Flatliners

RECENSIONE: Flatliners – Linea Mortale (Niels Arden Oplev, 2017)

Flatliners

Flatliners è un sequel reboot del film omonimo del 1990 con protagonista Kiefer Sutherland (presente anche nel remake in una breve parte), Julia Roberts e Kevin Bacon. Uscito nelle sale italiane il 23 Novembre 2017, la pellicola è stata accolta sia in America che da noi in maniera pessima dalla critica. Premetto di non aver visto l’originale e che l’argomento della vita dopo la morte mi ha sempre affascinato, ma dopo la visione mi sento di andare controcorrente.

A me Flatliners è piaciuto abbastanza. Certo, non è esente da difetti, la trasformazione in horror è abbastanza ridicola e stereotipata con fantasmi che inseguono i protagonisti e jump scares gratuiti, ma secondo me la parte drammatica della pellicola è molto ben riuscita e le scene delle visioni post mortem molto ben architettate e, a tratti, emozionanti come quella di Courtney (Ellen Page).

Andiamo con ordine. Flatliners è la storia di cinque studenti in Medicina che, grazie ad uno studio segreto da parte di uno di essi, Courtney, su ciò che un essere umano vede dopo la morte, decidono di sperimentare su di loro facendosi uccidere dai colleghi e, dopo un minuto, farsi riportare in vita. Courtney, Marlo (Nina Dobrev, The Vampire Diaries), Jamie (James Norton) e Sophia (Kiersey Clemons) si offrono come cavie, mentre il restio e scettico Ray (Diego Luna) si limita a riportare in vita tutti. L’effetto dell’esperimento, inizialmente, sembra essere un aumento impressionante delle capacità memoriali, intellettive e intuitive dei quattro dottori, ma presto si manifesteranno anche gli effetti collaterali, sotto forma di fantasmi provenienti dal passato.

Le storie drammatiche di Courtney, Jamie, Marlo e Sophia sono molto interessanti e coinvolgenti e ben si amalgamano con quello che sono diventate nel presente documentato dalla pellicola. Anche il ritmo nella prima parte di Flatliners, quando l’horror ancora è ben lontano dal fare il suo esordio, è buono e sono presenti scene belle come l’incidente che perseguita Courtney nel quale perde la sorellina più piccola con la quale spera di riparlare tramite le esperienze post mortem di pazienti salvi per miracolo. Anche le scene ospedaliere sono gradevoli con un Kiefer Sutherland nel ruolo di Dottore Tutor degli specializzandi molto divertente nella sua austerità, una sorta di Perry Cox di Scrubs con una parte, però, di dieci minuti.

I problemi arrivano quando l’horror entra a far parte a pieno giro della pellicola, Flatliners diventa qualcosa di già visto, un misto tra l’horror orientale fatto di fantasmi che inseguono i malcapitati e un eccessivo uso di jump scares, alcuni efficaci altri prevedibili provocando un abbassamento di ritmo e facendo calare la soglia di attenzione dello spettatore così come la soluzione che i ragazzi trovano per risolvere il loro problema. A tenerci vigili, però, è una straordinaria colonna sonora composta da Nathan Barr, che alterna melodie calme e gradevoli ad altre più frenetiche per i momenti più concitati. Da ascoltare anche singolarmente.

Nel complesso, Flatliners non è un capolavoro, ma neanche qualcosa di totalmente orrendo come si legge in giro. Secondo me è una pellicola che regala un buon intrattenimento, forse di durata eccessiva, ma vale la pena vederlo almeno una volta.

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Ho 29 anni, di Salerno, ma residente a Milano, sono un divoratore di film, specialmente horror, musical e animazione. Amante anche delle serie TV, dei buoni libri e di qualunque cosa rappresenti Arte.

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