Recensione Don’t Starve

Don’t Starve è un gioco open word survival sviluppato dalla Klei Entertainment il 23 Aprile del 2013. Non c’è alcun dubbio sul fatto che Minecraft abbia spianato di fatti ad un nuovo stile di gameplay, e la ricetta che ci propone l’azienda canadese è composta da un gameplay coinvolgente e mai ripetitivo. Questa è la nostra recensione, e sarà accompagnata a fine articolo con un ospite molto speciale.

Dont-Starve-Cover

Prima di fondare la Klei Entertainment nel luglio del 2005, Jamie Cheng è stato stagista presso la famosa azienda SEGA’s Relic Entertainment come programmatore. Dopo aver creato videogiochi molto originali costruiti su proprietà intellettuali, come Eets e Shank, l’azienda con sede a Vancouver ha iniziato un progetto molto ambizioso, con l’obbiettivo di creare un videogioco con un gameplay divertente, senza troppo pretese dal punto di vista hardware.

Trama

Il protagonista (almeno all’inizio) del gioco è Wilson, uno scienziato che viene trasportato da un demone in un universo parallelo. Questo misterioso gentiluomo corre in soccorso di Wilson, che ha bisogno dell’ultimo tassello per completare l’invenzione della sua vita, donandogli la conoscenza infinita. Seguendo un trucchetto da diavolo, il demone ruba letteralmente il nostro scienziato e lo trasporta in una dimensione parallela, un mondo selvaggio e ostile per il povero malcapitato.

Gameplay

Lo scopo del gioco è essenzialmente sopravvivere il più lungo possibile evitando di morire di fame, di essere ucciso da strani animali o di diventare pazzo, e quindi di perdere il controllo. Don’t Starve è un titolo basato soprattutto sull’urgenza e sul continuo recupero di materia prima, sia per sfamarsi sia per costruire oggetti e attrezzi che ci permettono di avere un accampamento migliore. Bisogna infatti sfruttare l’ambiente circostante per riuscire a sopravvivere. Il mondo di gioco verrà rigenerato ad ogni nuova partita e sarà popolato da strane creature, misteri e sorprese. Dopo che il nostro personaggio è stato abbandonato, dobbiamo cercare in tutti i modi di mantenere equilibrate le nostre necessità per non soccombere, che sono fame, vita e follia. E’ quindi indispensabile iniziare a raccogliere ogni oggetto o materiale disponibile. Carote e bacche per mangiare, fiori per ristabilire l’equilibrio mentale (altrimenti il nostro eroe inizierà a dare di pazzo e a vedere strane figure attorno a lui), erba secca, rami secchi e pietre focaie per asce, torce o picconi, etc. Il fuoco sarà molto indispensabile nel gioco, così come lo è stato per la sopravvivenza dei nostri cari antenati. La notte infatti, quando giunge, non farà più vedere ne a noi ne al nostro giocatore, e di conseguenza verremo attaccati da animali terrificanti, per poi essere definitivamente uccisi. Ma non saranno solo questi gli unici problemi. Dovremo infatti continuare a trovare un posto adatto per accamparci, adatto per creare il nostro rifugio ideale,  più o meno vicino a tutte le tipologie di risorse indispensabili per la sopravvivenza. La libertà donata al giocatore è totale. E’ possibile effettuare diverse tipologie di combinazioni di sopravvivenza. Come ho già detto prima, il mondo di gioco si ricalcola ogni volta che incominciamo una nuova partita, con ambienti sempre diversi e mai, ma dico mai banali. Incominceremo a ricercare bacche e materiali essenziali per la sopravvivenza alla creazione di un terreno personale che ci rifornisca di frutta fresca o di carne essiccata. Don’t starve è uno di quei giochi si sopravvivenza in cui, fin dall’inizio, ti farà capire di avere milioni e milioni di scadenze da rispettare, e che la parola relax non fa parte di questo mondo. Nonostante il gameplay possa sembrare ripetitivo, ma vi possiamo assicurare che anche dopo decine e decine di ore di gioco,  Don’t Starve vi sorprenderà grazie alla sua categoria di simulatore di sopravvivenza. Ci saranno anche dei macchinari elettronici, che ci permetteranno di creare nuovi materiali e di aumentare così la particolarità realistica. Con il passare dei giorni non solo apprenderemo sempre più tecniche per non venire uccisi, ma scopriremo anche che sarà possibile creare per esempio un allevamento di api, di pescare in riva al lago, di lanciare incantesimi, di cambiare personaggio o incappare addirittura in un cambio di stagione, con tutti i pro e contro del caso. Queste caratteristiche mantengono vivo l’interesse per questo gioco, nonostante i limiti creativi di mondi come Minecraft, Terraria o Starbound. Inolte, Klei Entertainment dopo aver ralizzato il gioco ha concesso i diritti amministrativi per aggiungere migliorie al gioco con aggiunte non ufficiali, come le famose Mod.

Grafica / Audio

Il comparto tecnico è sicuramente convincente. La scelta di utilizzare un tratto da fiaba con ambientazioni molto simili ai famosi film di Tim Burton rende il comprato grafico molto interessante, soprattutto lascia percepire al giocatore quella sensazione di essere costantemente braccato. Il disagio di trovarsi in un posto sconosciuto e non sapere assolutamente niente di quello che circonda l’utente si trasforma velocemente in curiosità di sapere cosa Don’t Starve ha in serbo. Superare ogni giorno indenni significa vincere una piccola sfida contro un ambiente davvero ostile, sempre pronto a vedere l’eroe bello che stecchito.  I colori tenui scelti per l’occasione non fanno altro che amplificare il terrore ambientale, in perfetta linea con lo stile di gioco è l’audio, che è in grado di tenere l’utente sul filo del rasoio in diverse occasioni.

Un gioco per duri

Don’t Starve è un roguelike di quelli spietati, in cui morire fa parte del gioco. Fallimento dopo fallimento, tuttavia, il giocatore comincia a conoscere il mondo e le sue regole, metabolizzando le dinamiche di gioco e diventando gradualmente più efficiente e se si riesce a sopravvivere abbastanza a lungo è possibile accumulare dei punti esperienza per sbloccare nuovi personaggi per l’avventura, i quali sono dotati di caratteristiche uniche che aiutano a sopravvivere con più facilità. Don’t Starve fa parte di quella categoria di prodotti che fa dell’elevata difficoltà uno dei fattori principali che ne siglano il successo. E’ un gioco cattivo e assolutamente senza pietà. A qualcuno potrà sembrare assurdo, ma un sistema per riprendere la partita, una volta morti, manca totalmente. E le probabilità di lasciarci le penne sono pressoché infinite. Che sia a causa dei morsi della fame, delle allucinazioni sempre più reali o anche solo per un apparentemente innocuo gruppo di nemici: una volta andati all’altro mondo perderete tutto e sarete costretti a ripetere per l’ennesima volta dei procedimenti che speravate di esservi lasciati definitivamente alle spalle. Hardware: 8.5 Grafica: 8 Gameplay: 8.8 Suono: 8.5 Contenuti: 8.2 Valutazione finale: 8,4

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Francesco Napoli

Sono nato a Bologna il 10/09/90. Dopo aver preso il diploma di perito elettronico, ho iniziato l’università di Scienze Politiche nel corso di Sociologia. Attualmente riparo pc come privato, e sono il webmaster, co-fondatore e amministratore del sito verynerdpeople.it. Sono un appassionato di tecnologia e informatica dal 2001, data in cui presi il mio primo computer.