel vivo, ovvero quando i ragazzi entrano nella foresta, trasformandosi in un normalissimo e noiosissimo misto tra ghost movie orientale e Blair Witch Project in un campionario di scene viste e straviste. Non aiutano neanche gli attori a rendere interessante il tutto, in special modo Taylor Kinney (che molti avranno potuto “apprezzare” nel ruolo di Kelly Severide in Chicago Fire) che sembra quasi scocciato di essere lì, e propone una recitazione monoespressiva, non aiutata nemmeno dal doppiaggio. Un po’ meglio la Dormer (La Margaery Tyrell di Game of Thrones), ma niente che possa salvare il valore complessivo della pellicola.

Un vero peccato che Jukai – La foresta dei suicidi non abbia confermato il buon inizio, poteva uscire veramente qualcosa di interessante. Jason Zada è al suo esordio, non sembra attualmente che abbia in mente di dirigere altri film, però io un’altra possibilità gliela concederò, qualora esca fuori qualche nuovo progetto.

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Ho 29 anni, di Salerno, ma residente a Milano, sono un divoratore di film, specialmente horror, musical e animazione. Amante anche delle serie TV, dei buoni libri e di qualunque cosa rappresenti Arte.

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