Quel ragno che non ti aspetti: Potere e responsabilità pt2 (1)

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Salve gente! È il vostro amato Gerald che vi parla! Benvenuti nella seconda parte di “Potere e responsabilità”, e ovviamente benvenuti in “Quel ragno che non ti aspetti”, la mia rubrica sulla serie “Ultimate Spider-man”.

Nelle puntate precedenti de “Quel ragno che non ti aspetti” ci eravamo lasciati con Peter Parker che viene morso da un ragno alle Oscorp Industries, di proprietà del genio della bioingegneria Norman Osborn. Osborn è a conoscenza del successo che è Peter Parker, e nel tentativo di prendere possesso dei benefici della sua scoperta, inietta il siero Os, il composto che era presente nel veleno del ragno che morde Peter, direttamente su sé stesso, con gravi conseguenze.


Nel frattempo Peter reagisce alla sua “rinascita” nello stesso modo in cui farebbe ogni teenager: si diverte. Inizialmente se la rifà con i bulli che lo pestavano, non in modo fortemente violento, ma sicuramente si toglie un paio di soddisfazioni; si dà al basket per poter sentirsi popolare e poi, ovviamente, decide di guadagnarci (ovviamente per aiutare i suoi zii finanziariamente, la matrice di bontà non si esaurirà mai, non arriverà mai ad un estremo). L’occasione si presenta con una serie di incontri di Wrestling a premi, che gli frutteranno non solo soldi, ma anche un costume e soprattutto il nome con cui diventerà famoso: Uomo Ragno! Ma non è oro tutto quel che luccica, la sua nuova vita non fa altro che creare litigi fra lui e la sua famiglia, fra lui e la sua grande figura paterna, suo zio Ben. Lo stesso che, in un tentativo di riconciliarsi con la persona che più di tutte ama, che sente effettivamente come un figlio, anche se è nato dal fratello, gli darà la massima che diverrà il suo leit motive, anche se ancora non lo sa. “Tuo padre” gli dice “aveva una filosofia a cui si atteneva rigidamente. E che gli è servita molto… Credeva che se c’erano delle cose che potevi dare al mondo, se sapevi fare bene certe cose– meglio di chiunque altro… Per aiutare la gente o per farla stare meglio… Be’, credeva che non fosse semplicemente una buona idea fare quelle cose, credeva che fosse tua responsabilità. Non cercare di essere qualcos’altro. Di essere meno di quel che sei. Succederanno grandi cose nella tua vita Peter. Grandi cose. E queste comporteranno grandi responsabilità. Mi capisci? Grandi responsabilità”.


Il povero Peter corre, scappa da qualcosa che non può cambiare, ovvero lo stesso Peter Parker. Mentre è deciso a confessare tutto, a prendere in mano le sue responsabilità ed essere sincero con la sua famiglia, la realtà gli si abbatte contro come un macigno. Una rapina. Una semplice rapina. Come molte altre volte è capitato, l’avidità ha mietuto un’altra vittima. E sfortuna vuole che ora la vittima sia zio Ben… Peter non ci sta, lui può fare qualcosa, lui ha Potere! Infila il costume, alla ricerca di non sa neanche bene lui cosa, cerca l’uomo che ha ucciso suo zio, il suo amato zio Ben, lo trova, lo affronta, sta per ottenere quello che vuole!… ma ancora una volta la realtà è dura. Il volto dell’uomo è familiare, un ricordo riaffiora, di quando, pochi giorni prima, aveva assistito a una rapina in un negozio, una bazzecola forse dal suo punto di vista. Il rapinatore era venuto verso di lui, sarebbe bastato allungare un piede, uno sgambetto, e l’uomo sarebbe stato fermato. Ma lui non lo aveva fatto, non lo riguardava. L’uomo così lo aveva superato, si era girato, quasi con sguardo di ringraziamento… ed eccolo lì. Il volto dell’uomo che adesso tiene fra le mani. Il volto dell’uomo che ha ucciso zio Ben, ma principalmente il volto delle sue Responsabilità che gli vengono addosso. Potrebbe ucciderlo, ma non lo fa. Opta per ciò che suo zio avrebbe voluto, confidando a noi lettori ciò che fin’ora aveva paura a rivelare perfino a sé stesso: “Sono stato egoista. E tu hai pagato il prezzo del mio egoismo. Tu, io. Zia May l’ha pagato. Non mi perdonerò mai per questo. Non dimenticherò mai che avrei potuto impedirlo. È tutto così chiaro adesso, zio Ben. È come se per tutta la vita avessi avuto una benda sugli occhi e i tappi nelle orecchie, e qualcuno me li avesse appena strappati. Vedo più chiaramente ora, e so qual è il mio posto nel mondo. Avevi ragione, un potere comporta responsabilità. Sempre. Per qualche ragione, ho ricevuto un grande potere. E un grande potere porta grandi responsabilità. Non ti deluderò più, zio Ben”. Potere e Responsabilità.


Il numero non si conclude qui, pochi giorni dopo la comparsa del “vigilantes” Uomo Ragno, un mostro verde, enorme, mutante forse, attacca la scuola di Peter. Chi è questo nuovo e temibile nemico? Avevamo, per l’appunto, trascurato un fattore importante, forse perso nel mio racconto. Che fine aveva fatto Norman Osborn? Qual’era l’esito del suo esperimento? Beh forse adesso abbiamo una risposta. Dopo aver dato fuoco alla propria casa, ucciso la moglie e per poco anche il figlio Harry, Osborn si è diretto alla scuola, mormorando come una nenia una sola parola, ripetuta di continuo e rasente il ringhio minaccioso: “Parker”. Nella scuola, tra le fiamme da lui create, forse ha un obiettivo preciso, forse quest’obiettivo gli si presenta proprio davanti, perché un eroe in rosso e blu, che ora spara anche ragnatele, è pronto a fronteggiarlo. Peter Parker è pronto a fare la sua prima e ufficiale entrata in scena come Uomo Ragno e a fronteggiarlo. Lo scontro è duro, la forza del mostro è schiacciante, ma Peter riesce comunque a spostare la lotta sul ponte di Brooklyn, dove non ci sono innocenti, e qui, nonostante i suoi sforzi di salvarlo, Osborn è abbattuto da a un elicottero della polizia. Di lui non rimarranno tracce, forse è stato trascinato dalla corrente, ma la rivelazione di Harry (probabilmente sotto shock, come fa a saperlo?) che quel mostro fosse in realtà suo padre lo lascia incredulo, sospettoso. Come incredulo e sospettoso lo lasciano ancora le ultime parole, le uniche parole che il mostro gli ha confidato, “Parker, Parker, Parker”…
Per ora è tutto, “Potere e Responsabilità” è finito. Un saluto dal vostro caro Gerald di quartiere.

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