Billions

Recensione – Billions Seconda Stagione

BillionsBillions è una serie televisiva della Showtime, iniziata nel 2016 conta fino ad ora due stagioni e ne ha una terza in arrivo. Oggi parleremo nello specifico della seconda stagione, uscita nel 2017, composta da dodici episodi. L’edizione in DVD distribuita dalla Universal Pictures Home Entertainment si compone di quattro dischi, con tre episodi per disco, ed è disponibile dal 7 marzo di quest’anno.  Prima di andare nel dettaglio però è doveroso fare una panoramica generale sull’intera serie.

Se vi dicessi che Billions parla di uomini ricchi e potenti che litigano per avere più soldi e fama di quanta già non ne abbiano probabilmente non vi convincerei a guardare questa serie. In effetti nemmeno io ero inizialmente interessato ad una storia di miliardari viziati che si destreggiano nell’alta finanza. Ma mi sbagliavo, e vi sbagliereste anche voi a non darle un’occasione. La trama e l’incipit sono solo un contesto in cui calare dei personaggi stratosferici, soprattutto i due protagonisti. Bobby “Axe” Axelrod, interpretato da Damian Lewis (già apprezzato in Homeland – Caccia alla Spia, Dio solo sa quanto si sente la sua mancanza in quella serie) è un miliardario, arricchitosi grazie agli eventi dell’undici settembre al World Trade Center; la sua controparte è Chuck Rhoades, interpretato da Paul Giamatti, un procuratore distrettuale che ha come unico scopo portare alla luce le attività illecite delle grandi società di speculazione finanziaria. Tutte le vicende della serie gravitano attorno a queste due personalità di spicco (grazie anche a due interpretazioni magistrali); ogni scena è improntata in un modo o nell’altro ad aumentare la loro rivalità. Non voglio ovviamente addentrarmi troppo nei particolari per non cadere in qualsivoglia spoiler, ma visto che ora si andrà a parlare della seconda stagione vi dico solo che il finale della prima serie è veramente spettacolare, fiato sospeso assicurato.

Nella seconda stagione ritroviamo tutti i personaggi, principali e secondari, dove li avevamo lasciati. Era difficile migliorare una serie che si era dimostrata potente già al lancio, ma incredibilmente ogni singola aggiunta o cambiamento vanno ad accrescerne il valore complessivo. Wendy Rhoades (Maggie Siff) è l’ago della bilancia, sempre in bilico tra il lavoro e la famiglia, che però dovrà compiere la sua definitiva scelta per poter rimettere in ordine la sua vita. Mike “Wags” Wagner (David Costabile) è una mina vagante, ogni scena in cui lui compare può rivelarsi incredibilmente stupida o a dir poco geniale, personaggio imprescindibile. Anche tutti gli altri colleghi, collaboratori o familiari dei protagonisti hanno la loro importanza e la loro caratterizzazione viene approfondita sempre di più, episodio dopo episodio. C’è però una nuova aggiunta nel cast che riesce a rubare la scena a tutti gli altri comprimari: Taylor Mason, interpretata da Asia Kate Dilon (vista in Orange Is the New Black, questo è il suo secondo ruolo di spicco). Il suo personaggio è straniante, ma allo stesso tempo affascinante; Taylor è distaccata dalla realtà un po’ come può esserlo un certo Sheldon Cooper, ma al posto di battute e risate qui le conseguenze sono più serie e realistiche.

Non avevo dato molte speranze a questa serie, pensavo non fosse il mio genere, che non mi avrebbe fatto immedesimare in personaggi che vivono una realtà così lontana dalla mia. Ora in meno di una settimana ho divorato due intere stagioni di Billions, e ne voglio ancora. Il conflitto tra due uomini che non hanno mai completamente né torto né ragione, dove anche quando uno dei due ottiene una vittoria in qualche modo perde comunque, è travolgente. In conclusione posso dirvi di guardare questa serie, qualsiasi siano i vostri gusti, perché troverete sicuramente qualcosa, che sia un personaggio oppure una situazione in particolare, che vi faranno dire: “Ora voglio proprio vedere come va a finire”.

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Casco

Classico Nerd generico, nulla di più nulla di meno. Appassionato di Videogiochi, Film, Serie TV, Libri e Comics Americani.