Dunkirk

Recensione – Dunkirk, la Guerra fa Paura

DunkirkOggi parliamo di Dunkirk, film del 2017 scritto e diretto da Christopher Nolan; nel cast troviamo Tom Hardy e Cillian Murphy, grandi affezionati di Nolan, ma anche l’esordiente Harry Styles. L’ultimo lavoro dell’acclamato regista britannico è diverso dai suoi precedenti film, ma allo stesso tempo la sua mano è inconfondibile.

Il film è ambientato nel 1940 e segue tre linee narrative con diversi protagonisti. In Francia, durante la Seconda Guerra Mondiale, i tedeschi hanno costretto gli inglesi e i francesi alla ritirata fino alle spiagge di Dunkerque; qui troviamo Tommy (Fionn Whitehead), un soldato semplice dell’armata britannica che come tutti i suoi commilitoni vuole solo tornare a casa, e il signor Dawson (Mark Rylance) che, con l’aiuto del figlio e di un amico, affronta via mare sulla sua barca l’attraversata della manica per raggiungere e soccorrere i suoi compatrioti. Farrier (Tom Hardy), pilota di un aereo Spitfire, vola invece sopra al mare, coprendo la ritirata delle navi inglesi.

Non credo si possa parlare di spoiler per una pellicola che tratta avvenimenti storici, ma non mi addentrerò comunque nei dettagli degli eventi. Gli storici ancora oggi si chiedono perché Hitler non invase l’Inghilterra in quei giorni, quando gli eserciti che gli si opponevano erano allo sbando e gli americani ancora non avevano preso parte al conflitto. Sta di fatto che quell’errore probabilmente gli costò caro, permettendo agli alleati di salvarsi e di riorganizzarsi, andando poi a vincere la guerra anni dopo.

Se conoscete Christopher Nolan sapete che con lui non ci sono mezze misure, o lo si ama o lo si odia. Dunkirk non è un classico film di guerra, considerate che in tutta la pellicola vedrete sì e no cinque nazisti. Lo spettatore viene buttato in mezzo ai soldati comuni, dove non ci sono eroi ma solo uomini determinati a sopravvivere. Le diverse linee narrative proseguono e si intrecciano, anche se si sviluppano in archi temporali differenti. Non sarà certo Interstellar o Memento, ma anche in questo film il regista ha voluto metterci del suo; come sempre un seconda visione risulterà molto diversa e più completa della prima.

Ciò che più colpisce di questa pellicola è l’assenza, non assoluta ovviamente, di dialoghi. Vengono dette pochissime parole ed in effetti ce ne sono ben poche da dire. Sono le immagini ed i suoni a dare forma alla storia, riuscendo a trasmettere tutto l’orrore e lo sconforto che la Guerra si porta dietro. Gli attori devono puntare tutto sull’espressività, gli sguardi sono fondamentali per un’interpretazione del genere. Si percepisce tutta la paura degli uomini sulla spiaggia, la speranza di coloro che salgono su una nave e la determinazione dei piloti in volo (a tal proposito, pare che se non mettono una maschera a Tom Hardy non sono contenti). Le musiche di Hans Zimmer sono impeccabili, incalzanti quando serve e leggere altrimenti; il comparto sonoro è però composto anche da piccoli rumori di sottofondo, come il battito di un cuore o il ticchettio di un orologio, che non lasciano mai lo spettatore.

Dunkirk è imperdibile per chiunque a mio parere, cinefili o meno. Non vi assicuro che lo apprezzerete, data la sua particolare natura, ma date un’occasione a Nolan. Se non avete visto il film al cinema accettate un consiglio: munitevi di un ottimo paio di cuffie o di un bell’impianto audio tipo home theater, non ve ne pentirete.

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Casco

Classico Nerd generico, nulla di più nulla di meno. Appassionato di Videogiochi, Film, Serie TV, Libri e Comics Americani.

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