Insidious 4 - L'ultima chiave

RECENSIONE: Insidious 4 – L’ultima chiave (Adam Robitel, 2018)

Insidious 4 - L'ultima chiave

Il 18 gennaio è uscito al cinema Insidious 4 – L’ultima chiave, il quarto episodio della saga di successo iniziata nel 2010 sotto la regia di James Wan e sceneggiata da Leigh Whannell per tutti e quattro i film e che vede come protagonista la parapsicologa Elise Rainier (Lin Shaye) e i suoi due simpatici assistenti, Tucker (Angus Sampson) e Specs (lo stesso Leigh Whannell). Prodotto dalla Blumhouse Production di Jason Blum, ormai maestro delle produzioni a basso budget di successo (i Paranormal Activity, gli Insidious, i due Sinister, Oujia, Scappa: Get Out e Auguri per la tua morte tra gli altri), e da James Wan, il film ha regalato al box office il maggiore incasso di tutti e quattro  i lungometraggi portando a casa più di 166 milioni di dollari  worldwide.

In questo nuovo episodio, Elise dovrà combattere contro i fantasmi del passato perché verrà chiamata a risolvere un problema di spiriti da un certo Ted Garza (Kirk Acevedo) che abita proprio nella casa dove Elise è cresciuta e ha iniziato ad avere il dono di vedere gli spiriti e, per questo, subire le punizioni di un padre molto severo (Josh Stewart). I vari flashback dell’infanzia di Elise, in particolare quello che dà inizio al film, sono molto suggestivi e i personaggi sono molto ben caratterizzati considerando che siamo nel 1953 e la società era ancora molto maschilista. Fatto sta che si assiste impotenti e arrabbiati alle angherie che Gerald Rainier fa alla piccola Elise e alla sottomissione della mamma Audrey (Tessa Ferrer) che non può fare di più che proporsi come scambio per le percosse.

Per quanto riguarda l’ambientazione ai giorni nostri (più esattamente nel 2010), Insidious 4 – L’ultima chiave propone, bene o male, le stesse caratteristiche che abbiamo potuto ammirare negli episodi precedenti, ovvero una casa piena di spiriti, un mostro che vuole uccidere le persone care a Elise e i siparietti comici più o meno efficaci di Specs e Tucker utili a sdrammatizzare e, purtroppo, anche un po’ a distrarre allentando la tensione che Robitel (che è qui al suo secondo lungometraggio, ha esordito con un found footage molto apprezzato dal titolo The Taking of Deborah Logan) riesce a creare abbastanza bene sin dall’entrata di Elise nella sua vecchia casa. Veniamo a conoscenza delle figlie di Christian, fratello di Elise che, da piccolo, fu abbandonato da Elise in balia del padre. Imogen e Melissa Rainier (Caitlin Gerard e Spencer Locke) finiranno inevitabilmente sotto le grinfie abbastanza goffe dei due assistenti di Elise e il caso passa in secondo piano sia per loro due che, di conseguenza, per lo spettatore, provocando una pericolosa, anche se piuttosto divertente, distrazione verso la trama principale.

Non è eccessivo, ma comunque presente, l’uso dei jump scare, ormai di casa in tutte le produzioni horror che escono al cinema in Italia. Non riesco a capire come al pubblico (che sia giovanile o meno) possa piacere essere spaventato da un innalzamento improvviso del sonoro mentre è concentrato a seguire una scena. Ma, evidentemente, se c’è un uso così copioso di questo trucco, vuol dire che piace a milioni di persone. Contenti loro.

In conclusione, Insidious 4 – L’ultima chiave è un buon film di intrattenimento grazie a una protagonista che ormai è diventata un’icona anche per l’età molto avanzata, cosa rarissima per produzioni di questo tipo (non a caso, dopo la morte di Elise nel primo episodio, si è deciso di farla ritornare in qualche modo nel secondo episodio e di fare dei prequel con il terzo e quarto episodio), due assistenti che riescono a divertire e una composizione delle scene e dello spavento che ormai è diventato caratteristico della saga. Del resto, se si lavora bene, non c’è bisogno di essere originali per costruire un buon prodotto (anche se la quasi totalità della critica e del pubblico ha stroncato il film, ma de gustibus).  E’ già in cantiere un quinto capitolo, inevitabile dopo il grande successo economico, da vedere se ritornerà alla regia Leigh Whannell mentre James Wan ricoprirà sempre il ruolo di produttore.

Vi è piaciuto l’articolo? Condividetelo e vi ricordiamo che potete seguirci anche su Facebook per rimanere sempre aggiornati!

Ho 29 anni, di Salerno, ma residente a Milano, sono un divoratore di film, specialmente horror, musical e animazione. Amante anche delle serie TV, dei buoni libri e di qualunque cosa rappresenti Arte.

Condividi su