Recensione: Army Corps of Hell

Playstation Vita. Questo è il primo articolo che tratti un argomento strettamente inerente all’ultima console portatile Sony; l’argomento in questione è il demoniaco e “mettaloso” videogioco Army Corps of Hell.

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Playstation Vita. Questo è il primo articolo che tratti un argomento strettamente inerente all’ultima console portatile Sony, e dato che ormai è un mio vizio, perchè non citare un pezzo della sua storia? Dai, questa volta ve la faccio breve.

Playstation Vita ha venduto poco, c’è stato un incremento con l’uscita della Playstation 4 ma è risaputo che questa simpatica console non ha mai avuto una vita (evitiamo risate) facile. Come mai? Le ragioni sono molteplici e ovvie, e una fra queste è sicuramente l’assenza di Monster Hunter fra i titoli per essa sviluppati. Ovviamente, un suo sostituto non è tardato ad arrivare.

Army Corps of Hell ci mette nei panni di un malvagio generale al comando di 100 soldati (goblin arancioni, verdi e blu), in questi dovremo affrontare una serie di mappe colme di mostri e boss, reclamare la ricompensa e prepararci allo scontro seguente. La trama ci racconta di come, dopo aver conquistato la Terra, siamo stati rispediti da Dio in persona nel profondo degli Inferi; qui, sconfitti ed umiliati, ci rifaremo poco alla volta sconfiggendo i vari signori demoniaci ed i loro sudici sudditi.

Passeremo il tempo a comandare i nostri soldati i quali ci seguiranno in ogni momento; impareremo velocemente a far cambiare loro formazione, attaccare all’unisono o uno alla volta, ordinare loro di lanciare magie o di suonare i tamburi (e vari strumenti). I boss hanno meccaniche diverse, punti deboli, attacchi e magie; per quanto alcuni si ripresentino, la sfida si manterrà comunque abbastanza difficile. Non mancheranno le trappole o sciami di mostri, anche se raramente capita di morire contro di essi.

Nota dolente è invece il comparto grafico, che si mantiene sopra la sufficienza solo grazie ad un framerate stabile e serrato nonostante la grande mole di esplosioni ed elementi a schermo. I comandi touch della vita sono purtroppo poco sfruttati ma nel complesso non se ne sente la mancanza. Il comparto audio invece è costituito da suoni di bassa qualità affiancati ad una colonna sonora assolutamente magnifica, caratterizzata da tracce metal in grado di dare la giusta carica senza distogliere troppo l’attenzione (un esempio può essere “Hell in the Paradise” dei Volcano).

Army Corps of Hell è un gioco che diverte se preso in piccole dosi. La longevità è sufficiente ma affrontare il titolo di fretta può evidenziare la mal celata ripetitività generale e l’assenza di vere e proprie novità nelle fasi avanzate; il crafting di alcuni oggetti e magie, l’equipaggiamento del nostro eroe e dei nostri soldati sono elementi che sarebbero potuti essere fondamentali se solo avessero raggiunto più attenzione. E’ proprio qui che viene evidenziata una certa fretta nello sviluppo del titolo Square Enix, ed è un vero peccato.

Consigliare questo prodotto? E’ difficile decidere. Indubbiamente diverte, esalta ed intrattiene…. ma rischia di farlo per poco. La colonna sonora è un elemento di pregio e raramente superato da altri titoli ma ora, dopo anni dall’uscita della Playstation Vita, la concorrenza non manca nemmeno in questo settore.

Doveste amare alla follia il metal, le tonalità maligne che il titolo vanta e doveste essere alla ricerca di un prodotto non molto profondo e con cui spendere una mezz’oretta ogni tanto Army Corps of Hell fa al caso vostro; altrimenti vi consiglio di orientarvi altrove.

 

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Mitja Bichon

Nato a Pontedera il 24/08/95, attualmente vivo a Firenze. Sono il fondatore e direttore di verynerdpeople.it. Sono un grande appassionato di libri e film, tendendo ai generi horror, fantascienza e fantasy. Sono inoltre un appassionato di videogiochi openworld.

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