Quello strano sapore di….. vendetta!

Salve a tutti gente! Per la prima volta il vostro amato Gerald si rivela in qualcosa di nuovo e diverso (o forse non proprio). Oggi vi parlerò di un libro che potrebbe essere l’apoteosi della perfezione narrativa, per quel che mi riguarda. Sto parlando de “Il sapore della vendetta” (“Best served cold” in originale, ma la traduzione in italiano è stuzzicante devo dire) di Joe Abercrombie (che no, non è un modello). Ciancio alle bande quindi!

Joe Abercrombie è stato definito da molti come “il nuovo G. R. R. Martin”, il che mi genera un problema. Perché se è vero che Abercrombie è molto realistico nella sua narrazione, così cruda e che non ti risparmia nulla, mantiene comunque i dictat del mondo fantasy, con l’eroe, i suoi problemi, le sue sfide, e anche se vogliamo dirla tutta la sua gran dose di… fortuna. E poi, onestamente, io sono contro tutti questi “il nuovo”, che sembrano togliere molto agli autori che vengono paragonati, quasi copiassero la loro controparte. Nessuno è il nuovo nessuno, ognuno è sé stesso, con proprie caratteristiche e propri difetti. Giusto è fare dei confronti, ma così si rischia di farli rimanere in ombra di un’eredità che nessuno gli ha dato.

Ok bene, finito lo sproloquio, parliamo un attimo della trama e delle altre opere dell’autore. Nel mondo de “Il sapore della vendetta”, Abercrombie ha ambientato altri romanzi, cioè la cosiddetta “trilogia della prima legge”, “The heroes” e “Red country”. In questo modo capita di rivedere, rincontrare, o anche solo risentire personaggi già trovati negli altri romanzi, creando quell’effetto come di ritrovare un caro vecchio amico che dà sempre soddisfazione. In questo romanzo siamo alle prese con Monza Murcatto, capitano di una banda di mercenari nella nazione di Styria (che ricorda molto l’Italia medievale del Centro-Nord), continuamente divisa e vittima di scontri interni. Il Granduca Orso, aiutato da Murcatto a guadagnare tanto potere da quasi riuscire a nominarsi re di Styria, decide di tradire la giovane mercenaria, insieme a una serie di complici, geloso della sua fama. Per questo, la butta giù da un dirupo, pensando di averla uccisa. Ma si sbaglia di grosso. Murcatto, sopravvissuta alla caduta, guarita in parte da un misterioso sconosciuto, inizierà a elaborare il piano della sua vendetta, che avrà ripercussioni a dir poco spettacolari, vedrete.

In sostanza, la storia scorre bene, condensando insieme in un mix micidiale violenza, comicità, narrazione epica e comica, e tanti altri elementi. Potrei quasi dirvi che è come avere davanti agli occhi, mentre si legge, un film di Tarantino, e forse riuscirei a rendervi bene l’idea. Le caratterizzazioni sono eccezionali, non peccano quasi in nulla, e l’azione non manca mai di essere al cardiopalma.

In ultima analisi, vorrei dirvi che “Il sapore della vendetta” mi è parso un goliardico viaggio all’interno di un nuovo tipo di fantasy, non più quello fatto di “grandi mali da sconfiggere” e “impeccabili eroi senza macchia e senza paura”, ma fatto di uomini e donne in tutto e per tutto “umani”. Uomini e donne che egoisticamente portano avanti le proprie ragioni, ognuno per un motivo differente. A questo si unisce anche la “storia di vendetta” che al cinema piace tanto, ma forse in questo libro trova una sua grande rappresentazione. E per chi fosse interessato a un romanzo fantasy a metà fra il classico e il moderno, non ha che da leggere la “trilogia della prima legge” e rimarrà stupefatto. Anche per oggi è tutto dal vostro amato Gerald di quartiere.

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Gerald

Saluti a tutti, fratelli (e sorelle)! Sono un avido lettore di fumetti, denso lettore di libri, intenso giocatore di giochi, e si fa per intenderci che me ne occuperò perché sì, mi piace molto dare la mia opinione, anche perché al cuor non si comanda e la mia bocca e dita vanno avanti da sole.

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