RECENSIONE: Dickens – L’uomo che inventò il Natale

 Il periodo natalizio è quel momento dell’anno che passiamo in famiglia, con gli amici o con chi vogliamo cercando di essere più buoni, solidali e amorevoli. Il Natale è puro calore nella tradizione collettiva. E c’è stato un libro, un unico piccolo e breve manoscritto, che ha mosso le coscienze e fatto rivivere il vero spirito natalizio: Canto di Natale di Charles Dickens. Ed è proprio sulla nascita di questo capolavoro della letteratura inglese che si basa il film recentemente uscito nelle sale, lo scorso 21 dicembre (2017), diretto da Bharat Nalluri: Dickens – L’uomo che inventò il Natale, distribuito in Italia dalla Notorious Pictures.

Dickens, interpretato da Dan Stevens, è ormai uno scrittore di successo a seguito di varie pubblicazioni, tra cui Le avventure di Oliver Twist tanto da venire invitato anche in America le letture. La fama viene però messa fortemente in discussione dopo il flop delle ultime tre pubblicazioni tanto che nel 1843 inizia ad avere i primi problemi finanziari. Persino i suoi editori nutrono dubbi sulla possibilità di vedere un altro capolavoro scritto da Dickens e l’autore stesso non ha nuove idee da proporre al suo pubblico. Finalmente l’ispirazione gli viene dalla sua quotidianità e comunica ai suoi editori la nuova idea: un romanzo breve sul Natale. Questi però pensano che l’idea potrebbe non vendere ma l’autore, sostenuto dal suo fedele amico Jhon Forster (Justin Edawards), decide di portare comunque avanti il progetto arrivando a completare uno dei suoi romanzi sociali più celebri. Dickens arriva a metterci così tanto impegno e passione ed entra così in simbiosi con la morale dello scritto da rivivere dolorosi momenti della sua vita e, come il nostro Scrooge (Christopher Plummer), arriva a capire il vero significato del Natale e della famiglia.

Il film ripercorre i mesi che hanno preceduto la pubblicazione del Canto di Natale di Dickens interpretato da Dan Stevens. L’attore ci mostra un uomo gioioso, carismatico, ambizioso e forse anche un pochino narcisista che però sta affrontando una grave crisi artistica ed economica. Questa situazione naturalmente mina anche la sua armonia familiare, turbata inoltre dall’arrivo del padre, con cui l’autore non ha un buon rapporto. Dal momento in cui inizia il vero fulcro della trama, ovvero la stesura del romanzo, la narrazione si alterna tra l’interazione con i personaggi dello stesso (ad esempio Scrooge), i quali riportano fedelmente le citazioni del libro, il presente dello scrittore, ma soprattutto il suo passato. Infatti sembra proprio che il manoscritto rappresenti per il suo “fantasma del Natale passato”, riportando a galla un dolore che egli stesso teneva nascosto. L’alternarsi di tutti questi fili narrativi che si intrecciano e si scambiano potrebbe creare confusione nello spettatore, ma Nalluri riesce a mantenere una certa coerenza e chiarezza, anche se forse risulta molto più semplice la comprensione per chi già conosce il celebre racconto di Dickens. Quest’ultimo combatte fortemente contro Scrooge, il simbolo del suo fantasma, affrontandolo e sconfiggendolo e ottenendo poi, come tutti sappiamo, il successo che meritava, nonché altri. Tutto il cast ha ridato vita ad una famiglia, ad una cerchia di persone che hanno contribuito, più di tutti lo stesso autore, a far rinascere il sentimento del Natale che, secondo Dickens, era oscurato dai difetti della società ottocentesca, tanto che il romanzo è un’altra occasione di denuncia delle mancanze dell’epoca vittoriana. Veramente interessanti anche le scenografie, finemente curate che fanno rinascere quegli anni.

In sintesi è un ottimo film biografico, con frammenti fedeli al romanzo e piacevole da vedere in compagnia di tutta la famiglia.

Very Nerd People vi augura un Buon Natale a tutti!

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Juliet

Salve a tutti. Sono Annalisa Ballerini, una cinefila entusiasta di condividere con un pubblico la propria passione per la settima arte!