Recensione Enemy Front

Quanti giochi sulla Seconda Guerra Mondiale esistono? Tantissimi, superano il centinaio. Quanti giochi basati sui cecchini esistono? Non così tanti in realtà, e quelli riusciti bene sono ancora meno.

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Bene, questi sono i due punti cardine di Enemy Front, recentissimo FPS sviluppato e rilasciato da CI games (City Interactive), autori dello strategico Lords of the Fallen ma, soprattutto, dei due capitoli di Sniper Ghost Warrior.

Bhè, per chi non conoscesse quest’ultima saga c’è da dire che è una discreta serie basata sui cecchini, ambientato in zone urbane (il secondo capitolo) e in altre silvane (il primo). Insomma, i CI di esperienza ne hanno con i cecchini; potrebbe mai andare storto qualcosa?

Partiamo dal lato tecnico, una delle parti meno interessante. Il gioco sfrutta il famosissimo motore grafico Cryengine, il codice creato dai ragazzi di Crytek per i loro conosciutissimi Crysis. Solitamente al solo sentire “Cryengine” balena alla mente l’idea di un gioco dalla grafica estremamente piacevole ma dalla pesantezza notevole, in grado di dare cali di fps anche ai pc più performanti.

Qui no. Qui è l’esatto opposto. Mentre i colori accesi e i belli effetti particellari offrono gioia per gli occhi, le texture deficitano per qualità e offrono un risultato finale che lascia con l’amaro in bocca. Fortunatamente, a controbattere, non abbiamo riscontrato cali di framerate o problemi simili durante l’arco di tutta, o quasi, la nostra esperienza.

I livelli, i quali saranno ambientati in mappe molto estese, sono generalmente soddisfacenti. Non ci sono mai grandi sorprese in quanto a level design ma nemmeno delusioni. La maggior parte degli edifici è esplorabile ed offre ottimi nascondigli, possibilità di fare qualche uccisione sulla distanza ma soprattutto…. approfittare della scabrosa intelligenza artificiale. Già, i nazisti che ci troveremo a fronteggiare in questa avventura sono stupidi quanto delle sedie, molte volte si fermeranno a guardare una parete, si immobilizzeranno sulle scale o semplicemente ci sfideranno ad una gara di seducenti sguardi.

Presenti inoltri alcuni bug con i movimenti dei nemici (i quali si teletrasporteranno occasionalmente), molti con l’audio (ci sembrerà di avere nemici di fianco quando invece saranno a metri e metri di distanza) e infine sporadicissimi crash.

Gli sviluppatori, consci di queste lacune, hanno dotato questi simpaticissimi tedeschi di una notevole mira e, per quanto ancora auto-rigeneranti, ci hanno dato pochi punti vita. Questo si concretizza in una difficoltà leggermente al di sopra della norma se giocato con lo spirito giusto…. ma cosa si intende con “giocato con lo spirito giusto”? Bhè, doveste provare Enemy Front potreste spesso dimenticarvi di star giocando ad un gioco ideato, inizialmente, per essere giocato come cecchino. Il problema è semplice: il gioco non diverte. Mirare con calma, tentare di avanzare di soppiatto e fare qualche uccisione silenziosa o anche solo appostarsi dietro una finestra e uccidere uno ad uno gli avversari dalla distanza… bhè, non è appagante come procedere a mitra spianati noncuranti del numero degli avversari. Le kill cam tentano di enfatizzare le uccisioni più spettacolari ma, dopo aver visto gli stupefacenti risultati di Sniper Elite V2, questa può solo impallidire in quanto non si mostrano organi muscoli o ossa colpite.

Se invece doveste approcciarvi all’esperienza come se si trattasse di un banalissimo first person shooter potreste provare un po’ più di divertimento scatenando caos, distruzione e eliminando nemici uno dopo l’altro. Questo, però, a costo della difficoltà e della longevità.

Infine, il gioco offre qualche spunto nel rigiocare l’avventura per completare missioni secondarie (come salvare dei membri della resistenza o uccidere dei rinforzi dell’Asse) o magari affrontare il tutto con un approccio differente.

Il multiplayer tenta di aggiungere qualcosa di fresco accompagnando al classico deathmatch e deathmatch a squadre trasmissione radio, re della collina e la più classica modalità a conquista. Niente di troppo innovativo ma comunque si vede il tentativo di aggiungere qualche anno (mese?) di vita ad un gioco che, molto probabilmente verrà dimenticato in poco tempo.

Bhè, che dire, in una scala da 1 a…… aspetta un attimo! E la trama? Bhè, giocare ad Enemy Front è come se non ci fosse trama dato che si tratta di impersonare un giornalista americano rimasto bloccato in Francia durante l’occupazione nazista il quale decide di unirsi alla résistence. Vedremo ricordi del protagonista, sapremo qualcosa della sua storia ma ciò non basta, nessun personaggio ha carattere e questo ci fa scordare ogni personaggio in meno di due settimane.

Conclusione:

Enemy Front è un gioco che, in poche parole, non vale la pena prendere. Prova a raccogliere un largo bacino di utenti non vincolando i giocatori a singole scelte di gamplay ma non riuscendo in nessuna di queste. Quando si tenta di giocarlo stealth o come tiratore di precisione il titolo non diverte, quando invece ci si affida alla forza bruta l’intelligenza artificiale si mostra troppo carente e l’entusiasmo iniziale scema velocemente. Un comparto tecnico nella sufficienza ed un multiplayer discreto tentano invano di salvare la situazione, aggravata ulteriormente dalla presenza di bug.

Voto

5,5/10

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