Recensione Dark Souls II: Crown of the Sunken King

Primo di una trilogia denominata The Lost Crown, Crown of the Sunken King è un DLC del recente Action RPG, della software house From Software, Dark Souls II. Rilasciato nel mese di Luglio su multipiattaforma –PS3, XBOX360 e PC-esso aggiunge una intera nuova mappa, nuovi nemici e nuove magie da ottenere; nuovi bossi e come premio finale la corona del sovrano.

TRAMA

Contrariamente alle critiche spesso mosse alla saga dei Souls, ovvero la quasi totale assenza di una trama ben chiara e delineata, tanto Dark Souls II, quanto il suo DLC, ci portano in un mondo ormai decaduto e in rovina; nel quale noi cerchiamo una quale tipo di salvezza alla nostra Maledizione, che sta lentamente consumandoci. In Crown of the Sunken King il nostro non morto si ritroverà a vagare in una antica città sprofondata in una grotta e sommersa in parte dalle acque. Starà a noi, esplorando il posto, scoprirne la storia e i retroscena che animano la presenza dei guerrieri -numerosi- che affollano l’antica Shulva.

GRAFICA/AUDIO 

Sicuramente il comparto audio potrebbe non spiccare per eccellenza, dal momento che tutti i Souls sono caratterizzati per una totale assenza di sottofondi musicali, se non per le boss fight o per alcuni e sporadici luoghi. Il che non è tuttavia un male, dal momento che le musiche dei boss di livello rappresentano l’apogeo dell’ostacolo che l’intero livello rappresenta, culminante nella battaglia con il guardiano di tale luogo. Per tanto, se ci si ferma alle sole musiche dei boss, non si può negare che la From abbia creato alcune fra le soundtrack più interessanti degli ultimi anni, peccato che spesso abbia il vizio di riciclarle non solo tra alcuni boss dello stesso gioco ma perfino tra i vari Souls. Il comparto grafico, invece, non apporta modifiche particolari e mantiene un livello più che discreto. Una menzione particolare però va fatta all’ambientazione: checché se ne dica, Dark Souls II, e il DLC ancor più, ci portano in alcuni di incredibile bellezza; il level design di Shulva, e dei luoghi in cui è sprofondata, è tale che sicuramente porterà il giocatore a fermarsi ad ammirare il paesaggio circostante e a porsi mille domande sulla torre a gradoni che svetta dal fondo fino alla cima della grotta. Concludendo, dubito che qualcuno non resterà meravigliato quando, fra grotte, cascate, torri e rocce, otterrete la Crown of the Sunken King.

GAMEPLAY

Altra menzione va fatta per il gameplay del DLC che, assieme alla più recente patch, ha cambiato radicalmente alcune realtà del gioco, che sono state per i fan della saga un premio e una pugnalata al tempo stesso: molte magie, seppur aumentate di forza, hanno visto un calo in termini di utilizzi; molte armature, prima fortissime, sono ora ridotte di efficienza; altre armi che prima non avevano gran utilizzo, sono ora rese più competitive. Ma la più grande modifica in termini di gioco apportata dalla From è l’impossibilità di curarsi durante i duelli nelle arene. A parte queste piccole modifiche, il DLC non cambia la sostanza di base di Dark Souls II che, in termini di comandi e interazioni, rimane perfettamente invariato.

IN SINTESI

Dark Souls II non è un gioco difficile, bensì è molto competitivo e punisce, laddove deve, gli errori. Il DLC è di tutt’altro avviso, e benché non sia poi così impossibile da completare in solitaria, eleva l’osticità del gioco immergendoci in un labirinto pieno di soldati caduti, fantasmi senza padrone, antichi invasori rimasti intrappolati nelle profondità di Shulva e trappole e marchingegni disseminati ovunque. Crown of the Sunken King è IL DLC, non una mera aggiunta di armi ed equipaggiamenti, ma la creazione di un microcosmo all’interno di un gioco già consolidato, e senza che l’uno influenzi negativamente l’altro. Concludo affermando che, benché per certi versi la From non sia stata coerente con alcune scelte di lore del passato, introduce una delle boss fight più belle ed emozionanti di sempre.

 Hardware: 8 Grafica: 7 Gameplay: 8 Suono: 8 Contenuti: 9 Valutazione finale: 8 

Condividi su