Family Blood

RECENSIONE: Family Blood (Sonny Mallhi, 2018)

Family Blood

Torniamo a parlare su Very Nerd People del regista Sonny Mallhi che avevamo già incontrato col suo film d’esordio Angoscia. Family Blood è la sua seconda prova, produzione originale Netflix. Il passaggio dall’uscita cinematografica all’uscita direttamente su piattaforma digitale avrà giovato alla qualità del prodotto, considerato che Angoscia, a mio parere, fu un film davvero pessimo?

Purtroppo sono cambiate le storie, ma la qualità è rimasta la stessa. Se Angoscia parlava di una bambina che poteva vedere i morti, in Family Blood siamo di fronte alla storia di una tossica ex alcolizzata, Ellie (Vinessa Shaw) che, in una delle riunioni di riabilitazione, conosce Christopher (James Ransone) che si rivela essere non proprio un essere umano come tutti gli altri. L’incontro con Christopher cambierà completamente la vita di Ellie che vive da sola con i due figli Amy (Eloise Lushina) e Kyle (Colin Ford).

Quindi siamo di fronte a un dramma familiare con un contorno di vampire story giusto per dare quel (brutto) tocco horror per rendere la storia più (???) interessante. Mallhi, purtroppo, non riesce a dare verve al racconto, di una noia pazzesca, contornato da dialoghi inutili e da tagli improvvisi alle scene che rendono poco chiaro l’evolversi della storia, tanto da far sorgere allo spettatore alcune domande sul susseguirsi degli eventi e sul quando un determinato personaggio viene a scoprire delle cose alla quale, in scena, non ha assistito. Family Blood si divide in due parti: la prima nella quale ci vengono presentati i personaggi e cerca di concentrarsi sul dramma personale di Ellie e la seconda dove c’è un’escalation di sangue e violenza dove ci sono numerose rese dei conti e un twist finale di una prevedibilità disarmante, conferma di 90 minuti della nostra vita spesi inutilmente.

Come con Angoscia, anche per Family Blood la premessa di partenza era interessante e avrebbe potuto regalare buone dosi di paura, ma anche di disagio visto la condizione familiare di Ellie (divorziata con due figli adolescenti a carico), ma la sceneggiatura e la regia di Mallhi non sono state all’altezza della situazione. Il regista si concentra soprattutto sugli sguardi dei protagonisti e non riesce mai a creare la tensione necessaria per suscitare un interesse nello spettatore riguardo le azioni e, soprattutto, non riesce a creare l’empatia necessaria a chi guarda per interessarsi alle sorti sia di Ellie che dei suoi due figli, con l’aggravante che tutto il peso del film è riversato proprio su di loro, per niente in grado di sostenerlo.

Family Blood è una produzione originale Netflix ed è online dal 4 Maggio. Se siete appassionati del genere vampire e non ve ne perdete uno, allora dategli uno sguardo, altrimenti passate oltre e attendete il 18 Maggio, quando uscirà un film horror molto interessante, Cargo.

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Ho 29 anni, di Salerno, ma residente a Milano, sono un divoratore di film, specialmente horror, musical e animazione. Amante anche delle serie TV, dei buoni libri e di qualunque cosa rappresenti Arte.

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