Queer di W. Burroughs

Maquetaci—n 1

“Queer” libro pubblicato nel 1985 di W. Burroughs, ma che fu scritto tra il 1951 e il 1953, è edito da Adelphi in Italia.

Il termine queer, che da il titolo al libro di cui oggi parlerò, ha un significato fortemente negativo in lingua inglese potremo infatti tradurlo con checca, quindi la domanda :”perché uno scrittore, dichiaratamente omosessuale, usa un termine così dispregiativo come titolo di una sua opera?” sorge spontanea, ma la risposta è altrettanto semplice e immediata, usa una questa parola per colpire direttamente chiunque capiti con lo sguardo sulla copertina, per attirare l’attenzione quasi. Andiamo con ordine però e prima di parlare del libro in sé parliamo dello scrittore: Burroughs fu uno tra i più influenti iniziatori della Beat generation, un movimento giovanile che trovò espressione in numerosi campi, egli fu infatti tra i capostipiti del movimento, non solo per il suo stile di vita, ma soprattutto per la sua tecnica di scrittura, quella del cut up.

William Burroughs

William  fu figlio di una famiglia di ricchi industriali, cosa che gli permise di girare il mondo dopo che si fu laureato in medicina, questo avvenne nonostante il fatto che la famiglia lo considerasse la pecora nera poiché era omosessuale, fatto non accettato a quei tempi, e anche un tossicodipendente dichiarato, con fasi più intense rispetto ad altre per quanto riguarda l’abuso di droghe.  La sua vita fu guidata da un solo principio la sperimentazione in prima persona di tutto ciò che lo incuriosiva, da qui l’abuso di droghe e i numerosi viaggi nel Sud America e in Africa; l’evento forse più significativo che gli fece scegliere la carriera di scrittore fu molto tragico, infatti, nel tentativo di imitare Gugliemo Tell uccise la sua seconda moglie, donna da cui aveva avuto anche un figlio e che condivideva con lo scrittore la passione per le sostanze stupefacenti. In seguito scrisse numerosi libri, i primi più autobiografici dei successivi e oggi parliamo proprio di una di queste prime opere.

La trama è semplice ed piuttosto lineare, ci troviamo infatti in Città del Messico, che viene descritta come luogo di peccato ed oscenità, seguiamo la storia di Lee, alterego dello scrittore, che cerca di conquistare un giovane turista di nome Allerton, che pare imperturbabile alle sue avance amorose, il giovane però vende le sue prestazioni sessuali in cambio di denaro e decide di seguire Lee nella sua ricerca di una particolare sostanza stupefacente che permette, a chi l’utilizza, di controllare le menti altrui. Il libro è importante perché anticipa i temi che saranno trattati nel “Pasto nudo”, considerata l’opera più importante di questo autore, infatti attraverso la descrizione dei luoghi visitati dai due protagonisti intravediamo le linee guida che delineano la famigerata Interzona e vediamo affrontato, durante tutta l’opera, il tema dell’uso di sostanze stupefacenti.  Uno scrittore del tutto unico con uno stile alquanto particolare che merita le attenzioni che non gli vengono date, ma che va affrontato nel giusto modo, per questo ho deciso di parlare prima di “Queer”, per permette a chi non è avvezzo a questo tipo di testi, connotati da un linguaggio crudo e nudo, di abituarsi gradualmente al cambiamento per poi rivolgere le proprie attenzioni verso il ” Pasto nudo” libro che consiglio e di cui magari parlerò in un prossimo articolo.

Detto questo vi auguro una buona Domenica, vi ricordo di lasciare un mi piace alla pagina Very Nerd People e all’articolo! Buon weekend.

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