Recensione Iron Fist : un grande Mah…

 

 

recensione iron fist

Restando sempre su Netflix dopo Thirteen reasons why, cambiamo completamente tema e passiamo ad una serie  molto più leggero. Vi è mai capitato di vedere un trailer di un qualunque film, avere l’hype a mille, correre subito al cinema per poi pensare: “Mah, pensavo fosse meglio”..?

Ecco questa è la mia impressione su Iron fist, quarta serie tv prodotta da Netflix in collaborazione con la Marvel. Se le prime due stagioni di Daredevil hanno raggiunto l’apice della bellezza, andando avanti con il progetto di creare i Difensori, (una sorta di Avengers dei telefilm) gli autori si sono persi nell’enorme oceano delle serie tv “mediocri”. Questo perchè la qualità generale è scesa (rimanendo sempre su un discreto livello eh), facendoci perdere quel qualcosa in più che le caratterizzava. Quindi dopo Daredevil (Charlie Cox), Jessica Jones (Krysten Ritter), Luke Cage (Mike Colter), è arrivato il turno di Danny Rand (Finn Jones, interprete di Loras Tyrell in Game of Thrones) meglio conosciuto come Iron fist (o Pugno d’Acciaio se preferite).

Il protagonista, Danny Rand, era stato creduto morto a causa di un incidente aereo avvenuto 15 anni prima alle pendici dell’Himalaya, le uniche vittime furono invece i genitori Wendell e Heather Rand (David Furr e Victoria Haynes).  Danny fu trovato da dei monaci, i quali lo istruirono donandogli il potere del pugno d’acciaio (oltre ovviamente alla padronanza del Kung-Fu). Il monastero si trova a K’un-Lun, un posto ai limiti della realtà; il portale per raggiungerlo si apre circa ogni 15 anni e lo scopo dell’Iron fist di turno sarebbe quello di proteggerlo, ovviamente il nostro caro protagonista decide di scappare e tornare a casa. Questo perchè pensa che la Mano, una società segreta acerrima nemica di K’un-Lun, si trovi lì a New York.

recensione iron fist

foto presa da thisisinsider.com

La caratterizzazione del nostro eroe è pari a zero, sembra non avere una personalità propria. Fortunatamente non tutti i personaggi hanno subito il suo stesso destino, anzi, è grazie a gente come Harold Meachum (David Wenham) e Colleen Wing (Jessica Henwick) che la serie viene resa accettabile. Il primo è totalmente l’opposto dell’eroe, un padre poco affettuoso, bastardo, egoista e disposto a tutto per raggiungere i suoi scopi, insomma un personaggio fantastico (interpretato altrettanto bene). La seconda è una semplice insegnante di un dojo che verrà coinvolta da Danny, è bella, simpatica e dotata di una grande forza d’animo, non penso si possa chiedere di più. Purtroppo queste sono le uniche cose buone, infatti per il resto la trama è sviluppata male, i flashback non servono quasi a niente, e i primi episodi sono assolutamente inutili, non hanno uno scopo. Come in tutte le serie tv Marvel/Netflix appare Claire Temple (Rosario Dawson), questa dovrebbe essere il ponte per congiungere tutti e 4  i difensori di New York e in quest’ultima apparizione perde un pò di importanza; se in Daredevil, Luke Cage e Jessica Jones si è rivelata un ottimo aiuto, qui il suo ruolo è assolutamente marginale. Quindi in questo caso serve solo per il progetto Difensori.

Consiglio la visione a tutti coloro interessati  ad avere un quadro completo nell’attesa di The Defenders in arrivo quest’estate. In caso contrario potete anche evitarla tanto non aggiunge e ne toglie nulla al mondo delle serie tv.

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